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Processo per un Fronte
Premessa
Quali tappe
Introduzione ed analisi
Banalità da ricordare
Fortza Paris
UDS
Sardigna Natzione
IRS
Partidu Sardu
A
Manca po s' Indipendentzia |
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Di P. Daniele, B.
Adriano e Max C.
Novembre
2006.
Quali
che siano le ragioni più o meno celate in ogni parte
politica di portare avanti il proprio credo,
nell'
indipendentismo raramente, dall' atto della formulazione di
più sigle identitarie, era mai scaturita
una
seria volontà tesa ad unire o a rappresentare in misura
più solida una convincente opzione
natzionalitaria
da presentare al popolo.
Rari
casi, dagli esiti nefasti quali "Sardigna Libera" hanno rappresentato
un punto di contatto tra
volontà
affini e/o mosse dagli stessi sogni.
Qualcuno
storcerà con grama indifferenza il naso a quanto esporremo
in questa pagina, ma certi
dei
buoni intenti mossi per una visione di concordia e unione natzionale,
non possiamo che
proseguire
quest' opera, senza curarci poi tanto di alcuno, dati i magri risultati
conseguiti da chi,
verosimilmente,
ha la bieca abitudine di alzare il dito per aria onde demolire i pareri
altrui, senza
osservare
con spirito d' analisi e vivace autocritica la propria rovinosa
parrocchia.
"Processo per un Fronte" segue la scorsa edizione dell' area
Democratzia, dal titolo "La Riforma".
Nelle ultime sezioni di Società,
ci eravamo inoltre soffermati sul difficile concetto di Sardismo diffuso,
o come da noi riformulato: Sardismo Sociale, di cui non
staremo a ripeterne per esteso la definizione.
In breve, l' evoluzione storico-sociale del Sardismo che ha permesso il
proliferare in misura
trasversale di una politica sardista, non più
circoscrivibile come in passato, secondo i canoni
universali dettati dal Partito Sardo d' Azione.
Dei canoni riconducibili essenzialmente ad una visione laica e
progressista, unita ad un intento di
vicinanza verso il preponderante pianeta cattolico, mai tradottosi
nella realtà in nulla di concreto per
tale partito.
Mancanze pesanti a cui lasciamo agli storici il compito di stabilirne
vizi e virtù.
Sul piano politico e prettamente sociale, non possiamo che.
innanzitutto, osservare il panorama
corrente:
Un Sardismo Sociale imperante, variegato, cattolico, laico,
progressista, conservatore, moderato e
riformista.
Fortza Paris rappresenta un sardismo di matrice post-democristiana, UDS
analogamente insito in
un contesto di "destra", secondo l' attribuzione data dalla
partecipazione ad un dato schieramento
politico italiano. Il PS d' Az laico e progressista a sinistra,
Sardigna Natzione da sola, esponente
una politica radicale di tipologia no-global, ed alzi la mano chi ha il
coraggio di negare la realtà
di tali scritti del movimento. A Manca pro s' indipendentzia idem,
insita in un adito radicale, del tutto
in antitesi all' attuale ordine non solo Sardo, ma mondiale. IRS,
divisa tra una dirigenza
dichiaratamente di sinistra, sostenuta da una base multiforme e con
macchie di globalismo unito a
post-cattolicesimo.
La parte più avanzata dell' indipendentismo "coerente"
diremmo.
Riassunto: 4 movimenti politici ascrivibili ad una formulazione di
pensiero laica e socialista, secondo
svariate gradazioni.
Dal moderatismo del PS d' Az, fino al massimalismo di A Manca po s'
Indipendentzia.
2 movimenti politici quali UDS e Fotza Paris ascrivibili ad
un asse di "destra cattolica", meno UDS.
Osserviamo adesso quali sono le forze politiche italiane più
diffuse a livello politico, si tratta di
formazioni laiche e progressiste?
Nient' affatto, dalla destra alla sinistra troviamo puntualmente eredi
storici della DC:
Margherita, Udeur, Forza Italia, UDC, Nuova DC, non esclusa AN, pur
proveniente da altra cultura
politica, settori dei DS, del PDCI e RC.
Nell' albero del laicato si estendono rigogliosi i rami della Quercia,
dei Verdi, di RC, PDCI, IDV,
RnP e tutta una serie di micropartiti abbinati.
Morale: La politica identitaria è ideologicamente inferiore
al corpo sociale dei Sardi, ampiamente
riconducibile a caratteri cattolici e/o cmq prossimi a valori cristiani.
L' evoluzione del Sardismo (a livello di politica identitaria), non
solo ha prodotto una valvola di sfogo
post-democristiana quale FP (che in certi comuni risulta decisiva alla
destra per vincere le elezioni),
ma altresì ha dato una scossa ai vecchi precetti dell'
azionismo, rimestolando ampiamente i criteri
della valenza e della tutela identitaria, portandoli all' eccesso e
riportandoli entro canoni autonomo -
unionisti, vedi espansione di Progetto Sardegna e "Sardismo"
così come inteso dalla politica
italiana in Sardegna: DS, settori vari della sinistra, persino della
destra.
Insomma,
la "Sardizzazione" auspicata è sì avvenuta, ma
non a favore della politica identitaria, bensì
di
quella unionista.
Per quali motivi?
Il motivo cardine è sempre e solo riconducibile allo storico
eccesso di ideologizzazione della causa
a sinistra.
Sinistra, da sempre tendente al settarismo ed al frazionismo, non solo,
replicante delle medesime
peculiarità del corpo antecedente assolto.
Abbiamo pertanto un azionismo che incapace di rinnovare la sua immagine
ed evolvere i suoi precetti
cardine, ha regalato le chiavi della sua autostima al nascente Soru ed
ai DS, resettando il
superamento travagliato (ed ancora in corso in alcuni settori) della
fase "narcotizzante", ovvero quella
in cui il PS D' Az era ben disposto a cedere alle lusinghe dell'
unionismo, una fase che oggi, data
la mancata riforma del PS d' Az è stata rinnovata in
Progetto Sardegna e Quercia, più affini.
Abbiamo pertanto l' unico partito moderato di sinistra incapace di
aprirsi alla realtà sociale
contemporanea.
Passando alla seconda gradazione di sinistra troviamo IRS, di sinistra?
Per quali motivi di sinistra?
Perchè una dirigenza che partecipa al social forum di
Firenze, alza il pugno ad una manifestazione di
Estat, notare bene: Conduce battaglie che nell' attualità
politica vengono definite dall' opinione
pubblica di "sinistra" (per via delle pervicaci esibizioni pacifiste),
insomma, non possiamo negare
l' evidenza.
Si dirà: Manifestare contro basi che occupano il nostro
territorio è di "sinistra"? Nò, ma se provieni
da una data cultura politica (vedi Sale), organizzi comparsate, ti
dichiari pacifista nel momento di
massima esplosione politica del fenomeno per via di dinamiche
anti-berlusconiane del quinquiennio
2001-2006, si alza il pugno in Catalogna...insomma...al di fuori della
militanza che conosce la realtà
di IRS, nessun' altro crederà ad una natura super-partes di
tale movimento per la Sardegna.
Ricordiamoci che con le pubbliche comparsate i colori natzionali come
il rosso tendono ad assumere
ben altro significato.
Sardigna Natzione è nella posizione più grottesca:
E' un fronte "multicolor" aperto a tutti i Sardi, include cattolici
(mai visti, ma nessuno ne dubita
l' esistenza), comunisti, sardisti, anti-sardisti, socialdemocratici
no-global (il parossismo della
contraddizione), no-global senza troppi fronzoli, Cheguevaristi,
libertari e via discorrendo, il tutto
gestito da un uomo di sinistra, abile come dirigente, meno
come riformista, pragmatico come pochi,
persistente come nessuno.
In cosa? Stimolare il rinvigorimento della pianta contestativa e
massimalista, tutto l' opposto
dei Sardi insomma, da destra a sinistra, moderati e riformisti,
raccolti dal sardismo "diffuso" di
riflesso anche in politica, come suddetto.
A Manca? L' apoteosi del radicalismo, l' apice della contestazione
identitaria no-global.
Ben vengano anche loro, la democrazia è anche questo.
Purtroppo gli italiani conoscono la nostra società meglio
della politica identitaria e grazie al sardismo
sociale hanno fatto piazza pulita.
Roma ha rappresentato dunque le esigenze pluralistiche dei Sardi che la
nostra politica, prima
Sardista (qulla fondatrice), poi indipendentista (Attuale azionismo,
SNI ed IRS), non hanno mai
potuto impersonare a causa di inossidabili ritardi ed anatemi
ideologici.
Come lavorare ordunque ad un processo che porti alla
titolarità di un Fronte?
Intanto
è bene rimuovere una triplice delegittimazione:
La prima ha sede nel sardismo azionista, la tracontanza dell'
intellighentzia sardista non riconosce
alcun mutamento sociale (e quindi politico) del sardismo
aldilà del proprio, ergo, qualsiasi cosa che
si muova fuori dai canoni di ciò, è un "clone"
falsato teso a derubare voti senza ritegno.
Non stiamo parlando solo del "sardismo" utilizzato ormai da varie forze
italiane di sinistra e/o destra.
Stiamo parlando dei cugini per antonomasia, Fortza Paris.
A noi non interessa stabilire se tale sigla sia sorta per capricci
opportunistici della destra isolana ed
unionista, a noi interessa aver appreso che se tale forza esiste,
è poichè esiste un blocco sociale di
elettorato sardista cattolico che non si riconosce nè sull'
azionismo, tantomeno nel ruolo ideologico
che da quasi un secolo esso ricopre: Il socialismo.
Il chè riporta a galla un quesito di fondo: Può
una sola ideologia rappresentare un popolo?
Assolutamente nò diciamo noi, un solo movimento non
può espletare tale compito, ma solo un Fronte
unitario costituito da più forze su base pluralista. Vedremo
come in seguito.
La seconda delegittimazione riguarda gli italiani.
Che cosa significa? Di chi si parla?
La politica identitaria non può persistere nell' accusare
tutta la classe politica regionale di "servilismo"
poichè esiste in Sardegna ormai una popolazione italiana a
tutti gli effetti.
Tale riconosicmento è il presupposto e la base di partenza
per l' identificazione ordinata di un bacino
pluralistico popolare di riferimento su cui convergere politicamente,
motiveremo come.
La terza delegittimazione è esplosa soprattutto negli ultimi
anni, ed è rappresentata
dall' indipendentismo che la esercita attraverso l' antisardismo.
Ovvero, stanchi di tracolli unionisti, ma
anche per auto-attribuirsi capacità e percorsi coerenti, l'
indipendentismo attacca il sardismo, non
più solo azionista, ma ormai sociale.
Non rendendosi conto di alienarsi dall' unica fascia di popolazione che
noi, con il concetto di
sardismo sociale, identifichiamo come non ancora italiana a tutti gli
effetti.
Il sardismo traditzionale e l' indipendentismo ancora occlusi da
compartimenti stagni obsoleti, chi
Lussianista, chi Mossianista, chi comunista e via discorrendo, non si
rendono conto della realtà di
un popolo Sardo alla ricerca di un pluralismo identitario, da loro
offerto sia nel centrodestra italiano,
sia nel centrosinistra.
Sulla base di questo percorso discorsivo abbiamo pertanto conseguito la
ragione di ritenere che solo
un Fronte formato da più movimenti di ogni estrazione di
pensiero, potesse costituire un polo
identitario ai 2 italiani.
I mezzi non sussistono, pertanto, è opportuno partire dagli
elementi correnti.
A seguito delle legittimazioni spiegate, il PS d' AZ, deve disarcionare
dal suo bagaglio concettuale
una visione Lussianista ormai da consegnare alla storia ed operare ad
una corretta revistiazione della
sua immagine. Persino nella simbolistica, che non significa cancellare
80 lunghi anni di storia, ma
revisitarli adeguandoli al presente, vi sono diversi esempi nella
politica italiana di partiti in cui,
osservando addirittura la simbolistica, ai piedi del nuovo logo
è apposto il simbolo del proprio passato.
Ogni riforma oggi deve essere necessariamente basata su criteri
scientifici e non mossa unicamente
come nel tempo trascorso, da piste ideologiche o sentimenti derivanti
da canoni tradizionali del tutto
fallimentari.
La ricerca sondaggistica e statistica diventa dunque una potente arma
per carpire orientamenti ed
aspirazioni popolari da riutilizzare in sede di riforma di un dato
soggetto politico.
Lavora che dovrà interessare maggiormente Sardigna Natzione,
che deve avviare un processo di
adeguamento del suo incipit a criteri socialdemocratici, rinunciando
appieno ad una natura radicale e
no-global.
Ciò che l' Italia teme di più, la proposizione di
indipendentismi moderati e mossi da spirito riformista.
Il progetto socialdemocratico mira non solo alla completa rimozione di
una immagine massimalista
da destinare alla pubblica opinione, ma altresì a
corroborare una valenza di credibilità perduta, spesso
a causa di folklorismi superflui e controproducenti.
Questo crea i presupposti per una unità concettuale e
programmatica tra un superato azionismo ed
un indipendentismo intransigente.
Insomma, ricreare il cartello "Sardigna Libera", ma solo a seguito di
opportune riforme strutturali per
entrambi i movimenti, generando così le condizioni per la
fusione in un unico soggetto politico.
Chi mai avrebbe votato qualche tempo fa un movimento no-global come SNI
perdipiù associato ad un
sardismo anancquato ed incoerente come quello azionista? La storia la
sappiamo tutti e ci stupisce
ancora oggi che dirigenti avveduti abbiano potuto dare corso ad un
disastro prevedibile senza
valutare le precarie condizioni riformistiche in cui versavano e
versano tutt' ora.
La coerenza di un moderno e versatile soggetto politico laburista
può risultare determinante nei numeri
di governo di varie amministrazioni locali, oltretutto stimolando la
presenza di candidature più
appropriate del presente, spesso frutto di accordi dell' ultima ora o
con personale del tutto snobbato e
privo di radicamento nelle comunità locali.
A Manca deve continuare a rappresentare l' anima
più intransigente della contestazione identitaria,
sotto un profilo comunista, onde coprire la fascia di popolazione
interessata, in previsione di un
effetto domino futuro che la credibilità di nuovi movimenti
indipendentisti rinnovati apporterà alla causa.
Necessitiamo quindi a sinistra di un processo di unificazione delle
varie sinistre identitarie, non
esclusa parte di IRS, in un unico soggetto laburista, ad eccezione di A
Manca, che correrà da sola.
Perchè?
Onde evitare ennesime contraddizioni ideologiche tra posizioni
anti-mondialiste e posizioni dettate
dalla responsabilità di far parte a pieno titolo della
storia del moderno socialismo Europeo.
Sarà solo successivamente che si dovrà operare
per creare un polo alternativo ai 2 italiani in relazione
con il sardismo di Fortza Paris ed affini.
Il sogno del Grande PS d' Az non è possibile, una unica
forza non potrà mai rappresentare tutti, come
la storia ci insegna, ma un polo certamente sì.
Un polo di forze laiche, cattoliche, di destra, del centro e della
sinistra.
In tutto questo, notiamo che i vari Lussianismi o Mossianismi perdono
di efficacia od utilità e sono
rimpiazzati esclusivamente dalla necessità di dare una
risposta decisa al nuovo fenomeno del
sardismo diffuso con cui l' Italia ha anticipato al mondo politico
identitario gli effetti consequenziali
della "Sardizzazione" della politica isolana, sottraendoci elettorato
non italiano al 100%.
In vista di tale processo, è bene e non è
più tabù, debuttare con il discorso dell'
unità e della
collaborazione tra forze affini, ovvero sviluppando in alcune
realtà comunali accordi tra PS d' Az, SNI,
IRS. Ad oggi fortemente compromessi per via sia di iperboli
intellettuali, che di "ordini dall' alto",
spesso in auge dalle parti dell' azionismo.
Perchè no IRS potrebbe valutare l' adesione localistica a
movimenti quali Fortza Paris ed UDS, per
entrare in contatto con capacità di governo ed inserirsi in
dinamiche clientelari ad oggi tabù da
menzionare.
Proseguiremo tale percorso nelle prossime edizioni, certi della
validità del pensiero di un Fronte
unitario, basato su peculiarità pluralistiche e democratiche.
Per la Natzione.
URN Sardinnya
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