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Archivio Lettere 2007.
URN
Sardinnya ricorda che le mail ivi esposte ed i messaggi dell' area
guestbook,
possono non costituire il pensiero della nostra linea editoriale.
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| Di F. Maurizio - Sarule (NU) |
Appello
al Procuratore Generale della Repubblica
L’Associazione
Patria Sarda Terra e Populu, si rivolge alla S.V. perché
possa prendere in considerazione la situazione del problema creditizio
agro-pastorale in Sardegna.
L’accesso
al credito agevolato nella nostra natzione sarda, non è mai
stato facile, in particolare nel campo della agricoltura e
dell’allevamento,
ciononostante questa parte del nostro popolo affronta la situazione con
grande dignità, e coraggio. Consci di una crisi che
attraversa tutta la
natzione si è evitato di causare disagi ai cittadini, ma
l’orgoglio di credere
nel proprio lavoro pieno di sacrifici e pochi vantaggi non
può essere così
maltrattato, al punto di portare varie persone allo sciopero della
fame, e
a pensare di essere costretti ad abbandonare la propria terra, con le
sue
radici e una cultura millenaria
Gli
aiuti erogati a seguito della legge regionale n.44/88 per
andare
incontro ai debiti agrari e le successive delibere delle Giunte
Regionali
del 1988, 1990 e 1992 sono state dichiarate ILLEGALI
(sentenza del 16
aprile 1997, dalla Commissione Europea ) a seguito di ciò i
mutui erogati
precedentemente dovevano essere recuperati con gli interessi alla data
della erogazione dei mutui , e con tasso di interesse applicabile,
costituito
dal tasso di riferimento utilizzato per determinare
l’equivalente sovvenzione
nell’ambito degli aiuti a finalità regionale. Le
pratiche dei mutui sono stati
“istruiti da consulenti indicati dall’interno degli
uffici regionali”.
La procedura di recupero dei mutui ha portato alla successiva caduta
dei
tassi agevolati al 3-4 % evolutisi fino al 20-25 % da parte delle varie
banche
e finanziarie erogatrici dei mutui. Molti imprenditori a seguito anche
delle
periodiche calamità naturali, caratteristiche del comparto
agro-pastorale,
non hanno potuto pagare le scadenze previste, perlopiù di
piccole quote, le
banche e finanziarie, hanno –recuperato subito – le
indennità spettanti per le
calamità naturali, aggravando così la situazione
di disagio finanziario. A tutti
gli imprenditori agricoli e allevatori è stato consigliato
“dalle banche e finanziarie
eroganti di ipotecare le residenze degli imprenditori o di far avallare
a genitori o
consanguinei” in genere si tratta di residenze primarie,
considerato la scarsa
liquidità degli imprenditori oggetto dei crediti. Molte
ditte sono state dichiarate
fallite e inviate all’asta per il recupero dei crediti. Le
imprese sono state valutate
al valore iniziale, senza tenere conto dei miglioramenti intercorsi,
grazie proprio
ai mutui. Pur avendo nel tempo maturato un valore certamente superiore,
anche
allo stesso mutuo maggiorato degli interessi. Dal 1996 lo Stato
Italiano ha
dichiarato tassi usuranti, quelli superiori al tasso corrente di
sconto, eppure
risultano applicati a tutt’oggi, i tassi praticati ancora
usuali al 1988 in epoca di
tasso d’inflazione reale arrivato al 12-14 %.
Ciò
detto pare che molte aziende e residenze vengono acquistate da
“pensionati
di pubbliche amministrazioni non residenti nel territorio oggetto
dell’acquisto”
anche varie volte di seguito, e non rimesse sul mercato
immobiliare. Anzi spesso
alla richiesta da parte dei precedenti possessori degli immobili di
poter riacquistare
il bene in oggetto, si è proceduto a trattative che hanno
portato a raddoppiare il
valore dell’immobile da acquisire.
Agricoltori
ed allevatori hanno sempre dichiarato di voler pagare i propri debiti,
ma
ora a fronte di tutto ciò si pretende che si faccia
chiarezza su chi e dove ha sbagliato.
Quanto
sopra esposto lo si offre come possibile fonte di elementi
ove fosse
possibile ravvisare reati commessi nell’espletamento di
pubbliche funzioni.
Distinti
Saluti
Il Presidente Giampaolo Pisano
Sardigna,
Dicembre 2007. |
L’aborto comunque lo si veda è pur sempre un
omicidio.
E’ una ferita che col passare del tempo porterà
non poche
ripercussioni
all’interno della nostra società. Solo
quest’anno
infatti, stando ad
alcuni dati da parte di istituti ospedalieri
diramati al Ministero
della Salute, le vite soppresse nel sangue
sarebbero state oltre 120
mila.
Delle vite sono state brutalmente massacrate all’interno
del
ventre materno, poiché la vita non inizia al momento del
parto,
ma
direttamente dal suo concepimento. Infatti quando il bambino
al momento
del parto esce dal grembo materno, il bambino è vivo
dai 9 mesi in cui
era stato concepito.
E’ da segnalare anche il fatto che a
dimostrazione di ciò che
affermo, i più recenti studi scientifici
dimostrano come il bambino
dentro l’utero sia in grado di provare
dolore e stress e che questo
sia corrisposto dal suo movimento e da una
produzione di enzimi
che anche negli adulti sono direttamente legati a
queste sensazioni.
Tutto questo
è una delle più gravi tragedie dal dopoguerra ad
oggi,
specialmente in
un momento in cui il calo di nascite da parte nostra
è notevolmente
inferiore quelle nel nostro Paese da parte di
extracomunitari.
L’aborto però oltre che causare
l’uccisione del bambino provoca dei
gravissimi danni anche al corpo delle donne che decidono non sempre
in
piena avvertenza di portarlo a compimento. Il corpo femminile
è
infatti
programmato per dare al piccolo subito dopo la sua evoluzione
da
embrione tutte le sostanze necessarie che servono alla sua crescita
fino a diventare feto per poi formarsi come bebè. Un
interruzione di
gravidanza invece porta uno squilibrio su tutto l’organismo e
anche a
livello psicologico con un rischio maggiore di depressione, ansia e
stando a delle statistiche anche un incremento significativo di suicidi
nelle degenze psichiatriche femminili.
In ogni caso l’aborto non è
utile alla cura di alcuna malattia poiché non
ha nessuna utilità dal
punto di vista clinico e anzi lo shock causato da
questo potrebbe
portare ad un aggravamento delle condizioni della
malattia.
La causa di questi omicidi credo però che stiano nella
rottura del
vincolo
del matrimonio che oggi più che mai è messo sotto
attacco da
alcune
frange della sinistra che ci governano e vorrebbero imporci
nuovi modelli
di famiglia. E questo si evince anche dal fatto che la
Chiesa Cattolica sia
imbavagliata da essi perché in nome della libertà
di coscienza essa non
può esprimersi.
Il
fatto più grave, per me che sono cattolico, è che
si sovvertono le
norme
costituite dal nostro Creatore cioè quello del
“andate e
moltiplicatevi”
come sta scritto nella Genesi al capitolo 9 nel
versetto 1 di e si
trasgredisca al settimo comandamento che è quello di
non uccidere.
Pietro Serra
Sorso,
Dicembre 2007. |
Auguri
di buone feste!
Sono
completamente d'accordo sulla situazione,
ci
servono più voci come la vostra in Sardegna!
Fintzas
a s'indipendentzia!
Matteo
Tempio,
Dicembre 2007. |
Beata
Vergine Maria "Noli Me Tollere"
AVVISO SACRO:
Vista la ricorrenza dell'ottocentesimo
anniversario dell'Apparizione
della
Beata Vergine "Noli Me Tollere" è
concesso a partire dal 1
dicembre
2007 al 8 dicembre 2008 l'apertura
del Giubileo dell'Anno
Mariano
Straordinario a Sorso (Sassari) e la
dedicazione di tale Anno
alla
Madonna "Noli Me Tollere".
Aprirà i
festeggiamenti Monsignor
Paolo Atzei, il primo dicembre con
una solenne celebrazione nel santuario
della Beata Vergine.
Sua
Santità Benedetto XVI concede a
tutti i fedeli che seguiranno la Messa
presieduta dall'ArciVescovo alle 17:30
nel Santuario l'Indulgenza
Plenaria.
Pietro Serra
Sorso,
Novembre 2007. |
Gentile
redazione,
oggi
26 novembre gli studenti dell'università di Cagliari hanno
protestato contro
l'aumento delle tasse universitarie, dove sono i Cobas scuola e gli
indipendentisti? a preparare la manifestazione contro i D10!!
Dove andremo a finire?!
Studente
Cagliari,
Novembre 2007.
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L'apparizione della Beata
Vergine "Noli Me Tollere" risale al 26 Maggio
1208
e narra la tradizione che Apparve ad un sordomuto nella spiaggia
della Marina
di Sorso (Sassari) dove la Vergine Santissima voleva
stabilirsi per proteggere il
popolo dagli attacchi di turchi e saraceni
che in quel periodo seminavano terrore
e morte non sono nel nord
Sardegna ma in tutta l'Isola.
Constatando in alcuni siti e libri
di storia è testimoniato che effettivamente le
incursioni in alcune
parti della Sardegna diminuirono mentre nel territorio della
Romangia e
della Nurra cessarono.
La
storia della Madonna di Bonaria dice
invece che la statua fu ritrovata da alcuni
cagliaritani in mare da
dove si presume che essa sia venuta dalla Spagna nel
1370 e trasportata
in processione fu intronizzata a Bonaria da dove prese
successivamente
il nome. La Madonna di Bonaria è attualmente la
Protettrice massima
della Sardegna.
Ed
è su questo che voglio soffermarmi.
Alla
Madonna "Noli Me Tollere" è stato riconosciuta da parte del
Vaticano
l' originalità dell'Apparizione, infatti ad oggi nella
nostra
Isola è l'unica Apparizione
ufficialmente riconosciuta; e fu incoronata
dal Capitolo Vaticano il 26 Maggio
1950 oltre che conosciuta da alcuni
pontefici trà i quali Pio IX che con un rescritto
datato 20 giugno 1861
concedeva a quel santuario sconosciuto a molti sardi
l'indulgenza
plenaria quotidiana perpetua (non più in vigore).
Mi
chiedo se sia
ancora il caso di continuare ad avere come Protettrice Massima
la
Madonna di Bonaria che rappresenta solo una minima parte
della Sardegna
sebbene Cagliari sia ora il capoluogo di Regione e non sia invece il
caso di iniziare
a prendere in considerazione
l'idea di sostituirla con
la Vergine "Noli Me Tollere"
che a differenza della precedente
rappresenta tutta la Sardegna che da sempre si
è rivolta a lei anche
per chiedere la libertà e che si è trovata sempre
ascoltata.
Pietro Serra
Sorso,
Novembre 2007. |
Ministro
bugiardo.
Il
giorno 7 novembre il ministro italiano ha risposto in parlamento alle
interrogazioni
presentate sulle vessazioni che sopportano da ventanni
i
contadini e gli allevatori Sardi sui tassi usuranti applicati dal Banco
di
Sardegna
ora Bper. In aula del Senato il ministro De Castro ha
dichiarato che "si è deciso di bloccare le azioni
esecutive" che portano
alla vendita per pochi euro nelle aste giudiziarie del
patrimonio
agrozootecnico sardo.
Al Comitato degli
Esecutati e alla associazione Altragricoltura non
risulta nulla di concreto
come azioni legislativa atta a bloccare la vendita.
Ne
deduciamo che il ministro è un BUGIARDO, Occorre impedire
con
la
mobilitazione la vendita nei tribunali selle aziende sarde.
Partecipiamo
domani 8 novembre ad una giornata di solidarietà dalle 16
alle
24 al campo sportivo a Decimoputzu con gli agricoltori alla quale
parteciperà anche
il comico Beppe Grillo. Fate girare il più possibile
questa
denuncia, invito alla festa.
A si
biri in paris e in paxi Associazione Patria Sarda Terra e Populu
Giancarlo
Nonis
Sardigna,
Novembre 2007. |
Gentile
redazione,
sono
d'accordo con la vostra solidarietà alla protesta dei
poliziotti
Sardi
di Cagliari.
La
sicurezza è un tema importante!
Che
fine hanno fatto gli indipendentisti? Quei poliziotti non sono Sardi?
O
forse vorrebbero porte aperte a tutti i clandestini?
Pascale
Thiniscole,
Novembre 2007. |
Complimenti
per il vostro sito!
Tanti
temi interessanti!
Jorzi
Sardigna,
Novembre 2007. |
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| Immagini originali degli scavi
di Monti Prama (1983) |
In Sardegna oltre 5000 aziende
agricole sono, in vendita all’asta. E’ solo la
punta
di un fenomeno vastissimo che parla del fallimento delle scelte di
modello e
di
politica agricola degli scorsi decenni e
dell’incapacità della politica di difendere,
oggi,
il diritto al cibo dei cittadini e quello al lavoro di un intero
patrimonio di aziende
contadine.
La situazione è intollerabile. Dopo decenni di errori, dopo
che
irresponsabilmente
le istituzioni e il sistema di gestione del potere hanno indotto le
aziende
ad investimenti che non servivano a loro ma ad arricchire speculatori,
venditori
di ogni mezzo e macchinario, intermediari finanziari e sistema
bancario,
apparato
burocratico di enti e organizzazioni, oggi i contadini sono lasciati
soli di
fronte
alla crisi voluta soprattutto dalle scelte di Politica Agricola
Europea.
Un
intero sistema di potere regionale ha fatto negli scorsi decenni della
clientela
nelle
campagne e dell’accesso al credito ragioni di consenso
politico.
La
situazione grottesca di una legge regionale sarda (la 44/88 con le
successive
modifiche)
la dice lunga su quale è stata la capacità delle
istituzioni di dare risposte ai
bisogni
di agricoltori, allevatori e consumatori. Spiega soprattutto chi ha
guadagnato da
quelle
leggi che, in apparenza, dovevano servire a sostenere gli agricoltori
ma che, in
realtà,
ha fatto, soprattutto, l’interesse del sistema bancario
(inducendo i debiti e
gonfiando
le esposizioni), di chi ha fornito servizi e mezzi e di chi ha
incassato facili
consensi
elettorali.Oggi che la CE dichiara i dispositivi di quelle leggi
“illegali”……
il re
è nudo. La nostra associazione sostiene le richieste del
Soccorso Contadino e
Altragricoltura
FC e le giuste rivendicazioni del Comitato di lotta degli Esecutati.
Chiediamo
che venga resa pubblica la verità sulla falsità
degli indebitamenti delle
aziende
agricole, e quindi che si accertino le responsabilità
amministrative e politiche,
che
hanno indotto gli agricoltori ad indebitarsi. Le banche devono
restituire gli interessi
incassati
indebitamente, per una legge ritenuta illegale. E’ arrivato
il tempo che la questione
delle
vendite all’asta delle aziende sarde diventi un caso italiano
e che esca dai confini in cui
è
nata perché tutti i cittadini europei, devono sapere la
verità su come vengono usati i loro
soldi
e sulla farsa dei debiti delle aziende agricole. Si accertino le
responsabilità di quella
che
noi consideriamo una manipolazione con forti profili di
illegittimità, di irresponsabilità,
di
incompetenza e di superficialità. Si accerti quanto
è il vero debito delle aziende, come
sia
possibile che gli interessi siano lievitati in maniera così
abnorme, di chi sia la responsabilità
di una
legge regionale che ha indotto l’indebitamento. Chi deve
risponderne? Sicuramente la
Regione
Sarda. Il governo italiano apra con l’UE un tavolo urgente,
per ricontrattare le misure
per
affrontare la grave crisi finanziaria delle aziende agricole, anche con
misure in deroga alle
normative
comunitarie (come è già avvenuto in questi mesi
in Grecia). Governo e Regione aprano
con il
sistema bancario un “vero” tavolo di confronto per
trovare soluzioni in cui “ognuno faccia la
sua
parte” e non siano solo le aziende contadine e i contribuenti
con l’uso del denaro pubblico a
rimetterci.
Che,
fino a quando, la natura del debito delle aziende sia accertata nelle
sedi competenti
si
adotti un provvedimento di SOSPENSIONE DI TUTTI GLI ATTI ESECUTIVI NEI
CONFRONTI
DELLE AZIENDE.
RILANCIAMO
LA LOTTA, DIFENDIAMO LE AZIENDE E
LA
DIGNITA' DI CHI LAVORA LA TERRA
Sa
terra a is Sardus traballodoris eh no a sa banca
patriasarda@alice.it
Giancarlo
Nonis
Sardigna,
Ottobre 2007. |
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| Pozzo Sacro Nuragico "Sa Testa"
- Olbia |
Ringraziamentu de su
votu a su populu Sardu
Care
sorelle e fratelli Sardi, la nostra associazione vi
ringrazia per aver partecipato alla votazione del referendum
contro la promulgazione della legge statutaria, andando a
votare comunque la si pensasse, si è difeso un diritto
conquistato con anni di lotte nella repubblica democratica
italiana.
La
bassa affluenza è spiegabile con la disaffezione allo
strumento referendario su problemi del governo regionale,
mentre l'ultimo sulle scorie e viceversa quello sulle nuove
province ebbe una maggiore risposta di partecipazione, e
nella pressochè assenza dei partiti italiani in questa
vicenda,
di entrambi gli schieramenti della cosidetta maggioranza che
dell'opposizione.
Dobbiamo oggi lavorare uniti affinchè non vinca la delusione
e
la disaffezione ad esprimere i nostri legittimi diritti che sono
attualmente malamente espressi nel governo regionale,
affinchè
il giorno che tutti noi auspichiamo sul referendum per la
autodeterminazione della forma di governo indipendente del
popolo Sardo possa essere compreso come un dovere e non
una mera diatriba fra intellettuali e politici di professione.
A si biri in paris e in paxi, Giancarlo Nonis segretario
associazione Patria Sarda Terra e Populu.
Giancarlo Nonis
Sardigna, Ottobre 2007.
Sardigna, Ottobre 2007. |
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| Pozzo Sacro Nuragico "Sa Testa" - Olbia |
Moralità… Che termine sarà mai questo?
Il significato attualmente pare non conoscerlo quasi più nessuno.
Pare non conoscerlo la Sinistra Giovanile che dovrebbe dai suoi
giovani
cambiare la nostra società e che invece incoraggia e sostiene
manifestazioni come il Gay Pride pur di ottenere un po’ di visibilità.
Sono pronti a dire e fare tutto il contrario di tutto anche rinnegando
i
valori con i quali siamo cresciuti come la famiglia che è il nostro
punto
di riferimento fondamentale fin da quando nasciamo. Ma vi siete
mai
posti il problema di cosa ricorra nelle date del Gay Pride?
Andando a vedere le date in cui si sono svolti sono le seguenti: Il 23
Giugno 2001 a Milano (festa del Cuore Immacolato di Maria), l’8 Giugno
2002 a Padova (altra festa del Cuore Immacolato di Maria), il 22 Giugno
2003 a Padova (Solennità del Corpus Domini), il 5 giugno 2004 a Padova
(festa del Cuore Immacolato di Maria), 4 giugno 2005 a Torino (ancora
festa del Cuore Immacolato di Maria), 17 giugno 2006 a Roma (Solennità
del Corpus Domini), infine l’ultimo ancora a Roma il 16 giugno scorso,
sempre nella ricorrenza del Cuore Immacolato di Maria…
E se questo termine non lo conoscono loro, meno ancora lo conosce il/la
(?) deputato/a (?) di Rifondazione Comunista, Vladimiro Guadagno/
Vladimir
Luxuria che ormai ha fatto non solo dell’indecenza ma anche
dell’immoralità
il suo cavallo di battaglia. Persone così dovrebbero
esser arrestate senza la
minima esitazione per oltraggio al pudore,
istigazione all’immoralità e
oscenità in luogo pubblico. Per averne
conferma basta solo guardarli come
fanno gli esibizionisti che per
pochi minuti d’apparizione in tv baciano persone
dello stesso sesso o
in topless simulando chiaramente atti sessuali contro natura.
Questi sono azioni che possono e anzi devono essere perseguite
penalmente.
Vi siete mai chiesti infatti se un bambino sta a casa a
guardare la tv, come
farebbero i genitori a spiegare che quei buffoni
che stanno in tv sono solo dei
depravati e deviati che non si amano
realmente ma lo fanno solo per vizio?
Evidentemente no!
E grido vergogna a tutti quei pseudo-manifestanti ma anche politici di
sinistra,
ma anche del centro destra che si sono permessi
deliberatamente di infangare
il nome del Pontefice e di tutta la Santa
Chiesa che da oltre 2000 anni fa parte
della nostra storia e che ci ha
accompagnato seppur nei suoi limiti umani nel
corso degli eventi. La
stessa Chiesa che assiste e conforta i più deboli e
bisognosi, la
stessa che è riuscita a riappacificare Nazioni in guerra, la stessa
che
presta aiuto gratuitamente a milioni e milioni di persone con la
beneficenza,
opere di carità, volontariato e anche sacrifici umani, di
cui i francescani (e non
solo) sono un esempio lampante!
E non da
meno sono gli eterosessuali che come me non condividevano la
manifestazione e che invece se ne sono stati con le mani in mano a
lasciar
passare tutto senza impedirlo minimamente. Abbiamo tanti modi
per farlo. Io l’ho
fatto col mio blog, nei forum, scrivendo delle
lettere aperte ai giornali locali e
nazionali; voi potete fare
ugualmente come ho fatto io per impedire questa festa
dell’immoralità.
Non credo in tutta onestà che possano esser definiti coraggiosi quegli
uomini che
travestiti da donna con calze a rete, ciglia finte e tacchi
a spillo vadano a sfilare
in quei mega festini.
Ritengo più
coraggioso chi va a lavorare e lascia correre tali manifestazioni per
mandare avanti la propria famiglia ed i propri figli. Ritengo ancora
più coraggiosa
la famiglia cattolica che se anche non è praticante vive
nelle sue mura la vera
famiglia, confortandosi nella tristezza e
facendo festa nei momenti di gioia.
Tali manifestazioni noi
cattolici le facciamo diversamente, con umiltà.
Non mi pare infatti che
nelle nostre manifestazioni di fede o processioni offendiamo
alcuno e
né tanto meno oltraggiamo chi non crede. Il nostro Dio che oggi è
sempre
più dimenticato non fa differenza tra gli uomini. Così come loro
sono miei fratelli e
sorelle, anche io lo devo essere nei loro
confronti. Le differenze le creiamo noi.
Invece no, ormai siamo i
“diversi”, da prendere in giro se dichiariamo che la domenica
partecipiamo alla Messa e peggio ancora se la famiglia è composta da un
padre
ed una madre.
Io lo preciso ancora una volta, non ho nessun rancore o astio con chi
non la pensa
come me e fa delle scelte diverse dalle mie, però pretendo
di esser rispettato così
come io rispetto loro e quest’attacco
giornaliero verso la Chiesa Cattolica mi disturba
e non poco poiché
anche io ne faccio parte.
Pietro Serra
Sorso, Ottobre 2007.
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L’Associazione
culturale indipendentista Patria Sarda Terra e Populu,
invita il popolo Sardo ad andare a votare NO il 21 ottobre per
sconfiggere
il progetto che vuole imporre un enorme potere del Governatore sul
parlamento regionale.
Certo noi aspiriamo a vedere presto il referendum per
l’autodeterminazione
del nostro popolo, per decidere, quali forme di governo
indipendente,
dovrà portare ad una nuova rinascita della Sardegna,
nell’ambito di una
Europa che va dall’Atlantico al mar Nero.
Nuove repubbliche sono nate quali la Czeca e la Slovacchia, senza che
nessuna guerra sia stata generata.
Ma
oggi è vitale per i Sardi decidere anche che
l’attuale consiglio regionale
sia libero nelle sue decisioni senza ricatti o conflitti
d’interessi sulle imprese
di proprietà anche della Giunta e del suo Presidente. La
situazione
economica è grave, metà del nostro popolo vive
grazie agli stipendi della
pubblica amministrazione, e troppi sono i cassa integrati, i giovani,
vittime di
un precariato che diventa l’unica certezza di guadagno, per
loro nuovamente
si spalanca l’emigrazione, (mentre arrivano a centinaia
immigrati clandestini).
Avremmo
preferito che il consiglio regionale proponesse al nostro popolo
uno Statuto che stabilisse il nuovo rapporto con lo stato italiano da
votare con
un referendum. La storia ci insegna che il vecchio statuto
autonomistico non
è mai stato applicato, se non in minima parte a seconda
delle convenienze
dei governanti di turno, compreso il capitolo quinto
sull’ampliamento delle
competenze specifiche alla regione sarda.
In
questo momento storico rigirare attorno allo statuto e alla statutaria
è
fuorviante, in altre parole è come la questione di lana
caprina.
Perché in effetti si vuole coprire l’accentramento
autoritario di una classe
politica che impedirebbe il pluralismo e la consultazione dei comuni e
delle
province e delle parti sociali, e non permetterebbe nessun referendum
su
questioni interessanti le problematiche del popolo sardo.
Noi
abbiamo la responsabilità di decidere il futuro dei nostri
figli,
Per
arrivare alla autodeterminazione del nostro popolo, dobbiamo
dimostrare,
la nostra capacità di governare anche con questa classe
politica, ribadendo i
nostri principi che l’identità politica passa
attraverso una lingua unificata
sarda, per affrontare i nostri problemi nell’interesse
generale del nostro popolo
senza cadere nella lotta di classe o nei corporativismi.
Per riscrivere insieme la legge statutaria e domani il nuovo Statuto
Sardo oggi
è più che mai necessario che il 21 ottobre si
vada a votare per il NO.
Presidente
Giampaolo Pisano
Giancarlo Nonis
Sardigna, Ottobre 2007. |
Incendi:
Anche quest’anno
dobbiamo registrare il male che stiamo facendo,
ai
nostri boschi,colpiti dagli incendiari, e ora anche Villacidro.
La
comunità è stata attaccata nel cuore del Parco
letterario dedicato
allo
scrittore Giuseppe Dessì, che amava passeggiare sul Linas
che
sovrasta
il paese, poita ci funti omini de nudda chi poniri fogu,.
Tra il
1985 e il 2003 sono stati provocati in Sardegna circa 60.000
incendi,
una tragedia che non è paragonabile all’ incendio
del
Portogallo
o questa estate con la Grecia, ma siamo Sardi ed è
preciso
nostro dovere analizzare l’attuale quadro, non siamo i
primi
e vorremmo essere gli ultimi. Alcuni anni fa la Regione
Sarda
organizzò un convegno sul fuoco e sui motivi che stanno
all’origine
dell’atto perlopiù criminale e ben poco per cause
accidentali,
distrazione o altro, molto fu detto e scritto.
Ricordiamo
tutti con tristezza il grande incendio che, colpì
l’Ortobene,
e il senso d’impotenza che pervadeva i nuoresi, e
quest’anno
sono stati doverosamente ricordati i patrioti caduti
nella
difesa di Tempio nell’anniversario del fuoco a Curraggia
nel
1983. E stiamo ancora a discutere, e ci si volge al passato
a su
connottu, e guarda cosa si scriveva nella Carta de Logu,
intorno
all’anno 1000 d.c. codice di leggi del Regno di Arborea
il
quale durò ben 520 anni e adottato dal Regno di Sardegna
impone
che “Volemus ed ordinamus chi nexuna persona
deppiat
ne pozzat ponni fogu infini a passada sa festa de Santa
Maria
chi est a dies ottu de Capodanni (otto settembre).
E dae
cussa die innantis ciascuna persona pozzat ponni fogu a
voluntadi
sua, guardandosi per non fazzat dannu ad attiri.
E si
fogherit dannu, paghit pro machicia lira deghi ed issu dannu
a cui
ill’hat a haviri fattu. Interessante è che
s’impone alla
comunità
che è stata colpita dal fuoco di trovare i colpevoli,
entro
15 giorni e se questo non accade sarà la stessa
comunità
che
deve pagare il danno. Ed issos Jurados dessa villa hui s’hat
a
ponni su fogu siant tenudos de provari e tenner spos
malefattoris
predittos, e de representarillos assa Corti nostra infra
bindighi
dies; dalle comunicazioni giudiziarie attualmente il reato
viene
attribuito per protesta contro licenziamenti dai cantieri
forestali,
per garantire la continuità occupazionale nel
rimboschimento
e per essere inclusi nelle squadre antincendio,
ma
questo è solo per i disoccupati, mentre resta importante la
quantità
di fuochi appiccati per vendetta o per rovinare gli
investimenti
turistici lungo le coste, è ormai caduto l’uso
pastorale
del
fuoco, salvo qualche caso ad inizio stagione quando raffiche di
vento
improvviso possono far perdere il controllo del fuoco sulle
stoppie,
pratica legittima per l’eliminazione dell’erba da
strade e
terreni.
D’altronde l’introduzione delle legge 353 del 2000
impedisce
finanziamenti
pubblici sui terreni percorsi dal fuoco.
Ma
come ha giustamente scritto Placido Cerchi non si può
sottovalutare
che gli ingenti investimenti in acquisto di veicoli e
noleggio
dei velivoli viene a far diminuire il senso di
corresponsabilità
di tutti i cittadini nell’operare in modo da
eliminare
le cause che favoriscono il fuoco, e quindi gli
amministratori
pubblici che non richiedono i fondi peraltro scarsi e
che
arrivano sempre in ritardo per la campagna antincendio che
deve
iniziare nella tarda primavera in modo da pulire gli argini
delle
strade,per i quali peraltro potrebbero essere utilizzati molti
ospiti
delle carceri, per educarli al lavoro. Occorre avere una
protezione
civile di paese e non statale-regionale, che opera
sotto
la forma ormai consolidata del volontariato che in
Sardegna
grazie all’opera di educazione ormai ventennale ha
una
rete organizzativa molto valida ma che deve allargare e
diversificare
la sua attività dalla assistenza sanitaria-educativa
a
quella ambientale. In altre parole purtroppo occorre che la
comunità
deve mettere in campo nuovi strumenti di controllo
che
non possono essere le fantascientifiche telecamere che
dovevano
mandare a casa le torrette di avvistamento degli
incendi
scomode, precarie e abbandonate come se chi fa
quel
lavoro dovesse essere condannato ai lavori forzati.
Occorre
quindi che le comunità locali pretendano mezzi per
educare
e preparare con sicurezza tutta la popolazione in uno
spirito
di servizio civile periodico e obbligatorio, con permessi
retribuiti
in caso di chiamata dal lavoro, avremmo così giovani
educati
alla difesa del bene comune e pensionati ancora validi
per
quel lavoro di assistenza a chi materialmente deve operare
nello
spegnimento che spesso manca, salvo organizzare maxi
gare
d’appalto tanto care all’apparato regionale.
Presidente
Giampaolo Pisano. patriasarda@alice.it
T.3283858142
Giancarlo
Nonis
Sardigna,
Ottobre 2007. |
Cara
Redazione,
Vi
inviamo il programma della più grande Sagra dedicata
alla Lumaca, di tutta Europa!
Visiona
poster della 15a edizione

Comunicati
stampa, premessa e programmi / 
COMUNE
DI GESICO
A.T.
PRO-LOCO GESICO
IL
PRESIDENTE
Carlo
Carta
Gesico,
Ottobre 2007. |
Buon
lavoro a tutta la redazione!
Mancava
una voce come la vostra in Sardegna!
Emigratu
Torino,
Ottobre 2007. |
Gentile
redazione,
sono
d'accordo con la vostra osservazione: l'indipendentismo
no-global
è organico all'imperialismo perchè rovina
l'immagine
della
causa e dà credito ai partiti unionisti. In questo modo la
causa
per l'autodeterminazione rimane sulla solita percentuale
di
votanti.
Gianluca
Contu, PSDAZ
Cagliari,
Ottobre 2007. |
Su
mediu tzustu este a che lassarene in dommo sas chistiones
de principiu e
a s'unirene.
Ruju
Thiniscole,
Ottobre 2007. |
Cara
amica, caro amico,
a
Myanmar è in atto una violenta repressione delle
manifestazioni
pacifiche,
che si stanno svolgendo in tutto il paese da oltre un mese.
Il 25
settembre circa 300 persone sono state arrestate durante le proteste
e tre
monaci sono stati uccisi: uno da un colpo d’arma da fuoco
e gli
altri due a seguito di un pestaggio. Il giorno dopo vi sono state
altre
vittime, e almeno un giornalista è rimasto ucciso.
Fonti
non ufficiali hanno fatto sapere ad Amnesty International che oltre
50
monaci sono rimasti feriti.
Le
ultime notizie ricevute da Amnesty International in queste ore non sono
incoraggianti.
Numerosi raid da parte della polizia stanno avendo
luogo
in queste ore nei monasteri buddisti di Yangon e in altre
città del
paese,
non si conosce ancora il numero preciso dei monaci arrestati
e
delle persone rimaste ferite.
Per
scongiurare il ripetersi del bagno di sangue del 1988, quando furono
uccise
circa 3000 persone, Amnesty International ha lanciato un appello
alle
autorità di Myanmar chiedendo loro di mettere fine alle
repressioni
contro
i dimostranti pacifici e garantire il rispetto del diritto di
manifestazione.
ANCHE
TU PUOI FARE QUALCOSA DI IMPORTANTE!
FIRMA
L'APPELLO ON-LINE A QUESTO INDIRIZZO:
http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Myanmar
E
INVIA SUBITO QUESTA E-MAIL AI TUOI AMICI CHIEDENDO
LORO
DI FARE ALTRETTANTO.
Far
sentire la nostra voce in questo momento è fondamentale.
Insieme, la
nostra
voce può diventare più forte e salvare delle vite!
Angela
Bonorva,
Settembre 2007.
|
| Brochure WWF - Consigli
risparmio domestico energia (PDF) |
Invitiamo
gli utenti di URN Sardigna ad aderire alla
petizione
indetta
da Gioventù Cristiana - Giornale
Giovanile
Cattolico contro la pena di
morte.
Potete
farlo collegandovi su Sardu88 e cliccando
su No
alla pena di morte!
(http://sardu88.splinder.com/post/14025394/No+alla+pena+di+morte%21)
Pietro
Serra
Sorso,
Settembre 2007. |
COMUNICATO
STAMPA
Nasce
Gioventù Cattolica il primo Giornale Giovanile
Cattolico
d'Europa.
Un
Giornale innovativo costituito esclusivamente da
ragazzi/e
con la passione della scrittura e con
spirito
cristiano.
Tale
giornale nasce dalla necessità di far emergere i
più
giovani non solo per dare voce all'informazione
cattolica
ma anche per costituire un punto d'incontro
dove
potersi confrontare.
Maggiori
dettagli potete trovarli sul sito
www.gioventucristiana.tk
o contattando il 347/3892055.
Pietro
Serra
Sorso,
Settembre 2007. |
Salute a tutti!
Condivido
pienamente la posizione sul futuro G8 a La Maddalena.
Spunti
interessanti.
Edo
Budoni,
Settembre 2007. |
Un articolo
inerente la Storia dei
Sardi, riferita stavolta all'Epopea
dei judikati tratta da: "SHARDANA I POPOLI DEL MARE" di
L. Melis,
Un
saluto.
Leonardo Alagon
Shardanaleo
Laconi,
Settembre 2007. |
Gentile redazione,
Tanti auguri per la riapertura del vostro portale che seguo sempre!
Sardista
pro s'indipendentzia
Aristanis,
Settembre 2007. |
 |
Carissimi
amici vi chiedo di firmare questa petizione on line per la
tutela
delle razze autoctone della Sardegna .
>>
Tutelare la biodiversità delle specie animali autoctone
è un dovere al
>>
pari di conservare un edificio storico o un monumento archeologico.
Dalla
>>
difesa del nostro passato verrà la forza del nostro futuro
consapevolmente
>>
orgogliosi della specifica identità della nostra terra, del
nostro Popolo
>>
e della sua identità nazionale.
http://www.petitiononline.com/pertiatz/petition.html
>> Al presidente
della Regione Sardegna, On. Renato Soru
>>
Al presidente del Consiglio Regionale della Sardegna , On. Giacomo
Spissu
>>
All'assessore all'agricoltura della Regione Sardegna , On. Francesco
>>
Foddis.
>>
Chiediamo:
>>
-La tutela e la salvaguardia delle razze autoctone della Sardegna, in
>>
grave
pericolo di estinzione.
>>
In particolar modo: baca pertiatza, cani pertiatzu, cani de
lèpuri, pecora
>>
nera di Arbus.
>>
-L'istituzione dei registri di razza, e la messa in atto di iniziative
anche
>>
politiche, finalizzate alla tutela di questa risorsa, di alto valore
>>
economico, genetico e culturale.
>>
Firmate, queste razze uniche, sono sull'orlo dell'estinzione!


Davide Nurra
Milano,
Luglio 2007. |
 |
| Prozetu (2006) pro su novu museu
de Casteddu |
Non
capisco come mai in Sardegna ci sia un totale
disinteresse
da parte del clero e dei fedeli nei
confronti
delle cause di beatificazione e
santificazione
dei nostri sardi.
Abbiamo
solo al nord aperte decine e decine di
processi
già avviati ma fermi come quello del Servo di
Dio
Padre Zirano, Edvige Carboni, Madre Paola o ancora
quello
della Venerabile Elisabetta Sanna a
Codrongianos
e Padre Manzella a Sassari, tutti in
attesa
di esser presi in considerazione
da
qualche organo clericale che si occupi della loro
causa,
inclusi naturalmente i fedeli.
Noto
invece che la stragrande maggioranza dei nostri
fedeli
preferiscono andare all' estero o in
Italia
a venerare altri Santi non sapendo per
ignoranza
o forse per un errata informazione da parte
dei
nostri sacerdoti che in Sardegna ci sono Santi
alla
pari di quelli che visitano altrove. Con questa
affermazione
non faccio classifiche di Santi di serie
A e B
e meno ancora relego il tutto esclusivamente
alla
nostra terra.
Desidererei
solo che anche le apparizioni che si sono
susseguite
nei secoli da parte della Madonna in
Sardegna
venissero maggiormente valorizzate come
quella
della Beata Vergine Noli Me
Tollere
a Sorso datata 1208 e incoronata
ufficialmente
dal Capitolo Vaticano nel 1950; e
venissero
messi in risalto i sardi già Santi come
Sant'
Ignazio a Laconi e altri che sebbene non
sono
nati in questa terra hanno lasciato la loro
impronta
di fedeltà a Cristo come San Gavino a Porto
Torres,
San Simplicio a Olbia o Sant' Efisio a
Cagliari.
Invece
vedo che molte, o meglio troppe volte, il tutto
cede
nel folklore come noi stessi possiamo vedere
nelle
feste paronali o addirittura delle sagre fatte
in
nome dei Santi o delle Sante dove a farla da
padrone
non sono loro ma i vari costumi locali o le
tradizioni
che variegano la nostra terra sarda.
Penso
che sia giunta finalmente l' ora di
rivalorizzare
anche i piccoli centri con la loro
storia
e la loro fede e ancora prima queste persone
che
con il loro stile di vita ci hanno regalato la più
bella
lezione di religione.
Pietro Serra
Sorso
(SS), Luglio 2007. |
Finalmente con il ritorno a casa di Titti Pinna si è
chiusa
una nuova pagina buia della storia della
Sardegna.
Sono rimasto notevolmente sorpreso ancora
una
volta dal bagno di folla che lo ha accolto al suo
saluto
dal balcone. Quello che più mi è dispiaciuto
è
stato
nel vedere che parecchie persone che per tutti i
mesi
del suo sequestro hanno continuato a dire che
esso
fosse fuggito in Romania siano andate poi ad
accoglierlo
come se nulla fosse. Ma su questo non
voglio
soffermarmi perchè penso che sarà poi lui a
capire
meglio di noi come sono andate le cose, anche
se
ritengo che alcune affermazioni non siano state
fatte
dai bonorvesi quanto piuttosto da qualcuno che
ha
cercato di sviare le indagini o qualche quotidiano
che
avrebbe fatto meglio a tacere. Mi ha colpito anche
la
commovente presenza di Padre Paolo Atzei che dal
primo
momento del sequestro insieme al parroco di
Bonorva
hanno fatto sì che il sequestro non rimanesse
di
serie "B" ma lo si conoscesse anche a livello
nazionale
italiano dopo l'appello del Santo Padre.
Spero a nome mio e di
tutti quelli studenti e giovani
sardi che tengono alla
loro terra che fenomeni come
questi non si ripetano
mai più.
Noi giovani siamo il futuro della Sardegna e
per
questo ci ribelliamo e ci ribelleremo a chi ancora
non ha
capito cosa è la civiltà e lo faremo ogni qual
volta
se ne presentasse la necessità. Lo facciamo
perchè
le manifestazioni di piazza non sono solo dei
politici
ma anche nostre e le faremo per alzare la
voce e
fargli capire che noi giovani non siamo dei
bulli
ma che siamo anche persone serie che amano la
loro
terra e dicono no ai sequestri di persona aldilà
del
proprio credo religioso e della propria nazionalità.
Pietro
Serra
Sorso,
Giugno 2007.
|
Bonu travallu!
Sichiteli
gai!
Ruju
Siniscola,
Giugno 2007. |
Saluti da Villasimius!
Trattate
molti temi interessanti, dovreste pubblicizzarli di più!
Giuseppe
Villasimius,
Giugno 2007. |
 |
Buone Ferie a tutta la redazione!
Juanne
Maria Angioy
Thiniscole,
Giugno 2007. |
Gentile Redazione,
avevate
ragione sul dato politico emerso dalle amministrative Oristanesi,
i
democristiani sempre avanti!
Enrico
pro-UDS
Aristanis,
Maju 2007. |
IL CALENDARIO
“NURAGICO”
La straordinaria scoperta di questo antico calendario di 4000 anni
è stata fatta
da Leonardo Melis in contemporanea con un altro
studioso, che già aveva
decodificato l’”Abaco” degli Inca e il
loro sistema di calcolo.
Chiameremo convenzionalmente il nostro calendario
“Nuragico”, anche se
vedremo che fu usato parallelamente da altri popoli aventi la stessa
origine
del popolo che allora abitava la Sardinia. Fra tutti: i Celti, col cui
calendario
abbiamo trovato incredibili somiglianze. Soprattutto col calendario
festivo
annuale. ARRODAS DE TEMPUS l’appellativo usato da Nicola
De Pasquale,
questo il nome dello studioso col quale siamo in contatto da alcuni
mesi e
che ha il merito della "DECODIFICAZIONE". Noi abbiamo curato la parte
storica.
Nelle immagini che seguono vediamo una “Pintadera”
sviluppata da De
Pasquale… a seguire la “Pietra di
Nurdole”, in cui Leonardo Melis ha ravvisato
il calendario delle feste agricole e pastorali rapportate
alla Luna e al Sole.
Quest’ultimo schema o “ruota”
corrisponde, come del resto corrispondono le
festività, al calendario dei Celti raffigurato in basso a
destra con segnate le
feste. Le feste lunari, più importanti, formano la
“croce” e quelle solari
formano la “X”.

Vediamo
a seguire uno schema di queste feste.
FESTE CELTICHE e SARDE
LUNARI:
BELTANE (1° Maggio) = S. EPHIS (in Sardinia le feste hanno
preso nomi di santi Cristiani)
LUGHNASAD (Agosto) = ARDIA e le varie feste equestri,
candelieri… intitolate all’Assunta
SAMAIN (2 Novembre = SAS ANIMAS (il culto dei Morti. Le usanze sono
identiche in sardinia
INBOLCH (genn. Febbraio) = FESTE DEI FUOCHI (oggi intitolate a S.
Antonio)
SOLARI: Solstizi ed Equinozi. In
Sardinia hanno preso nomi Cristiani, ma le celebrazioni
sono rimaste intatte.
21 Marzo: A Pasqua il rito del
sacrificio del primo nato e l’offerta del germoglio di grano
(Nenneri) dedicato una volta a Baku-Dioniso.
21 Giugno (LAMPADAS). Oggi S.
Giovanni. Una volta dedicata all’iniziazione dei giovani.
Accompagnati dal “Santuauanne”, il Padrino, i
giovani si cimentavano nel salto del fuoco.
21 Settembre (Capodanni). Inizio
dell’anno agricolo con “Sos akkordos”. Si
stipulavano
i contratti per la gestione di un campo o di un gregge.
21 Dicembre (Paskixedha)…
Le celebrazioni antiche non figurano più, soppiantate da
una celebrazione tropo importante per il Nuovo Culto: Natale. I sardi
lo considerano
una “Piccola Pasqua”, quindi una “Piccola
Rinascita”. Effettivamente il sole comincia
nuovamente ad allungare le giornate.
Di Leonardo Melis - www.shardana.org
Davide Nurra
Sardigna,
Maggio 2007. |
 |
Lista Pettinau Pro Aristanis:
Al di sopra dei mie pensieri
c'è un Ideale di Libertà antico di millenni che
mi
ha
tenuto vivo negli anni difficili dell'emigrazione e che mi fa sperare
in un
futuro migliore di lavoro e di serenità nella mia Patria.
Io credo nell'Indipendenza
della Sardegna. Io credo in una Oristano
protagonista della sua Storia e del suo Destino come
lo fu nei tempi della
nostra amata Regina Eleonora d'Arborea.
Io sostengo questo candidato
sindaco perchè rispecchia pienamente le
mie idee e per sostenerlo mi sono candidato nella lista Sardigna
Natzione
Pro Aristanis
Avevo pensato di scrivere
qualche riga di mio pugno per parlarvi della mia
idea di Oristano, della Oristano dei miei sogni, della Oristano che
vorrei, ma
credetemi è superfluo aggiungere anche solo una parola a
quanto già detto
da Carlo nel nostro bellissimo programma elettorale che vi invito a
leggere
attentamente.
Forse è l'orgoglio
da oristanese e da sardo che mi fa parlare così,
forse è
l'educazione paterna ricevuta che mi impone di bastare a me stesso e di
non dipendere mai da nessuno.
Arriva però nella
vita di un uomo il momento di chiedere con umiltà a chi ci
sta vicino una mano d'aiuto per realizzare il proprio sogno.
Non ti chiedo dunque un voto
per me, ma per Oristano, per aiutarmi a
realizzare il mio sogno che probabilmente,
sicuramente è anche il tuo sogno.
Insieme
ce la faremo!
Con
Amicizia.
Davide
Nurra
Scheda Fronte
Scheda Retro
Programma Pettinau
www.davidenurra.it
www.sardignanatzione.eu
http://www.samugheo.eu/Pettinau/
Sardinna,
Maggio 2007.
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| Scorci di Castelsardo - Maju 2007 |
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