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Archivio
Lettere 2008.
URN
Sardinnya ricorda che le mail ivi esposte ed i messaggi dell' area
guestbook
possono non costituire il pensiero della nostra linea editoriale.
| U.R.N. Sardinnya ONLINE |
DISASTRO AMBIENTALE
E’
l’ennesimo disastro, la fuoriuscita di petrolio dalla centrale
Enel
di Portovesme. L’enel ha dato l’allarme dopo
qualche giorno
dall’accaduto,
forse, sperava di incolpare la solita nave di passaggio,
ma di navi
se ne vedono e contano diverse in rada al costo di Euro
70mila/die,
complimenti!
Le
misure di sicurezza e i controlli, sono arrivati con il solito
ritardo
per circoscrivere la marea, che dal canale Enel vicino la
centrale
e il porto industriale, con le correnti si è riversato a
Portu
Paleddu,
lasciando una chiazza oleosa e nera sugli scogli e sulla
spiaggia.
I
pescatori di Portoscuso, la categoria piu’ lesa da questa
ondata
nera,
non hanno accennato la benché minima protesta, i cittadini
sembrano
piu’ preoccupati del non poter lavare le cozze con
l’acqua
del mare,
che non la deturpazione di monumenti naturali.
La
classe politica portoscusese, con il sindaco in testa non ha
nemmeno
presentato esposto alla Procura di Cagliari.
I
sindacati, tutti zitti, perché su questi danni alla salute e
all’
ambiente
bisogna tacere per salvaguardare i posti di lavoro, amen!
La
Capitaneria di porto e la Asl, al piu’ presto dovranno fornire
dati
certi sugli effetti dell’onda nera, che altro non
è che idrocarburo,
quindi
un cancerogeno, l’Enel si prodighi per bonificare e risarcire
i
danni
immensi causati, perché NULLA SARA’ COME PRIMA!
Vogliamo
ricordare pure il distacco di quanti “verdi” e/o
pseudo
“ambientalisti”,
che stanno pensando alla tornata elettorale per le
regionali
e non ai gravi problemi che possono causare questi attentati
alla
salute e all’ambiente.
Solo
in pochi ci siamo mossi per denunciare e coinvolgere
associazioni
ambientaliste, l’unico segno positivo è venuto da
Lega
Ambiente,
gli altri preferiscono stare in casa con panettone e
spumante,
Auguri!
Vedi
immagini: P1050330
P1050326
COMITATO
AMBIENTE SALUTE E LAVORO
Sulcis–Iglesiente
30/12/2008
Gonnesa,
Dicembre 2008.
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Si
inaugura questo pomeriggio e resterà aperto sino a domenica
al
Bastione Saint Remy il primo Salone dell'editoria e del libro sardo.
Volantino programma
Gianfranco
Pintore, Dicembre 2006.
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Il Presidente Soru ritiri subito
le dimissioni che per la situazione attuale in
Sardegna
sono un atto politico irresponsabile.
La
Segreteria Naz.le della Confederazione Sindacale Sarda, riunita a
Cagliari in data 09/12/2008, ha
preso
in esame la gravissima situazione socio-economica della Sardegna con
particolare riguardo
alla
crisi occupazionale che investe ormai la quasi totalità
delle Imprese in tutti i settori ed in tutti i
territori
dell isola.
Lo
sciopero generale e la grande manifestazione del Territorio Nuorese e
la recente manifestazione
di
Portotorres, caratterizzate dalla massiccia presenza e partecipazione
delle popolazioni che
insieme
ai lavoratori sono colpite in prima persona dalla crisi, danno la
misura dell emergenza
lavoro,
da subito e a varie riprese denunciata dalle Organizzazioni Sindacali
unitariamente sui
tavoli
politici ed istituzionali.
Le
risposte delle Istituzioni finora sono deboli ed insufficienti sia per
i provvedimenti urgenti che
devono
essere messi in campo sia soprattutto per la manifesta
incapacità di dare risposte strutturali e
di
prospettiva nella direzione di un nuovo sviluppo che in Sardegna non
può prescindere dalla
modernizzazione
del settore agricolo e pastorale da rilanciare e legare all industria
di conservazione
trasformazione
dei prodotti.
In
questo quadro le dimissioni del Presidente della Regione Soru sono un
atto politico
irresponsabile
in quanto rallentano la spendita delle risorse disponibili
già programmate e di fatto
bloccano
l iter della Finanziaria 2009, costringendo soprattutto le piccole e
medie Imprese al ricorso
al
credito oneroso delle Banche, che tra l altro, in presenza della crisi
internazionale, frappongono
non
poche difficoltà alle concessione dei prestiti e mutui.
Il
Presidente Soru ha il dovere di recedere dalle dimissioni portando a
termine il mandato affidatogli
dalla
maggioranza degli elettori sardi, i quali sapranno giudicare i
risultati dell intera legislatura, ma
sicuramente
non perdonerebbero mai questa brusca frenata nel momento di maggiore
necessità del
Governo
Regionale. La CSS fa dunque appello al senso di
responsabilità del Presidente Soru, della
Giunta
e dell intero Consiglio Regionale perché in tempi
strettamente tecnici approvino la
Finanziaria
2009, anteponendo gli interessi generali del popolo sardo agli
interessi personali e a
quelli
degli stessi partiti.
Dare
risposte immediate alle necessità dei lavoratori, delle
imprese e delle popolazioni porterà
vantaggi
anche al clima politico in cui si svolgeranno le prossime elezioni
regionali del 2009. Si ha
necessità
di maggiore serenità e rispetto delle forze politiche in
campo che dovranno confrontarsi
sui
programmi e sfidarsi sulle proposte a favore della Sardegna.
Restituire
al centro della politica le persone, le famiglie, il lavoro, il
rispetto dell ambiente e del
territorio,
la promozione della lingua e cultura sarda ci aiuterà ad
affrontare con la necessaria forza
e
determinazione la crisi che incombe. Anche questo atto di coraggio, che
chiediamo al Presidente
Soru,
di ritiro delle dimissioni servirà a riscattare la politica
e ci aiuterà a fare un altro passo nella
via
della sovranità ed autodeterminazione della nostra Sardegna
perché la crisi senza governo è un
male
per tutti.
Cagliari,
10/12/2008 Il Segretario Generale CSS - Dott. Giacomo Meloni
Cagliari,
Dicembre 2008.
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La questione energetica
e le relazioni Russia-UE
Presentazione
della Ricerca
Napoli - Venerdi 5 Dicembre 2008 ore 16.30
Sala Conferenze de Il Denaro
Piazza dei
Martiri 58
Ne
discutono: Pavel S. DOROKHIN
Massimo
GALLUPPI Matteo PIZZIGALLO Umberto
RANIERI
Adolfo SENATORE Carmine ZACCARIA
Modera:
Enzo AGLIARDI
Fondazione Mezzogiorno Europa ONLUS
Napoli,
Dicembre 2008. |
Alla
c.a. della S.V.
La
Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato Lavoro, formazione
professionale, cooperazione e sicurezza sociale promuove, insieme alla
FASI Federazione Associazioni Sarde in Italia e alla
Società Umanitaria
- Cineteca Sarda di Cagliari, il Concorso internazionale
per produzione
di cortometraggi "Storie di emigrati sardi".
Il
bando completo in italiano, sardo e inglese e la scheda di
partecipazione
potranno essere scaricati in formato pdf dai seguenti
siti web:
www.regione.sardegna.it
- www.sardegnamigranti.it
o
richiesti via e-mail ai seguenti indirizzi:
SOCIETÀ
UMANITARIA C.S.C. CAGLIARI, viale Trieste 118, 09123
Cagliari. Tel. 070/275271
– 070/280367- email: umanitaria.ca@tiscali.it
FASI - FEDERAZIONE
ASSOCIAZIONI SARDE IN ITALIA - Via Daverio
7, 20122 Milano. Tel/fax
02/54121891 - email: fasi.italia@tiscali.it -
www.fasi-italia.it
Visiona
Locandina: 
Direttore Dr. Antonello Zanda
Cagliari,
Dicembre 2008.
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COMUNICATO
STAMPA
Prima
serata di Preghiera a Sassari di Gioventù Cristiana
in memoria di Matteo Vacca
L'associazione "Gioventù
Cristiana" - movimento diocesano turritano - comunica che
lunedì 1 dicembre si terrà presso la Chiesa
Rettorale del S. Rosario a Sassari, una
serata di preghiera in memoria di Matteo Vacca, giovane 18enne deceduto
lo
scorso anno.
La serata sarà suddivisa in 2
parti. Alle ore 18 sarà celebrata la Santa Messa da
Mons. Pietro Desole.
Successivamente, alle 18:45
sarà recitato un Santo Rosario meditato che verrà
concluso con i Vespri in memoria di tutti i giovani defunti della
diocesi di Sassari.
Pietro
Serra - Dirigente "Gioventù Cristiana"
Piazza
Rosario 2, 07100 Sassari
Tel.
347/3892055
Sorso,
Novembre 2008.
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COMUNICATO
E’
un beffa! Oltre al DL della Gelmini in Sardegna si vogliono
chiudere
due sedi universitarie che guarda caso sono legate alle
tematiche
ambientali.
Stanno
per essere chiuse le sedi di Scienza dei Materiali a Monteponi
(Iglesias)
e la sede di Ingegneria Ambientale di Nuoro.
Grazie
Soru e Mongiu, voi si che siete amici dei sardi! A Iglesias nel
2005 a
chiudere l’unico ospedale specialistico per bambini in tutta
la
Sardegna
è stata la Dirindin, anche lei nostra amica e benefattrice.
Le
amministrazioni comunali di Iglesias e della Provincia Carbonia-
Iglesias
sono colpite da immobilismo, l’unica provocazione viene dal
presidente
della provincia con la minaccia di dimissioni dall’AUSI!
Altro
che dimettersi, bisogna scendere a lottare per il lavoro,
l’ambiente
e la cultura.
Mobilitiamoci
tutti contro quest’attacco senza precedenti
all’occupazione
in una terra che conta migliaia di disoccupati,
cassaintegrati
e LSU!
Comitato
Ambiente Salute e Lavoro - Gonnesa - 30/10/2008
Cannas
Marco
Gonnesa,
Ottobre 2008. |
COMUNICATO
Dall’Unione
Sarda del 23/10/2008, apprendiamo “Sole e vento nel
Sulcis-Iglesiente,
nella provincia di Carbonia – Iglesias, i comuni
interessati:
Carbonia, Gonnesa e Portoscuso. Le zone indicate in
progetto
sono di interesse archeologico e naturalistico, sembra che l’
ecologia
voglia cancellare la nostra storia e la nostra cultura, se è
così
pale e pannelli li respingiamo al mittente, cioè
l’ENEL!
Il
comune più interessato è Gonnesa, nei siti Sa
turrita, che fa
parte
del villaggio nuragico di S’erbexì e non lontano
l’acropoli di Sa
saracca,
Serra Maverru, tombe ipogeiche, Moru Nieddu, nuraghe, tombe,
dolmen,
vengono indicati altri quindici ettari in località Seruci.
13
pale eoliche tra Maverru, situato tra Gonnesa, Cortoghiana, Nuraxi
Figus
(nuraghi, tombe a gigantinu, pozzi sacri), 40 aerogeneratori e 39
pale
in totale.
Riemerge
Guroneddu, tra Gonnesa e Portoscuso, area archeologica e
naturalistica.
L’ENEL
è in vena di d’affari, a noi Sardi tutta questa
energia non
serve,
serve solo per le fabbriche che producono inquinamento con
danni consistenti e irreparabili
all’ecosistema, all’economia di un
territorio,
non è una scelta felice e intelligente!
L’unico
sito degradato dall’attività di discarica che
potrebbe essere
utilizzato
per il fotovoltaico è Serra Is Cirieddus, tutte le altre
pale
e pannelli vengano installati sul bacino dei fanghi rossi!
NO
ALL’ENNESIMO RICATTO: LAVORO - AMBIENTE , NO
ALL’AGGRESSIONE E DETURPAMENTO DEL TERRITORIO!
COMITATO
AMBIENTALE - Angelo Cremone, Marco Cannas
Gonnesa, Ottobre 2008.
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Comunicato
di denuncia.
L’attacco all’ambiente, alla salute,
all’economia di un territorio
non ha fine, tutti i personaggi della politica del Sulcis-Iglesiente
pensano di poter fare e disfare, diventando gli arbitri della vita
altrui! Dopo i parlamentari del PD sardo che hanno chiesto
l'allargamento delle servitù militari, è arrivata
l’ora di Giampiero
Pinna, Commissario del Parco Geo Minerario (Pinna: exPCI, ex DS, poi
verde, diventato commissario con l’avallo di Pecoraio Scanio
ex
ministro all’ambiente, il commissario fu un acerrimo nemico
sul
referendum indetto da SNI).
La politica affaristica - partitocratica, ha deciso di stoccare altri
2,5 milioni di metri cubi di “FUMI di ACCIAIERIA”,
provenienti dal
continente, forse scorie da Cernobyl, visto che l’Eni ha
vinto
l'appalto per la bonifica della ex Centrale Nucleare, queste scorie
verranno allocate a Genna’e Luas (Iglesias). A
genna’e Luas, già da
diversi anni si depositano scorie provenienti da Portovesme, ma i vari
Pili, Soru, Pinna e C., hanno fatto affari d’oro!
Altro che bonifiche dei siti delle miniere dismesse, a che cosa
servono poi le ASL, il Presidio Multizonale di Prevenzione,
l’Arpa,
l'ennesimo carrozzone a carico del contribuente, così come i
tanti enti
che devono eseguire le bonifiche.
Così questi figuri di “sinistra” stanno
distruggendo patrimoni di
immenso valore storico, ambientale, la discarica di is Ciriedhus
è
stata Concepita da Antonangelo Casula, ex sindaco di Carbonia, oggi ex
vice ministro all’economia con Prodi.
Questi sono i nostri “paladini” e tutori del
lavoro, della salute e
dell’ambiente, basteranno le denunce e le lotte politiche ad
arrestare
questi lupi famelici?
Comitato Ambiente Salute e Lavoro - Gonnesa 18-10-2008.
Gonnesa, Ottobre 2008.
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PERCHE' QUESTO REFERENDUM NON
SIA UNA OCCASIONE PERDUTA
Colgo
nel risultato di quest'ultimo Referendum una indicazione chiara al
Consiglio Regionale.
Chiudetevi
a chiave in aula, come in un conclave o in camera di consiglio per la
scrittura di
una
sentenza importante, e non uscite finchè non avete approvato
una buona Legge urbanistica
che
esalti i vincoli sulle coste, ma restituisca potestà ai
Sindaci nell'ambito dei propri
territori
e ponga regole chiare per una gestione intelligente della risorsa
ambientale che sia
sotto
il segno dello sviluppo e del lavoro.
Occorre
che i nostri Rappresentanti nelle Istituzioni sappiano ascoltare bene
la voce del popolo
che
li ha eletti, anche quando questa voce non si esprime nel voto.
Chi
è andato a votare sapeva benissimo che questo Referendum
aveva una connotazione
politica chiara.
I
quesiti non erano facili anche perchè nel merito le materie
proposte potevano avere risposte con
molti
distinguo sia per chi era orientato per il NO sia per chi aveva deciso
di votare SI.
Non
c'entra niente la Statutaria, anche perchè la percentuale
dei votanti non ha superato neppure
la
vecchia soglia del quorum.
La
maggior parte degli elettori non è andato a votare
consapevolmente, rifiutando di schierarsi pro
o
contro politicamente su una materia così importante su cui
deve legiferare il Consiglio Regionale
che
ha gli strumenti e gli esperti per fare una legge moderna e attenta
alle aspettative dei Sardi.
Attenzione.
I Sardi vogliono abitare l'ambiente e non solo ammirarlo e goderlo
pensando ai figli dei
figli.Se
la Legge urbanistica sarà tutto questo, le Istituzioni ne
usciranno rafforzate, altrimenti
la
politica fatta di bassi compromessi ed interessi forti
allontanerà ancor di più dalla Politica Vera
gli
onesti che per fortuna sono ancora la maggioranza dei sardi.
Su
gli altri due quesiti su Abbanoa ha pesato sicuramente la
disinformazione generale ed
istituzionale.
L'autorità
d'Ambito deve avere una struttura snella e funzionale a costo quasi
zero, visto che vi
lavorano
Sindaci e Consiglieri Comunali e Provinciali, i quali non devono essere
pagati due volte
come
amministratori locali e gestori di Abbanoa. L'Ente Unico di Gestione
-Abbanoa- ha senso
se diventa una struttura agile e se lavora
per ricadute utili sui contribuenti, a partire dal regime
delle tariffe.
Se
Abbanoa diventa un Ente di Gestione democratico con la Presenza nel
Consiglio di
Amm/ne di Sindaci e Amministratori dei Paesi e
città più rilevanti, lo misureremo dai risultati
in termini di servizi e di tariffe popolari.
Non
sarò mai d'accordo con la protesta dei soli Sindaci dei
Paesi in cui vi sono le fonti e
sorgenti
dell acqua.
Occorre
una Autorità d'ambito forte, collegata strettamente alle
Comunità a costo quasi zero.
Le tariffe devono essere popolari,
accessibili rispetto ai salari percepiti dalla maggioranza
dei cittadini.
Anche
in questo caso l'esito del Referendum riporta al Consiglio Regionale
che ha il dovere di
fare le leggi.
Dr. Giacomo Meloni - Segretario Generale della CSS
Cagliari, Ottobre 2008.
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COMUNICATO
L’allarme
ambientale di cui nel comunicato del 15/09/20008, veniva
evidenziato
dal Comitato Ambiente Salute e Lavoro di Gonnesa, è
documentato
da prova fotografica, rilevata da alcuni soci che si sono
recati
in alcuni siti: ORBAI (Villamassargia) e IS CIRIEDDUS discarica
di
rifiuti industriali in comune di Carbonia, che ricade su Gonnesa, meno
di due
chilometri.
Il
primo sito dimostra la distruzione di una parte di bosco per
edificare
un canale per scolmo acque piovane, impresa esecutrice dei
lavori
l’Ati-Ifras Geoparco, l’altro dimostra
l’ennesima presa in giro
dello
smaltimento differenziato.
I
pneumatici, anche se i gommisti e i loro clienti pagano le tasse
per lo
smaltimento di un rifiuto speciale, le gomme usurate non vanno
al
CASIC di Assemini per essere incenerite, bensì nella vallata
de Is
Cirieddus
alle pendici di Monte Onnixeddu.
La
tipologia dei rifiuti sono di Tipo 1 al Tipo 2, si notano sacchi
pieni
chissà di che cosa che vengono sotterrati con materiale
scistoso
e
migliaia di pneumatici.
Il
risultato di questa discarica è che a Gonnesa e dintorni si
respira
un’aria con un odore che è molto piu’
forte e nauseabondo di
quello
emanato da una cloaca a cielo aperto.
E’
un attentato alla salute, l’ennesimo ricatto salute-lavoro,
l’incontrollabilità
da parte degli Enti preposti alla tutela, salvaguardia
e
monitoraggio ambientale, nel Sulcis e a Gonnesa la popolazione
muore
affetta da diverse patologie cancerogene.
Visualizza:
Foto Orbai 003
Foto Orbai 004
Foto Is Ciriedhus 011
Foto Is Ciriedhus 017
IL
COMITATO AMBIENTE SALUTE E LAVORO - Gonnesa 06-10-08.
Gonnesa,
Ottobre 2008. |
Napoli 10
ottobre 2008 > ore 17.00 > Sala Cenzato
> Unione Industriali > Piazza dei Martiri 58
Presentazione della ricerca
Il
(micro)credito: capitale e lavoro per i meritevoli
Sperimentazioni e speranze
di "business sociale"
PRESIEDE
Andrea GEREMICCA
INTERVENGONO
Mariano D'ANTONIO Vincenzo
DE BERNARDO Giovanni
LETTIERI
Luca MELDOLESI Massimo
RASTRELLI
Fondazione Mezzogiorno Europa ONLUS
Napoli, Ottobre 2008.
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Invito
- L'Associazione Culturale Salvàmos Orolìo
– Salvàmos sos Nuraghes,
costituita in continuità col comitato spontaneo
“Salvàmos Nuraghe
Orolìo”,
organizza un ciclo di incontri denominati
"Ormìnas de sos Mannos" sulle tracce
dell'identità,
della cultura e
della storia della Sardegna.
Tramite questa iniziativa l'Associazione prosegue la
campagna di sensibilizzazione dei
cittadini verso lo stato di incuria e
degrado del nuraghe Orolio e di tutti gli altri monumenti di
Silanus e
della Sardegna.
Programma:
Venerdì 3 ottobre 2008: Sac. Giovanni Chirra
Conferenza: Dal paganesimo al cristianesimo.
Il parroco di Silanus è un esperto di storia e
civiltà antiche,
analizzerà il passaggio dai culti pagani
alla religione cristiana.
Venerdì 17 ottobre 2008: Prof. Franciscu Sedda.
Presentazione libro: La vera storia della bandiera dei Sardi.
Franciscu Sedda è un giovane docente universitario di
semiotica,
presenterà il suo saggio sulla
storia della bandiera sarda, un ottimo
motivo per ripercorrere gli ultimi mille anni di storia sarda.
Un
avvincente viaggio attraverso i secoli purtroppo non sempre
adeguatamente conosciuto
dagli stessi sardi.
Venerdì 31 ottobre 2008: Prof. Rina Manca - Arch. Noemi
Cappai
Conferenza: Orolio e le risorse archeologiche di Silanus.
Rina Manca nella sua attività di insegnante ha condotto
moltissimi
ragazzi a conoscere i nostri
monumenti: domus, nuraghi, tombe, betili,
presenterà tutto quello che offre il nostro territorio.
Noemi Cappai è sicuramente la studiosa che più di
altri ha indagato
Orolìo soprattutto nei
suoi aspetti costruttivi e architettonici,
utilissimo ricordare a tutti che Orolìo non a caso
è
considerato uno
dei nuraghi più belli al mondo.
Venerdì 14 novembre 2008: Michela Murgia.
Presentazione libro: Viaggio in Sardegna.
Michela Murgia, è la nostra scrittrice più
brillante ed originale.
Celebre per il suo libro sul mondo dei call-centers "Il mondo deve
sapere", da cui è stato
tratto il film "Tutta la vita davanti" di Paolo
Virzì.
Presenterà Viaggio in Sardegna, un originalissimo reportage
sulla Sardegna meno
conosciuta.
Venerdì 28 novembre 2008: Dott. Alfonso Stiglitz
Conferenza: Perché la Sardegna non è Atlantide.
Il dott. Stiglitz è uno degli archeologi più
autorevoli della
Sardegna, sostenitore fin
dall'inizio del comitato Salvàmos Orolìo, e
di tutte le battaglie contro gli scempi
ambientali, Tuvixeddu-Tuvumannu
in testa.
Presenterà una relazione per confutare la tesi di un
famosissimo
libro che vorrebbe
Atlantide in Sardegna e i nuraghi sommersi da un
catastrofico maremoto.
Tutti gli incontri si terranno a Silanus presso l'Auditorium Comunale
“Giuseppe
Fiori” con inizio alle ore 18:00.
www.orolio.conchidortos.org
Angelo
Morittu
Silanus,
Settembre 2008.
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Fronti Comunu
Dal
sito di iRS, si apprende una notizia a proposito del P.S.d’Az
e ad
una sua evoluzione indipendentista, di sicuro non è una
novità! Nel P.S.
d’Az, partito nel quale ho militato negli anni ’80,
con provenienza da
MPS (Movimentu de su populu sardu), in quelle fila trovai pure Juannedhu
Sedha, babbai di Frantziscu. Dentro il Partito c’era un anima
indipendentista tra i quali Micheli Columbu, e quei patrioti che
vennero incarcerati con l’accusa assurda di separatismo,
legami libici,
tra i quali Doddore Meloni, che sta facendo un casino per
Malu’entu.
Nel sito si trovano i cognomi di dirigenti del P.S.d’Az, tra
i quali
Atzeri, Maninchedha, Sanna e Trincas, di tutti questi rilevo solo Sanna
vicino all’indipendentismo, liste comuni con SNI. A questo
punto
bisogna cogliere il segnale positivamente, promuovere incontri e
dibattiti per allontanare qualsiasi atto di furbizia da parte di
qualche dirigente sardista. I sardisti, hanno capito che non
è più il
vecchio sistema elettorale proporzionale che negli anni ’80
permise di
portare via da sinistra e centro migliaia di voti, adesso possono
prelevare e probabilmente vogliono togliere voti all’area
indipendentista, la tentazione è forte! Cosa occorre:
bisogna unire il
fronte, tra autonomisti e indipendentisti, in un programma elettorale
credibile e con candidature convincenti. Non bisogna fare il gioco di
chi negli anni ’80, affinché gli indipendentisti
non venissero eletti,
ricordo Mariu Pudhu consigliere comunale a San Giovanni Suergiu. Altri
non ne ricordo, io venni eletto come componente della Federazione di
partito nel Sulcis-Iglesiente, non fu un’esperienza politica
troppo
esaltante! Bisogna pesare l’indipendentismo di questi
dirigenti
sardisti e farli giocare a carte scoperte, per capire se qualcuno se la
sta tentando per essere eletto o meno nel consiglio regionale alle
spalle di chi nell’indipendentismo è impegnato da
anni. Da tempo sto
proponendo di fare fronte comune, proprio perché con il
sistema
elettorale attuale, si corre il rischio di sprecare energie e risorse
per poi non avere rappresentanti nel parlamento regionale. Analizzare,
valutare e pesare le proposte che vengono da queste persone, in modo
tale che si percorrano tutte le strade possibili per arrivare ad avere
un fronte elettorale, lasciando stare gli isterismi politici ad altri,
affinché nessuno dica dopo è colpa di Tizio.
Bisogna ricucire strappi e incomprensioni, dimostrare
all’elettorato
sardo che in quel progetto politico ci riconosciamo e ci crediamo,
intendiamo portarlo avanti perché di fronte a noi
c’è l’omologazione
italiota. Vi propongo inoltre, vista la crisi amministrativa di
Iglesias di tenerci pronti a mettere su una lista per
l’eventualità che
si vada a votare in anticipo, siete cortesemente invitati a mettermi in
contatto con i vostri militanti di Iglesias per prendere in seria
considerazione questa mia proposta al di la delle sigle.
Saludus sincerus de imoi a s’indipendentzia
Marco
Cannas - Sardigna Natzione
Gonnesa, Settembre 2008.
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Convegno
Napoli > Giovedi 2 ottobre 2008
> ore 16.30
>
Sala Parlamentino Camera di Commercio > Via S. Aspreno 2
Federalismo
fiscale e Mezzogiorno
Come
conciliare competitività e solidarietà?
INTRODUCE Franco Bassanini
COMUNICAZIONI
Giorgio Macciotta, Federico Pica,
Luca Antonini
TAVOLA ROTONDA Andrea Geremicca
DISCUTE CON
Massimo Villone,
Roberto Calderoli, Enrico Morando
Fondazione Mezzogiorno Europa ONLUS
Napoli, Settembre 2008.
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Comunicato 15 Settembre 08 da
Malu Entu:

Movimento
Politico PAR.I.S.
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Comunicato 13 Settembre
08 al Presidente della Repubblica Napolitano:
Movimento
Politico PAR.I.S.
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Cultura Sarda.
La diatriba sulle origini dei
sardi non è che all’inizio! L’archeologia
di
stato, quello italiano tanto per intenderci, mai e poi mai,
attraverso
i propri cultori sardi-italianizzati, riconosceranno le
nostre
origini e dunque la nostra storia che deve essere riscritta,
perché
piena di falsi storici.
Due
anni fa in occasione di una mostra documentale e fotografica
dedicata
ai moti del 1906 a Gonnesa, ebbi l’occasione di mostrare,
carte
geologiche, carte geografiche disegnate e scritte in arabo, la
mia
intenzione da indipendentista era quella di far capire ai
visitatori
che noi non siamo italiani nemmeno geologicamente! Stiamo
pagando
ad alto prezzo l’annessione all’Italia!
I
porti nuragico-shardana dovrebbero essere: Nora-Pula, Bari, Solki
(Galtellì),
Terranova, a Est-Sud-Est, a Ovest Nord-Ovest: Solki (Sant’
Antioco),
l’odierna Paringianu-Porto Vesme (sotto le ciminiere
dell’
Enel
e la discarica fanghi presso Paringianu, Buggerru, Neapolis
(Guspini)
– Napoli, Othoca, Tharros, Bosa, Alghero, a Nord Porto
Torres.
Cosa significa questo che questo popolo di sicuro colonizzò
l’
area
del Mediterraneo, basti pensare ai toponimi: Pola – Pula ,
Riola –
Riola,
Meana, Codrignano (Imola –Codrongianos SS), Bari –
Bari, Adria –
Padria,
Aritzo –Arezzo – Ariccia, , Arbatax (arabia),
Muravera,
Tortolì,
Barcellona, Pau in Francia Sud – Ovest. Basti pensare al
traffico
dell’ossidiana e a ritrovamnenti nell’area
mediterranea, a
volte
a Funtana de mari (Gonnesa) è possibile trovarne qualche
resto
nella
spiaggia.
Non
si può pensare che nell’altipiano di Seruci
(Gonnesa) vi sia una
cosiddetta
acropoli “fenicia“ denominata “sa
Sarracca” area dislocata
tra
i villaggi di S’erbexì, Seruci, Ghilotta,
Nuraxi’e Figus, Muru Moi,
Maverru,
Cortoghiana, area sovrastante a Mureci. Una mia ricostruzione
che
unifica i siti che pressappoco ho appena elencato mette in evidenza
una
sorta di triangolazione trigono-metrica, ma ricongiungendo i punti
ebbi
la netta impressione che i nostri avi riproducevano in terra
costellazioni
stellari. La tristezza è che al museo astronomico di
Tuili,
non fanno cenno di queste cose, non sanno nemmeno che i nostri
avi
inventarono il sestante, strumento che serve per tracciare le rotte
di
navigazione. Altro popolo che ci somigliò tanto
gli: Etruschi. Per
quanto
tempo l’Italia tenne nascoste le scoperte scientifiche, lo
ricordate?
E se l’il tosco dotto niente, niente è la lingua
italiana?
Le
logiche del potere, hanno fatto si che paesi che in oirigine avevano
un
nome oggi ne hanno un altro che naturalizza l’origine:
Fluminarxu =
agro
dei fiumi (fluminimaggiore), o Malu ‘entu, Mraxani arrubiu,
Margine
rosso, Li Ranchi, aranci…che roba vero?
Un
altro fatto che penso sia rilevante, è che a Genoni e Nureci
sono
stati
ritrovati dei fossili marini, diversi da quelli ritrovati nel
carbone
di Seruci – Nuraxi Figus. Vedere i nuraghi, le regge nuragiche
di
Barumini, Seruci, l’ara di Monte d’accoddi, la
dicono lunga su chi
siamo
stati: un grande popolo, una grande civiltà, una nazione!
C’è da
piangere
nel vedere un territorio come Sa Jara ripartito in diverse
province:
Barumini e Gesturi, Genoni e Albajara, Tuili, e altri. Questo
è
l’esempio più chiaro del significato del moto
“dividi et impera”. Noi
sardi
tragicamente accettiamo nostro mal grado. In Sardegna abbiamo
già
perso
più di novecento posti di lavoro nella pubblica istruzione e
altri
si perderanno con l’evento delle
“riforme” annunciate dal
ministro
attuale, tenere il popolo ignorante fa parte della logica del
potere.
Qualcosa è di terribile è successo,
perché questa civiltà nell’’
era
del bronzo sia scomparsa nel nulla, nella nostra indole non siamo
dei
temerari, non siamo aperti caratterialmente e inconsciamente
accettiamo
il vassallaggio. Dopo aver letto da tempo gli scritti di
Lilliu,
Melis, Frau, di recente di Pisu, penso di conoscere abbastanza
bene
il territorio di Gonnesa (Ichnos), avere scoperto che vi sono
domus
della cultura di Bonnanaro, le mie teorie sono più vicine a
quelle
di questi studiosi che non a quelle degli archeologi ufficiali,
che
non sapevano dove fosse ubicato Seruci , i villaggi limitrofi, le
fortificazioni
verso il mare per difesa da invasioni. Questi furono i
nostri
avi, a noi spetta di usare l’intelligenza nello studiare i
siti,
i
reperti, per dire con voce vigorosa : NOSUS SEUS SARDUS, NO
EUS A ESSI MAI ITALIANUS!
Marco Cannas - Tennicu Parcu
Geominerariu,
Istudiosu
de s’identidadi Sarda - Sardigna Natzione
Gonnesa,
Settembre 2008.
|
Identitadi negara.
Cancellare
la memoria di un popolo è la prassi preferita da coloro i
quali usano il potere e il dominio, secondo il vecchio moto
“dividi et
impera”. Se il popolo fa il gioco degli invasori nel
dividersi e nel
cancellare la propria memoria storica, è genocidio culturale
- storico.
Dopo dieci anni dalla faticosa nascita del Parco Geomoinerario Storico
e Ambientale della Sardegna, si scopre che Bosa non è stata
integrata
in questo contesto. Eppure a Bosa, antico porto nuragico - shardana, ci
sono Sas Conzas, la vecchia fabbrica di laterizi, quattro cantieri
minerari, tra i quali spicca Torre Argentina con il suo villaggio
minerario, che era collegato da una teleferica che portava il minerale
sulla costa e sui battelli a mare.
Antiche chiese, anche romaniche in stato di degrado tra spaccature
murarie e umido che cancella i dipinti, il castello Malaspina in via di
restauro, dove dentro la chiesa una parte muraria che sostiene il tetto
rifatto è in calcestruzzo armato, la scelta di questi
restauri lasciano
l’amaro in bocca, la sopraintendenza o chi per essa ha
tralasciato il
fatto non trascurabile di ricostruire il muro in trachite, vista la
presenza di questa pietra in loco. Bosa è invasa da rifiuti,
i
cassonetti non vengono svuotati periodicamente, la parte storica della
cittadina ha le strade in ciottolato sconnesse…Sembra che
Bosa sia la
solita sedotta e abbandonata! I bosinchi, come dal sardo bosincus, ho
scoperto che oggi si chiamano bosani, gente cordiale e simpatica, come
la nonnina incontrata a tessere il filè, di certo non sono
degnamente
rappresentati dai loro amministratori. La promozione del territorio
affidata a privati, solo così si possono vedere i fossili di
Genoni e
di Nureci, comuni da poco passati alla provincia di Oristano, manca il
raccordo con i paesi dell’altipiano come Suni e Sindia dove
ergono
ancora imponenti torri nuragiche, con un mondo agropastorale che si
è
evoluto con moderne aziende zootecniche.
Un nuovo troncone stradale che da Sindìa porta a Macomer,
con un’
incrocio a raso pericolosissimo che innesta la SS 129 bis e auguriamoci
che l’incrocio a raso sulla SS 131 che porta per
Sindìa, con l’
ammodernamento della stessa, renda le strade meno pericolose. I
bosinchi devono pretendere dai loro amministratori più
attenzione alle
problematiche della città: recupero
dell’identità etnica nazionale
sarda, ambiente, agricoltura, artigianato, pesca, cultura, turismo.
“Sos malos usos”, è che questo che
bisogna combattere con forza,
altro che stare lì a scimmiottare la politica italiota e ad
accettare
le imposizioni che non fanno altro che dividerci, noi sardi dobbiamo
guardare ai nostri interessi, non agli interessi di chi ha pensato solo
al “triangolo industriale Milano, Torino, Genova. No a
qualsiasi tipo
di omologazione, difendiamo la nostra identità di popolo,
riprendiamoci
la nostra terra, il nostro diritto ad essere una nazione libera.
Marco Cannas - Tennicu Parcu Geo
Minerariu,
Istudiosu de s’identidadi sarda
Gonnesa,
Settembre 2008.
|
COMUNICATO Emergentzia
ambientali.
Nel
Sulcis –Iglesiente, è un continuo allarme
ambientale, le
politiche
di bonifica, di monitoraggio, di controllo sono in fase di
stasi.
Nelle
gallerie del sottosuolo di Nuraxi Figus, oltre al cancerogeno
Mariflex
(schiuma a componenti di fenolo), nelle viscere della terra
non
vengono stoccati solo le ceneri delle centrali di Porto Vesme, ma
probabilmente
anche altre sostanze non previste negli accordi pattuiti
con
le amministrazioni pubbliche. Esiste una squadra addetta a
sotterrare
nei retro-frana, certe sostanze di cui ben pochi sanno di
casa
si tratta.
In
quel di Arenas e Tinì (Fluminimaggiore), gli scavi
minerari
vengono
ricoperti da terriccio, le gallerie vengono occluse con muri in
blocchi
di cemento, che danneggiano la fauna forma -tasi in tali siti.
Nelle
coste iglesienti in quel di Nebida (Iglesias), sorgono
palazzine
nei canaloni, senza tenere conto di DL “Salva
Coste” o di
impatti
ambientali.
Villaggi
quali Monte Onnixeddu, Normann, Funtana de mari, sono
lasciati
ai vandali, dal passare del tempo e dalle intemperie. Le
bonifiche
delle discariche vengono realizzate coprendo di terriccio le
stesse,
così cancellano la memoria dell’epopea mineraria e
di un popolo
che
l’ha vissuta.
Il
Parco Geo Minerario Storico e Ambientale dalla Sardegna non da
risposte
di niente, negli atti, nei progetti, non viene nemmeno usata
la
lingua sarda.
Dietro
Monte Onnixeddu, nella discarica di Is Cirieddus, verranno
abbancate
le scorie della ex fonderia di Elmas, chi subisce l’impatto
ambientale
sono i centri di Bacu Abis e Gonnesa.
A
Monte Uda (Gonnesa) ex sito minerario del compendio di Monte Cani,
sono
state erette due antenne per telefonia mobile a meno di cento
metri
dal centro abitato, dalle scuole elementari, dal parco de S’
ulivariu,
dalla palestra scolastica comunale.
Il
Bacino collinare di Su Mogoresu è a rischio di esondazione a
causa
di
attività di cava sottostanti, che nessuno vuole fermare.
L’ex
Campeggio di Plage’e mesu, è di fatto del Gruppo
Leclerc, che lo
farà
diventare villaggio turistico, gli affari vengono prima dell’
ambiente
e di altre cose!
Da
qualche decennio si aspetta che la palude di Sa Masa venga
bonificata
dai metalli pesanti presenti in una parte di essa, chi
eseguirà
le bonifiche? Visto che le aziende preposte al realizzo delle
bonifiche
in questi anni hanno fatto altro: finanza, il parcheggio di
Plage’e
mesu, con grande dispendio di fondi pubblici. Come Comitato ci
stiamo
chedendo se per le esecuzione delle bonfiche e del recupero dei
manufatti
exminerari, occorrano: IGEA, ATI-IFRAS, Ente Parco,
Commissario
Parco Geo Minerario, Progemisa.
In
quel di Orbai (Villamassargia) sembra che si voglia realizzare
un’
opera
di canalizzazione abbattendo una parte di bosco di lecci. E’
di
questi
giorni la segnalazione da parte di escursionisti, che hanno
notato
un tracciamento con dei nastri colorati che delimitano la
probabile
area di realizzo dell’opera di canalizzazione.
E’
l’ennesima beffa all’italiana, che se non si crea
il carrozzone e
il
refugium pecatorum, per ex politici, delusi dall’andamento dei
lavori
in corso.
Pensiamo
sia doveroso da parte della politica risolvere qualcuno di
questi
problemi, per il lavoro, la salute e l’economia non solo del
Sulcis-Iglesiente.
Comitato
Ambiente Salute Lavoro
Gonnesa, Settembre 2008.
|
Comunicato Stampa 11 Settembre
08 Lega Nord Padania sul caso Malu Entu:

Onorevole Borghezio.
|
La Confederazione Sindacale
Sarda saluta affettuosamente Benedetto XVI in pellegrinaggio
a
Cagliari per il primo centenario dalla consacrazione della Sardegna
alla Madonna di Bonaria,
Patrona
Massima della Sardegna. Abbiamo visto nei gesti e sentito nelle parole
del Papa
Benedetto
XVI una grande attenzione e umiltà nel porgere ed ascoltare
i sardi ad iniziare
dalle
persone più umili e sofferenti. Ci ha colpito questo suo
modo umile di accostarsi a noi,
rispettoso
della nostra cultura, della nostra storia, perfino della nostra lingua
che ha
pronunciato
sotto forma di preghiera alla Madonna di Bonaria e dei nostri luoghi.
Pensiamo
che
questo Papa ci lasci una lezione di stile di un cristianesimo vissuto
modernamente che
si
lascia impregnare di umanità nello stesso modo con cui la
Madonna ha saputo rendere
disponibile
la sua umanità allo Spirito Santo che in Lei compiva il
capolavoro di Dio,
il
figlio Gesù Cristo.
Ci
sembra di aver colto nel messaggio del Papa questa maturazione
cristiana che non coarta
l
umanità, ma la valorizza e l esalta.
Grazie,
Papa Benedetto XVI, che hai sottolineato come la storia del
cristianesimo in Sardegna
non
sia una storia di imposizioni e di violenza, ma tutta sbocciata nella
terra bagnata dal
sangue
e dal sacrificio dei suoi martiri e coraggiosi testimoni della Fede.
Perfino
le Miniere risuonano dei canti dei nostri martiri condannati dai romani
ad metalla
e con
essi una schiera di santi guerrieri come Efisio e funzionari
romani come Lussorio e
giovani
come Saturnino, Cesello e Camarino ed i martiri gloriosi Simplicio,
Gavino e Antioco
per
non trascurare i vescovi santi come Lucifero, Eusebio,
Giorgio e numerosi Papi sardi che
hanno
scritto pagine indelebili nella storia della Chiesa e della Sardegna,
la cui fede
cristiana
è una caratteristica identitaria. Forte il
richiamo al periodo della persecuzione
ariana,
quando in Sardegna si rifugiarono cento vescovi della Chiesa Africana
portandosi
con
sé come reliquia il corpo di S. Agostino. Benedetto XVI non
ha dimenticato nessun
particolare
del martirologio della Sardegna né poteva dimenticare i
santi Ignazio da Laconi,
Nicola
da Gesturi,Antonia Mesinada Orgosolo e Suor Maria Gabriella
Sagheddu da Dorgali
e Suor
Giuseppina Nicoli, l ultima Beata che visse ed operò tra i
ragazzi poveri di Cagliari
-
Marina.La sera in Cattedrale il ricordo commosso ddel sacrificio di don
Graziano Muntoni
e di
padre Battore Carzedda morti assassinati.
Un
Papa, Benedetto XVI, che lascerà il segno di questo suo
breve soggiorno a Cagliari.
Passa
in secondo piano anche il prezioso calice, tutto d oro e tempestato di
pietre preziose,
a cui,
fa il paio il calice più modesto regalato dal Papa a Mons.
Mani ad inizio della Messa.
Ho
pensato a questo gesto come ad una lezione di umiltà! Ma ho
capito che anche la rinuncia
all
ultimo momento del solito pastorello con agnellino sulle
spalle stereotipo della
Sardegna
al passato remoto è stato un atto d intelligenza,
come anche la rinuncia dei
minatori
della Miniera di Nuraxi Figus a fare da comparsa con tanto di casco
giallo e lampada,
considerato
che quelle Miniere sono chiuse da tempo ed attendono ancora, almeno
dal 1985,
dalla
visita di papa Giovanni Paolo II, un segno di vita.
Avevamo
paura come CSS che al Papa fossero nascoste le sofferenze, i drammi e
le difficoltà
dei
Sardi e che a Lui fosse mostrata una Sardegna del passato e non la
Sardegna di oggi.
Ora
siamo sollevati da questo dubbio e nelle parole genuine e sincere dei
giovani soprattutto
è
esplosa la realtà della Sardegna, piegata dalla piaga della
disoccupazione, dalla precarietà
ed
emigrazione, ma forte nella volontà di superare queste
emergenze.I fischi al Presidente
della
Giunta della Sardegna in quel contesto non sono degni neppure
di essere considerati
contestazione
politica (troppo onore !),sono solo stupidità. Piuttosto
speriamo tanto che,
con
la partenza del Capo del Governo Berlusconi , si attenui la morsa della
sorveglianza
eccessiva
a cui, per necessità di sicurezza, l intera città
è stata costretta, smorzando
talvolta
l entusiasmo popolare verso un Papa venuto dal freddo Nord in un isola
solare,
calda
e piena di affetto sincero.
Ora
la Sardegna può ripartire con le battaglie e l impegno serio
e costante per creare
sviluppo
compatibile coll ambiente, anche con la benedizione del Papa.
Cagliari,
7/9/2008.
Il Segretario Generale
Dott. Giacomo Meloni
|
Comunicato 09 Settembre 08 da
Malu Entu:

Movimento
Politico PAR.I.S.
|
Comunicato 08 Settembre 08 da
Malu Entu:

Movimento
Politico PAR.I.S.
|
Ma
quale identità sarda? Mentre ci appassioniamo su infinite
discussioni storiche,
rischiamo di non accorgerci che vi sono fenomeni ed avvenimenti attuali
che ci devono
pur far riflettere ed interrogarci.
Pensate ai simboli che si sono messi in campo per questa imminente
visita del Papa
Benedetto XVI in Sardegna.
Pochi ne parlano e forse è comprensibile il silenzio, ma non
su fatti
che finiscono per
rappesentare noi sardi molto diversamente di chi
siamo ed intendiamo essere oggi.
Mi permetto di socializzare queste mie semplici riflessioni.
Domando iscugia po non ischire gaiu iscriere in sardu. Amegai imparai.
Lo spero tanto, perché ho un debito con me stesso e on
questa nostra cultura che mi affascina.
Sono sempre più convinto che chi mi ha tagliato la lingua da
piccolo,m i ha combinato un bel guaio.
Per fortuna mi son sempre nutrito di poesie e racconti in limba. Lingua
sarda che dobbiamo insegnare
in tutte le scuole ad iniziare dalle Materne come lingua veicolare. La
lingua ci serve come popolo per
poter volare. Tagliarla è come tagliare le ali ad un uccello
che non potrà volare.
E per questo che lotto e lotterò per tutta la mia
vita.
IL PINO SEGATO, L' ALTARE DELLA CATTEDRALE DISTRUTTO, LA FALSA IMMAGINE
DELLA SARDEGNA NEI DONI AL PAPA BENEDETTO XVI ED ALTRO.
Il pino di 40 anni, segato per far posto ad una postazione Rai in
occasione della visita di
Benedetto XVI a Cagliari Domenica 7 settembre p.v., grida vendetta. Per
ora ce la
possiamo prendere contro la mancata cultura del funzionario del Comune
che ha rilasciato
l' autorizzazione; ma questo è solo l'ultimo episodio e la
riprova dell'incuria e distrazione
del Comune perché altri pini, come ha denunciato
recentemente prof. Roberto Copparoni
(Presidente di Amici di Sardegna) sono stati abbattuti in viale Diaz
per far posto alle case
delle famiglie delle Guardie di Finanza e soprattutto non si prende
alcuna posizione e si
tace vergognosamente sullo scempio che l'Arcivescovo di Cagliari ha
fatto dell altare
maggiore ottocentesco della Cattedrale.
Se andate a vedere, oggi al suo posto vi è un altare del
1300,il cui reperto era ben noto sia agli
studiosi sia al Sovrintendente. Si è aspettato
più di due secoli per operare lo scorporo di
questo altare e relegare il Tabernacolo d'argento massiccio,opera del
Mameli e la lampada
d'argento, così cari ai cagliaritani, nella cappella
laterale detta della Sacra Spina,nota come
Cappella di mons. Piovella, perché lì per anni
era sepolto l'Arcivescovo più amato dai cagliaritani.
Osservo che sono spariti i quattro aquilotti d argento massiccio che
sostenevano il Tabernacolo.
Dove sono volati? Ho una ipotesi sul nome del ladro o di chi
ha commesso una grave
appropriazione indebita, ma, poiché non ho certezze, non mi
voglio sbilanciare. Vi prometto,
però, che appena avrò verificato, dirò
sicuramente il nome.
Oggi apprendo dalla Stampa che il nostro Arcivescovo di Cagliari mons.
Giuseppe Mani,
è proposto per la sede di Firenze, Archidiocesi prestigiosa
e sede cardinalizia. Nel fare gli Auguri
a mons. Mani, che, oltre ad essere Generale di Corpo d' Armata in
pensione, Arcivescovo di
Cagliari e Presidente della Conferenza Episcopale Sarda ( CES ),
sarà presto cardinale di Santa
Romana Chiesa, mi corre l'obbligo di avvisare i fedeli fiorentini ed i
conterranei toscani di mons. Mani
perché vigilino affinché non venga in testa al
nuovo Presule di modificare l'altare del Duomo di
Santa Maria del Fiore o il Battistero di Firenze.
Sono certo, però, che i Fiorentini non glielo
permetterebbero mai, a differenza della maggior parte
dei Cagliaritani che insieme al proprio Sindaco hanno preferito subire
in silenzio.
E che dire del dono dei sardi al papa? Il calice
d'oro massiccio di tre chili tempestato di gemme,
ma,si precisa oro sardo di Furti , cioè frutto di
distruzione ambientale di intere colline
con il metodo di trivellazioni all arsenico. Ma il più
patetico viene con la consegna dello stesso
calice da parte dei minatori. Quali minatori? Non certo quelli della
Miniera di Furti che sono
in cassa integrazione da diversi anni o quelli di Nuraxi Figus? Sono
questi i lavoratori che
rappresentano la Sardegna di oggi?
Ma lasciamo perdere e godiamoci lo spettacolo di un Papa che, seppure
con mille contraddizioni,
è più in gamba di qualche nostro Vescovo e
certamente dei nostri politici, che pur non importando
loro niente o quasi dei dettami della Chiesa Cattolica, sono
lì in prima fila onorati e rispettati
e pii a rappresentare il popolo sardo, magari ancora con figuranti
mastruccati per coprire le miserie
della disoccupazione, precarietà giovanile e
povertà di 94 mila famiglie sarde che vivono con soli 400
euro al mese. Evviva il Papa, anche perché è
vietato criticare e parlarne male, essendo già aperta
la campagna elettorale per le Regionali ed Europee del 2009. Guai ad
inimicarsi l'elettorato cattolico.
Sarebbe una follia. Questa è la parola d'ordine al centro, a
sinistra e a destra, ma forse anche
nell'area indipendentista e sardista.
Firmato un povero folle cattolico osservante, indipendentista confuso e
sardista in continua ricerca,
innamorato
di Dio.
Giacomo
Meloni - Segretario Generale della Confederazione Sindacale Sarda
css.sindacatosardo@tiscali.it
- www.confederazionesindacalesarda.it
Cagliari, Settembre 2008.
|
Sottoscrizione Internazionale per Malu Entu:
Arrivo di
primo mattino, l’imbarco per la nuova repubblica indipendente
di Malu Entu,
è
presso il comandante Isidoro, nel porticciolo di Putzu Idu, una
frazione del comune
di Cabras,
in Sardegna. Il nuovo stato indipendente è stato proclamato
fin dal 1978,
ma con
l’arresto del gruppo di indipendentisti de su Par.I.S:
Partidu Indipendentista
Sardu, lo
stato italiano, pensò allora in piena stagione detta
“anni di piombo” di dover
affrontare
dei pericolosi sovversivi. In quel periodo, dove gli estremisti di
sinistra e di
destra
sparavano, uccidevano e rapinavano le banche e gli uffici postali e
negozi per
finanziare
i loro tristi obiettivi. In Sardegna
dove il terrorismo non aveva attecchito, sa
erba mala
non cresciri innoi, ma il governo del compromesso storico, quello che
non
farà
nulla per salvare il capo della DC, sequestrato ed ucciso dai
brigatisti, aveva
finalmente
anche nell ‘isola un problema da affrontare, e piovvero
condanne sino a
nove anni
di carcere per Doddore Meloni presidente allora come oggi del
governo
indipendente
di Malu Entu. Continuando nell’azione oggi viene confermata
l’indipendenza
di
un’isola distante oltre 6 miglia nautiche dalla Sardegna,
vasta 80 ettari, una storia
che parte
dal neolitico, al nuragico fino al medioevo. Ma si esercita anche un
diritto di
usucapione
nei confronti di un proprietario, un inglese che l’ha
ricevuta in eredità dal
padre, e
che non avendo mai svolto nessuna attività di proprietario
dell’isola che fa parte
dell'Area
Marina protetta penisola del Sinis e Mal
di Ventre -pessima traduzione italiana
della
storica Malu Entu ovvero “cattivo vento”- lo stesso
signor Miller vuole vendere l’isola,
vincolata
e per cui non si può edificare, ad una associazione, pare di
“nudisti” americani.
Ha
proposto alla Regione Sarda la vendita per due milioni di €.
Oltre al diritto di
usucapione,
proponiamo una sottoscrizione internazionale per impedire la
privatizzazione
dell’isola,
iniziativa promossa dall'associazione Patria Sarda Terra e Populu.
Chiediamo
contributi
da versare sul:
c/c iban.it 82B0836285620000000012520 Credito Cooperativo di Arborea a
favore della
associazione
Patria Sarda Terra e Populu ONLUS, e-mail
patriasarda@alice.it
tel.
3283858142 o 3346205518/9 con la causale "Repubblica di Malu Entu".
A si biri
in paris e in paxi!
Giancarlo
Nonis - Ass. Patria Sarda Terra e Populu - Movimento Politico PAR.I.S.
"Repubrica
de Malu Entu", Settembre 2008. |
Qualcuno
addirittura m’ha detto che sono esagerato e che forse sarebbe
stato
meglio tacere. Ma ora, dopo l’ennesimo grave atto di
cristianofobia
che
vedo consumarsi non tanto nel mondo, quanto piuttosto in Italia non
posso più star zitto.
Nei
giorni scorsi abbiamo visto come lontano
da noi, in India, la violenza
di alcuni balordi fondamentalisti si sia
scagliata con tutta la sua veemenza
contro i cristiani, in particolare
contro i religiosi e missionari colpevoli forse
di aver aderito
all’insegnamento di Gesù Cristo, quello di amare
il proprio
fratello,
mettendolo in pratica partendo dalla propria nazione per recarsi
lì
dove poi hanno trovato il martirio.
Non
migliore è sicuramente la
situazione dei cristiani in Cina dove
contemporaneamente alla chiusura
delle olimpiadi veniva arrestato un
Vescovo, per la precisione mons.
Giulio Jia Zhiguo.
In
questi giorni però l’ondata di anti
cristianesimo pare non essersi arrestata
non solo nel mondo ma sembra
esser entrata pure in Italia.
La
prima notizia d’inqualificabile
orrore è quella dell’aggressione dei frati,
compiuta nel mezzo di un
raid punitivo. Non so e francamente neanche
m’interessa queste persone
cosa veramente volessero vendicare, ma certo
è che non si possono
addossare le cause di un dramma altrettanto grave
quanto il pestaggio
come quello della pedofilia, su delle persone che passano
tutto il loro
tempo in convento a meditare e occuparsi della povera gente tramite
le
opere di carità. Loro, così come noi ripudiano il
flagello della
pedofilia e per
questo il loro atto di violenza dev’esser punito in
maniera esemplare con una
pena severissima affinché fatti come questi
non si ripetano mai più in una
nazione come la nostra.
Il
secondo
fatto che mi stupisce, rammarica e allo stesso tempo indispettisce
è la
stupida decisione del consiglio d’amministrazione di tener
appesa una
rana crocifissa in un museo importante come quello di Bolzano. Ancora
peggio
è il fatto che dei cattolici addirittura praticanti come il
professor Giuseppe Barbieri
dicano che è un opera d’arte e come tale
deve rimanere lì.
So
bene che la società attuale sta lentamente
andando in declino insieme al
laicismo che oggi impera e per questo è
necessario un richiamo non tanto di
conversione quanto piuttosto al
rispetto di chi la pensa diversamente e ha un
proprio credo religioso.
Davanti
a questi orrori è necessario che qualcuno alzi la voce.
Spero solo di
non esser “una voce che grida nel deserto”.
Pietro
Serra
Sorso,
Agosto 2008.
|
COMUNICATO STAMPA Fronte
Nazionale Siciliano.
KOMUNIKATU
STAMPA F.N.S.
CARO
CONSOLO, LA MAFIA ED I SUOI PICCIOTTI ERANO
AL
SERVIZIO, A PAGAMENTO, DI GARIBALDI.
In ordine al contenuto della recente intervista, rilasciata
da
Vincenzo CONSOLO al Corriere della Sera, ci sembra di
riscontrare
grosse inesattezze, non sempre involontarie, in ordine
alla
Storia della Sicilia, a quella del Separatismo Siciliano, a quella
della
mafia e non ultima a quella, - personale, politica e .... militare,
-
di Giuseppe Garibaldi. Al quale il Comune di Capo d'Orlando ha
"revocato"
la intitolazione di una piazza per dedicarla alla Battaglia
navale
del 4 luglio 1299.
E' opportuno, pertanto, ricordare all'illustre scrittore e a noi
stessi
che la "CONQUISTA" della Sicilia da parte dell'Armata
"Anglo-piemontese-garibaldina"
trova il maggiore e forse l'unico
supporto
"locale" proprio nella mafia, che in quel mese di maggio
del
1860 iniziò quel "SALTO DI QUALITA'", del quale ancora oggi
piangiamo
le conseguenze. Ovviamente, il tutto avviene nell'ambito
della
regìa britannica. I "PICCIOTTI DI MAFIA", impresentabili e
del
tutto
inaffidabili nei combattimenti
veri e propri, sono gli unici a dare
"legittimazione"
alla "IMPRESA DEI MILLE". E per questa loro UTILITA'
saranno
compensati con prebende, privilegi, assegnazione di terre dei
DEMANI
COMUNALI di USO CIVICO, sottratte alla
disponibilità dei
VERI
CONTADINI, di pensioni (trasmissibili per più generazioni
agli
EREDI.....
VERGOGNA!) e cose simili. La brutta impressione (per
non
dire altro) che fanno i PICCIOTTI DI MAFIA la testimoniano, fra
gli
altri scrittori "garibaldini", BEPPE BANDI, IPPOLITO NIEVO e
persino
GIUSEPPE
CESARE ABBA, che pure avrebbe passato la propria vita
ad
impinguare l'AGIOGRAFIA RISORGIMENTALE esaltando al
massimo
- e senza pudore - l'impresa dei Mille ed il suo Duce.
Chi aiutò, dunque, Garibaldi? Non certo il Popolo Siciliano,
non
certo
i volontari forti e puri che, almeno in Sicilia, non esistevano in
quanto
la Sicilia si era sempre battuta per la propria indipendenza e
non
certamente per diventare una COLONIA INTERNA dello Stato
Sabaudo.
Garibaldi - ed è tutto documentabile - fu aiutato, ancora
prima
dello
SBARCO da operetta a Marsala, dal Governo di Londra ed in
subordine
dal Governo Piemontese. Gli Inglesi misero a sua disposizione
migliaia
e migliaia di MERCENARI provenienti anche da Paesi
extra-europei.
Interessante è la sorte dei Mercenari, feroci, della LEGIONE
UNGHERESE,
ai quali, dopo l'unità d'Italia, fu rinnovato il contratto
d'ingaggio
per contrastare le eroiche ribellioni anti-piemontesi del
Mezzogiorno.
Rinviamo ad altra occasione l'approfondimento delle condizioni
politiche
ed economiche internazionali che determinarono, nel tempo, la
scelta
britannica di "fare" l'ITALIA UNITA e di finanziare ed eseguire, -
con
l'aiuto di complici e di MOSCHE COCCHIERE, - tutte le varie
operazioni
necessarie e comunque connesse.
Per quanto riguarda il fatto che, con tono apodittico, il Prof.
Consolo
avanzi le tesi della equiparazione del Separatismo alla Mafia
e
della obbligatorietà della DEMONIZZAZIONE del SEPARATISMO
SICILIANO,
ci sembra che il tutto confermi l'accusa che Antonio
GRAMSCI
ebbe a rivolgere agli "STORIOGRAFI" Siciliani.
E
cioè quella di essere affetti da UNITARISMO OSSESSIVO.
Non aggiungiamo altro, per ragioni di spazio.
Puntualizziamo,
però, che non è vero che, negli anni "Quaranta"
del
secolo
scorso, il Movimento Indipendentista, quello vero, guidato da
Andrea
Finocchiaro Aprile e da Antonio Varvaro, fosse legato o
comunque
fosse espressione della Mafia. Certamente allora i partiti
politici
non avevano avvertito come prioritaria la lotta contro la mafia
(le
eccezioni in tal senso sono lodevoli, ma sono pochissime). Ma fu la
mafia
stessa a fare il "DISTINGUO" e si schierò, (dopo aver
compiuto un
giro
d'orizzonte ed in perfetta coerenza con la propria tradizione), a
favore
di
ben determinati PARTITI ITALIANI UNITARI. Come ebbe a scrivere
Marcello
CIMINO,
il compianto intellettuale che per lungo tempo era stato anche
Direttore
de L'ORA, la Mafia, anzi, contribuì, nelle province dove era
più forte,
a
smantellare l'organizzazione e le sedi del Movimento Indipendentista
(quello
vero). E
non è un caso che la strage di Portella della Ginestra
(1° maggio 1947),
sulla
quale il Fronte Nazionale Siciliano continua a chiedere
verità e giustizia,
sia
stata effettuata completamente al di fuori del movimento separatista
(che,
peraltro,
in quel periodo era in piena crisi). Mentre sono chiamati in
causa e vi
rientrano
fino al collo i rapporti fra i partiti italiani unitari. E non
mancano i sospetti
di
probabili interferenze di potenze straniere, anche queste nettamente
d'accordo
fra
di loro in un solo punto. Quello di essere CONTRARIE all'ipotesi di
INDIPENDENZA
della Sicilia.
Con
Capo d'Orlando tutte queste polemiche, collegabili ad eventi del
Dopoguerra
e distanti più di ottanta anni dalle vicende garibaldine cui
ci riferiamo,
non
c'entrano affatto. E, se approfondite, ci darebbero spunti ulteriori
per parlare a
lungo
del ruolo della mafia dal 1860 ai nostri giorni. Ci
sembra che bisognerebbe,
piuttosto,
recuperare quelle VERITA' sul Risorgimento
italiano che, invece, sono
tanto
utili alla crescita democratrica e civile del Popolo
Siciliano.
E poi, (qualcuno lo ha ricordato meglio di me in questi giorni),
è lo stesso
Garibaldi,
nelle sue Memorie, ad ammettere di essere stato mercenario e via
dicendo.
Ed
è lo stesso Garibaldi che, scrivendo alla Signora Cairoli,
dice di non volere
tornare
in Sicilia per paura di essere preso a sassate. Se lo dice Garibaldi,
perchè
non lo può dire il Popolo Siciliano che delle opere e dei
comportamenti di
un
tale personaggio piange ancora le tragiche conseguenze?
Sulla opportunità di dedicare la piazza alle eroiche vittime
siciliane dell'eroica
battaglia
navale del 4 luglio 1299, basta informarsi su quanto in proposito ha
scritto
il
Professor Corrado MIRTO, il quale, oltre che essere il maggiore storico
vivente
della
Guerra del Vespro, è anche - sia consentito a noi
di dirlo (dato che gli altri
fanno
finta di non saperlo) - il Presidente del Fronte Nazionale Siciliano
"Sicilia
Indipendente"
(Frunti Nazziunali Sicilianu "Sicilia Indipinnenti"). E gli siamo
immensamente
grati per entrambe le cose!
Palermo,
3 agosto 2008
GIUSEPPE
SCIANO'
Segretario FNS
Si
ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto
alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)
|
A circa un anno dalla
pubblicazione del “Motu Proprio” credo che sia
doveroso
soffermarsi ed effettuare un attenta riflessione.
Io
sono d'accordo nel celebrare la Messa tridentina anche
perchè mi piace,
però credo che non è sempre bene rimpiangere i
tempi passati. A
differenza di
500 anni fa quando la lingua latina era quella che si
parlava in Europa e nel
Concilio di Trento decisero di celebrare la
Messa con quella lingua, oggi le
condizioni sono radicalmente cambiate.
La lingua latina ormai non è più in uso,
ed è stata (nel corso dei
secoli) soppiantata dalle varie lingue che si sono
formate come ad
esempio da noi con l’italiano, in Francia col francese e
così
via. Per
questo credo che il Concilio Vaticano II sia più che
rispettabile
perché
ha aperto le porte della Chiesa a tutti coloro che facevano
parte dell’Ecclesia
di Cristo dando voce a tutti indistintamente e
abbattendo quelle barriere che la
Chiesa si era posta nel corso dei
secoli.
Ci
troviamo però oggi davanti ad un fenomeno che la Chiesa
nella sua millenaria
storia non ha mai avuto: la divisione tra
tradizionalisti e catto-progressisti.
Siamo
in un periodo in cui i
giovani non vanno più in chiesa (tranne casi in cui ci
siano
festicciole o robe varie) e soprattutto non si sentono Chiesa per
questo
credo che la decisione del Santo Padre di pubblicare il “Motu
Proprio” sia un
"deterrente" per riunire anche i tradizionalisti
all'interno della Santa Chiesa visto
che la stragrande maggioranza di
fedeli dichiaratamente cattolici non sta
andando neanche più a Messa la
domenica.
Mi
fa piacere però vedere come questo grande uomo, qual
è
Benedetto XVI,
stia compiendo dei notevoli passi avanti nel dialogo
interreligioso avviando dei
contatti a tutto campo con altri gruppi che
si sono staccati da Santa Romana
Chiesa. Un esempio su tutti è quello
con gli ortodossi e notizia di pochi giorni
fa, quello con gli
anglicani.
Viviamo
purtroppo, e mi duole ammetterlo, in un contesto
di forte
secolarizzazione e davanti all’ateismo dilagante noi
cattolici
non possiamo -
e soprattutto non dobbiamo - farci la guerra tra di noi
e riunirci nell’unico Cristo
che accomuna la fede di tradizionalisti e
catto-progressisti. E per questo non
credo in nessun modo che la forma
di “Messa antica” avvicini alcuno alla fede.
E se così fosse ci sarebbe
da interrogarsi come fosse la fede di quella
persona prima della
pubblicazione del “Motu Proprio”.
Certo,
ammetto io stesso che il
rito tridentino ha un suo fascino tutto particolare
ma oggi siamo in un
era di forte progresso e il sacerdote è giusto che
celebrando la Messa
sia volto ai fedeli anche consacrando il Corpo e il Sangue
di Gesù
Cristo in modo che tutti i partecipanti si
sentano partecipi e quindi
membra vive della Chiesa di Cristo.
Pietro
Serra - Amministratore di Gioventù Cristiana:
http://giovanicristiani.altervista.org/phpbb/index.php
Sorso,
Luglio 2008
|
| Foto
Luglio 2008 - Stato brado nel Comune di Siniscola (NU) |
E' una vergogna! Condivido le
vostre parole.
C'è stato ancora un omicidio ad Onifai e nessuno sembra
curarsene.
La scia di sangue non si ferma e c'è pure stata una rapina
nello
stesso giorno alle Poste di Ilbono! Dov'è lo stato?
Alberto
Manca
Tempio,
Giugno 2008.
|
Ancora
un incidente sulla strada della marina di Sorso. L’ennesimo
di una
lunga scia di feriti e morti.
E’ ancora fresco nella mente dei sorsensi infatti la
scomparsa di
Giovanni
Maria Loriga, il 18enne che poco più di 2 mesi fa
morì lungo
il rettilineo che
porta alla spiaggia. Così come è ancora impresso
il
ricordo di Martino e Pietro
Tilocca, i 2 fratelli che nella medesima
strada decedettero dopo un terribile
impatto tra la loro moto e una
vettura.
La notizia dell’ennesimo incidente al giovane Nicola Muresu,
23 anni,
di Sennori,
credo che debba indurre alla riflessione non solo la giunta
comunale, vista la
scarsa illuminazione nella zona ma anche gli
automobilisti ad usare maggior
prudenza.
Mi è capitato proprio pochi giorni fa, di assistere alla
corsa folle di
un automobilista
che incurante di chi li stava attorno continuava a
tener premuto il piede
sull’acceleratore, mettendo a repentaglio la
vita non solo di chi stava seduto nella
sua vettura ma anche di altri
automobilisti e passanti che se per un suo malaugurato
errore fosse
uscito di strada poteva mietere più vittime di quelle che ci
sono stati
in
questi ultimi 5 anni.
Indubbiamente questo nuovo incidente non può - e soprattutto
non deve -
diventare
uno dei tanti che si sono registrati in quella strada senza
che si attuino delle
politiche in favore degli automobilisti
disciplinati e dei passanti che troppo spesso
vedono minacciare la
propria esistenza dalla folle corsa di questi maniaci della
velocità.
Pietro Serra
Sorso,
Giugno 2008.
|
Difficilmente
Sorso potrà dimenticare una manifestazione religiosa
come quella di ieri.
Si è
conclusa infatti davanti ad una folla infinita di gente (stando ad
alcuni dati circa 10 mila persone) la Processione della Beata
Vergine
“Noli Me Tollere”.
La mattina alle
ore 6 è stata celebrata la prima Santa Messa da
Padre
Fabrizio Cannella, e a seguire altre Messe alle ore 7, 8, e
9 dal Padre
Provinciale dei minori cappuccini, Padre
Salvatore Murgia.
Poco più tardi, con l’arrivo del comitato, alle
ore
10:30, il simulacro della Madonna è stato portato sul palco
attiguo
al
piazzale tra scrosci di applausi e invocazioni alla Vergine dove
è
stata celebrata la Messa Giubilare con annessa l’indulgenza
plenaria
alle suddette condizioni, da Monsignor Paolo Atzei che
nella sua omelia
ha ricordato più volte l’importanza
della fede in
Maria come punto d’arrivo a Cristo. Altro fatto
significativo è il
ricordo della visita il mese scorso al Santo Padre,
Benedetto XVI
che come lui stesso ha detto “rimase piacevolmente
stupito dal
fatto che proprio quest’anno ci fosse una ricorrenza
così
importante
come l’ottavo centenario dell’apparizione della
Vergine
Maria sotto
il titolo di Noli Me Tollere”. Terminata la funzione
è
stato recitato
un Pater, Ave e Gloria secondo le intenzioni dello
stesso Pontefice
e la Madonna è stata riportata all’interno del
Santuario.
La sera invece,
verso le 18:30 tutti i sacerdoti di Sorso hanno
concelebrato la Messa Solenne che poi ha aperto la processione
al
lunghissimo corteo di fedeli giunti per l’occasione da ogni
parte
della
Sardegna. La processione si è snodata per le principali vie
del paese
addobbate
a festa con fiori e palme oltre che a
numerosissimi striscioni
contenenti invocazioni e litanie.
Particolarmente suggestivo è stato il
fatto che nei pressi della via
Cottoni dei ragazzi abbiano creato con
dei semplici sassolini
colorati immagini raffiguranti la Vergine “Noli
Me Tollere”, degli
angeli e con del caffè una croce lunga circa 2
metri.
La manifestazione di fede si è conclusa intorno alle 22 con
la
predica di Padre Paolo Berti e il saluto ai presenti con
ringraziamento
del Padre Provinciale ricordando che 800 anni
dopo “Cristo interviene
ancora sulla nostra storia e Maria
coopera con Lui per la nostra
salvezza anche con delle
apparizioni che sono in corso tutt‘oggi”.
Detto
ciò il Padre guardiano del Santuario ha benedetto i
presenti e la Madonna è stata riportata al Santuario.
Pietro
Serra
Sorso,
Maggio 2008.
|
InCampus
Campus universitari privati
Sede di Cagliari
Via Regina Margherita, 30
Rassegna Culturale
Viaggio
nell’identità dei Sardi
Tra storia, arte, segni, lingua,
folklore e fumetto
Venerdì
16 Maggio 2008, ore 17,00
Bachisio Bandinu (Antropologo e
giornalista)
Identità e folklore.
Venerdì 23 Maggio 2008, ore 17,00
Manuelle Mureddu (Autore di fumetti)
Fumetto e identità: Esempi
dal mondo.
Venerdì 30 Maggio 2008, ore 17,00
Leonardo Melis (Studioso dei Popoli del mare)
Shardana: i principi di Dan, PTM Editrice.
Venerdì 06 Giugno 2008, ore 17,00
Juannedhu Sedda (Insegnante e
studioso di Storia e Arte della Sardegna)
Il periodo giudicale: Storia e
cultura.
Venerdì 13 Giugno 2008, ore 17,00
Franciscu Sedda (Docente di Semiotica presso
l’Università La Sapienza di Roma)
La vera storia della bandiera dei
sardi, Edizioni Condaghes.
Venerdì 20 Giugno 2008, ore 17,00
Placido Cherchi (Antropologo)
Lingua sarda: Su alcune pieghe
profonde dell’identità.
Gianfranco
Pintore
Irgoli,
Maggio 2008.
|
Venerdi 30 Maggio 2008
> ore 17.00
Sala Salvatore D'Amato >
Unione degli Industriali di Napoli >
Piazza dei Martiri 58
Presentazione del libro di
Gianni
Pittella e Sandro Serenari
I
programmi finanziari
dell'Unione Europea 2007-2013
saranno presenti gli autori
Modera
Ivano
Russo
Ne discutono con gli autori
Enrico
Cardillo
Enrico
Letta
Giovanni
Lettieri
Luca
Meldolesi
Isaia
Sales
Fondazione
Mezzogiorno Europa Onlus
Napoli,
Maggio 2008.
|
Come al solito
quando a parlare è il Santo
Padre, le polemiche non mancano
mai. Specialmente poi se il tema è
etico e riguarda la vita dell’individuo fin
dal concepimento.
Non
credo poi in tutta onestà, che il Papa abbia fatto alcuna
affermazione
tale da poter scatenare il putiferio che n’è
conseguito nelle ore
seguenti.
Ho letto su qualche quotidiano anche, che Genova si appresta
a preparare
un “Pride Laico” che accoglierà
Benedetto XVI al suo arrivo
nella Liguria da
parte di alcune donne aderenti al gruppo “Usciamo dal
silenzio” anche se il
silenzio vorrebbero imporlo a chi non la pensa
come loro.
L’attacco
da parte
del Pontefice, se così può essere definito, alla
194 non mi
sembra che
sia nuovo anche perché se non citata mai direttamente quella
legge,
esso si è sempre espresso in favore della vita e contro ogni
forma di
omicidio, fin da quando si è in embrione.
Dispiace
però che come al solito i nostri politici e qualche
residuato bellico
del movimento femminista interpretino le parole di Joseph Ratzinger
come
ingerenza nello Stato. A questo punto però mi faccio delle
domande
ed
esigo alcune risposte.
Se a
parlare non fosse stato il Papa ma un altro politico, movimento o
associazione, si sarebbe parlato di ingerenza? E’ ingerenza
esprimere
la
propria opinione in uno Stato come quello italiano? E’
ingerenza
difendere i
più deboli? Se non ne avesse parlato lui di salvaguardare
la vita e difendere
a spada tratta chi sta per morire ma ha ancora
voglia di vivere e non accetta
l’eutanasia, chi l’avrebbe fatto? Emma
Bonino? Marco Pannella? Vladimir
Luxuria? O forse Franco Grillini?
Io
direi invece che è il contrario. A fare ingerenza contro il
bene dei
cittadini
sono proprio queste persone che non hanno alcuna morale di
nessun
genere e che poi zittiscono chi esprime le proprie idee non
conformi alla
linea comune.
Pietro
Serra
Sorso,
Maggio 2008. |
Complimenti per l'apertura del
nuovo sito indipendentista Fortza Paris!
http://www.fortzaparis.eu
Forza
Paris
Nugoro,
Aprile 2008.
|
| Logo del nuovo partito PAR.I.S.
- Partidu Indipendentista Sardu di S. Meloni |
Si
sente spesso parlare qui in Italia di
una forte ondata di anti clericalismo,
specialmente per quelle vicende
dovute alla pedofilia all’interno della Chiesa.
La mia riflessione non
è certo in difesa di un così abominevole
attentato alla
persona umana,
specialmente se bambino, ma una presa di posizione decisa
contro le
falsità che girano su questi fatti.
Parto
dall’ottobre 2006 quando
girò negli Stati Uniti un video in cui la BBC
parlò
dei preti pedofili
e si soffermò sul caso della diocesi di Ferms in Irlanda
mostrando
nel
concreto il caso di padre Oliver O'Grady che spudoratamente abusava dei
suoi ragazzi. Pochi mesi dopo, nel maggio 2007, il video
venne
tradotto in italiano
e fu oggetto di una famosa puntata di “Annozero”
di Michele Santoro su Rai 2 in
cui vennero rimarcati ancora di più gli
errori già esistenti all’interno della
trasmissione originale in lingua
inglese. Il tutto manco a farlo apposta venne
trasmesso in Italia pochi
giorni dopo il “Family Day”, in cui le associazioni
cattoliche
manifestavano a difesa della famiglia naturale.
Inizio
però ad analizzare il documentario.
Il video
inizia con padre Oliver che in tribunale è interrogato da un
Pubblico
Ministero mentre è un falso. In realtà padre
O'Grady ha
ottenuto la libertà per poter
“girare” quella parte. Si dice poi che
questo sacerdote fosse un ex-teologo pontificio
mentre lui stesso ha
dichiarato di essere un cappellano militare e che dal Vaticano
non ha
mai avuto un ruolo, neanche di tipo marginale.
Il
documentario,
prosegue poi con altri errori grossolani confondendo il segreto del
processo detto “segreto processuale” con
l’altro, ovvero quello
attinente all’autorità
giudiziaria in cui non si vede neanche l’ombra
delle leggi ecclesiastiche del Diritto
Canonico a cui sono legati il
clero e padre Oliver O'Grady nel caso specifico.
Si parla
poi anche
del “Crimen sollicitationis” dicendo che i reati di
pedofilia sono
stati taciuti. E’ anzitutto opportuno dire che quanto si
afferma nello
pseudo
documentario è ancora una volta falso poiché
viene detto tutto
il contrario di quanto
il documento riservato del 1962 affermava ancora
una volta con gravi errori. Inoltre è
da ricordare che il Crimen
sollicitationis non è più in vigore da molti anni
e che con
l’attuale
pontefice, Joseph Ratzinger si è impostata una linea
più dura del suo
predecessore nei confronti di chi si macchia di un così
abominevole
reato punendo i
sacerdoti pedofili e riducendoli allo stato laicale.
Dispiace
però che molti ancora non hanno capito questo e che
centinaia
e centinaia
di ragazzi così come di anti clericali credano ancora a
quanto affermava la BBC.
Tutto
questo si mescola all’ignoranza come
all’anticlericalismo ottocentesco che
oggi impera nella mente della
gente e che i mass media propagano insieme agli
errori contenuti. A
tutto ciò è da segnalare anche il lavoro compiuto
in malafede dai
quotidiani della linea “E Polis” che tra i primi
giornali in Italia
pubblicarono un
inchiesta a mio avviso fasulla sulla pedofilia nel
clero. Gli stessi che quotidianamente
danno spazio ai loro lettori con
idee deliranti contro il clero e che scrivono, volutamente
o meno,
allargando come dicevo precedentemente gli errori del documentario in
lingua
inglese.
E Polis a
parte rammento che il Papa attuale, Benedetto XVI sta
combattendo una
guerra senza precedenti contro la pedofilia e come lui
stesso ha detto nel suo ultimo
viaggio negli Stati Uniti non
mancheranno le punizioni contro chi oserà nuovamente
dar scandalo ai
più piccoli.
Mi
scuserete se mi sono dilungato un po ma è sempre bene
fare chiarezza.
Pietro
Serra
Sorso,
Aprile 2008.
|
Tenites
rejone, non b'est prus mediu de sichire in kusta manera in sos
movimentos.
Non b'atta credibilitate peruna.
Toccata
a riformare tottu e vaiddare de prus de unitate e de programmas.
Sardista
Barunia,
Aprile 2008. |
Il
Servizio Autoimpiego
Si
offre gratuitamente assistenza a tutti coloro i quali intedono aprire
un'attività:
-
Disoccupati che vogliono valutare un'idea imprenditoriale.
-
Aspiranti imprenditori che necessitano di informazioni e consigli nella
fase di
avvio
di un'attività.
Valutazione
dell'idea e del rischio d'impresa; supporto nella scelta della forma
giuridica;
informazioni sulle procedure burocratiche ed amministrative per avviare
un'attività
d'impresa; informazioni su finanziamenti, contributi ed agevolazioni;
etc.
Rivolgiti
presso il centro dell'impiego.
C.P.I.
Nuoro - Tel. 078437698 - Fax: 0784256032 - Mail: cpinuoro@tiscali.it
Nugoro,
Aprile 2008. |
Una
buona notizia, specialmente per i ragazzi che amano Cristo, circola in
questi giorni in Rete. E' nato, infatti, "Gioventù
Cristiana"
(http://gioventucristiana-forum.135.it),
il primo forum giovanile cattolico di
Sardegna ed Europa, con un
portale tutto suo da cui si può accedere
direttamente al forum.
Promotore dell'iniziativa è Pietro Serra, studente di
Sorso, che tenta
con questo progetto di unire le "pecorelle smarrite" all'interno
di un
forum nel quale i giovani (anche se non necessariamente credenti)
possano
confrontarsi sui vari argomenti che dominano l'attualità sia
cristiana che mondana.
Basta un semplice clic dopo la registrazione e
la convalida dell'amministratore per
immergersi in un mondo nuovo, in
cui giovani e meno giovani possono confrontarsi
anche grazie
all'ausilio di 4 sacerdoti che compongono tale forum e l'aiuto di non
poco conto di 3 seminaristi. Dall'apertura del forum è stato
riscosso
un vero e
proprio successo, essendo stata raggiunta la soglia di più
di
100 iscritti, per la
maggior parte ragazzi intorno ai 20 anni che nelle
varie sezioni discutono da un
proprio punto di vista le notizie
relative all'argomento trattato. Il forum è stato
consacrato martedì 25
marzo alla Vergine Santissima "Noli Me Tollere", da cui i
ragazzi
invocano la protezione con una particolare intenzione verso il Santo
Padre
Benedetto XVI.
"Gioventù Cristiana" si propone dunque come punto
di partenza per una
maturazione a livello religioso di tanti ragazzi
che oggi, in un contesto di "relativismo
sociale", pare abbiano perso i
valori e qualcosa in cui credere per mettere delle
solide basi alla
loro vita.
Sassaresu
Sardigna,
Marzo 2008.
|
Mi ero illuso che il sequestro
di Titti Pinna avesse fatto maturare
qualche sardo.
Pensavo
per tutti questi mesi che la barbarie di quel sequestro si
fosse conclusa lì e che c'avremmo messo una pietra sopra e
guardassimo
avanti.
Evidentemente
non è così visto che ci ritroviamo
ancora una
volta a
parlare di una donna che nella nostra Sardegna è stata
barbaramente
uccisa da dei balordi che non hanno coscienza che la vita
vale molto
più di un migliaio di euro.
Credevamo
tutti che
l'Anonima Sequestri fosse passata e ormai dimenticata.
Invece non è
così ed è triste vedere e soprattutto sapere che
una parte
della nostra
bella isola soffre a causa di alcuni criminali. Con questo
non vorrei
assolutamente criminalizzare la gente del Nuorese che da
ormai troppo
tempo sta subendo questa "mafia" tutta sarda dove vige la
legge del più
forte e dove abbiamo visto che nell'apertura del 2008 i morti
ammazzati
parevano non arrestarsi.
Certo,
qui si è trattato di un sequestro e non di una faida
ma poco cambia.
Una vita è sempre una vita.
Forse
proprio perché la vita è importante si deve
iniziare sopratutto
dalle
scuole ad educare gli alunni alla legalità e alla cultura
della
vita che in
nessun caso deve mai essere violata da qualche prepotente.
Dopo
questo caso non possiamo far finta che non sia successo nulla e
lasciare che tra pochi mesi si ritorni a questo tipo di situazioni. No!
Siamo
in un emergenza legalità che affonda le sue radici non tanto
nei
banditi, quanto nei ragazzi che hanno perso qualcosa in cui credere e
che
per il dio denaro ormai farebbero di tutto. Loro domani saranno il
futuro.
E proprio per far sì che il nostro futuro sia migliore
dobbiamo
ribellarci a
questo tipo di società.
Quanto
accaduto a Gavoi
dimostra che noi sardi abbiamo ancora bisogno
di crescere e che non
possiamo infischiarcene di quanto sia accaduto.
Pedru
Sardigna,
Marzo 2008.
|
 |
| Prozetu La Maddalena G8 2009 |
Quando
si parla di Fronte Unico, bisogna non escludere nessuno dal
dialogo
e dalla possibile creazione di un soggetto politico di
transizione,
alla causa dell’indipendenza sarda devono poter concorrere
tutti
i soggetti politici della nostra patria. Cosa significa i
moderati
si, i radicali no, forse IRS e SNI, il P.S.d’Az.? Se si
ragiona
in certe direzioni, cioè, andando a puntare il dito su
questo o
quel
comportamento di Sale o di Cumpostu, oppure pensando che il
sardismo
fosse un qualcosa di esaustivo politicamente…beh!
L’analisi
politica,
sa di insipienza politica! La selezione non ha senso,
distinguersi
tra coloro che fanno casino per l’immondizia e coloro che
invece
criticano di noglobal, chi si oppone all’alliga campana e
coloro
che
dicono che bisogna essere solidali e non murrungiare per qualche
tonnellata
di RSU (magari fumi di acciaieria)! Distinguere sempre l’
operato
della chiesa, cioè potere spirituale e potere temporale,
sarà
che da
bambino mi hanno insegnato a non mischiare politica e religione,
perché
se una delle due cerca di prevaricare l’altra, saranno solo
problemi.
Sulla laicità della futura Repubblica Sarda, non ci dovranno
essere
equivoci, bisogna che la chiesa viva nel rispetto della nostra
repubblica,
non dovremmo siglare ne patti lateranensi ne adeguare le
leggi
finanziarie a favore di scuole cattoliche o altro. Da chiarire
anche
il significato di antimilitarismo, se mai si avranno dei militari
da
gestire, questi non dovranno partecipare a nessuna azione di
“pace”
o di
guerra nei suoli di altre nazioni contro altri popoli, sia chiaro
che
dovremmo far parte di un sistema integrato europeo. Un
ambientalismo
che rivaluti le potenzialità dei territori, lo
sfruttamento
di energie alternative, come accadde nei paesi europei,
quindi
l’avviamento delle bonifiche delle ex miniere, il controllo
dei
Poli
Industriali (Porto Torres, Porto Vesme, Ottana, Macchiaredhu).
Produzione
e verticalizzazione dei nostri prodotti, nuove regole
urbanistiche
per le zone interne e nelle coste. Quando si analizza la
globalizzazione
bisogna stare attenti a non incorrere nell’errore e
farsi
fagocitare dalla omologazione, il bipolarismo ne è una fase
acuta!
L’umanità ha conosciuto grandi fasi
rivoluzionarie, basti
pensare
al Cristianesimo. La fase della caccia alle streghe del Medio
Evo,
l’Illuminismo, seguito dal grande evento del Socia
–lismo. Certo
non
dimenticando le rivoluzioni cruente in Francia, nei nascenti USA
che si
liberavano del Regno Unito, infine in Russia e Cina. Cadute le
paratie
del cosiddetto “socialismo reale”, è
rimasto un sistema
capitalistico
onnivoro, è per questo che in altre parti del pianeta
hanno
paura della “democrazia d’esportazione”,
fatta di guerre e
sfruttamento
di uomini e di risorse. Nelle Vs. pagine leggo pure in
modo
poco chiaro, di moderatismo, che secondo me non premia la causa
della
indipendenza sarda. Si cincischia su socialdemocrazia e
laburismo,
non ricordando che questi due filoni di pensiero sono figli
del
grande evento socialista. Cosa significa violenza? Forse che fare
politica
non sia un modo di vessare le altrui menti? Nelle fasi di
protesta
a fianco dei minatori, da studente e da lavoratore mi sono
trovato
al mio fianco persone di diverso credo politico, l’essersi
trovati
al porto il Pili della situazione, non va svantaggio di IRS o
SNI,
va a svantaggio dello stesso Pili, perché lui sotto comando
del
padrone
italiano di turno ha fatto di tutto per farci arrivare le
scorie
di fonderia, che sono cancerogene. Quando un sardo decide di
intraprendere
la via dell’indipendenza va da se che non riconosce le
imposizioni
dello stato oppressore, dunque la sua costituzione, la sua
bandiera,
l’imposizione di banche, sindacati, patronati, prefetti, una
miriade
di province. Se si decide di scendere in competizione
elettorale
è perché si è accettata una fase di
lotta politica
democratica,
come fanno altri movimenti in Europa e nel mondo, la lotta
armata
è stata esclusa a priori, nei nostri movimenti, poi se
qualcuno
sogna
Cuba, chi glielo impedisce? Vuol dire che nel suo REM,
c’è una
parola
che noi tutti dimentichiamo spesso: RISPETTO DELL’UOMO!
Cuba
sarebbe uno stato democratico, se gli USA da circa
cinquanta’anni
non
avessero attuato l’embargo, figurarsi un’isoletta
che ha tenuto
testa
ad una superpotenza, tutto muscoli e poco cervello, leggete le
ultime
fasi acute di recessione negli USA, dopo anni di guerra, di
promesse
demagogiche di democrazia, di aiuti con le conseguenze che ci
fanno
vedere oggi i media, dopo averle filtrate per propinarci le
menzogne
in salsa occidentale. Vedere tra le altre un esponente di
Fotza
Paris candidato con il PDL, che cosa è, asservimento calcolo
elettorale,
ricerca di unità o soltanto avere le idee poco chiare? Ce
n’
è,
ce n’è, di che meditare.
Saludi e trigu, Marco.
Sardigna,
Marzo 2008. |
Mostra
Antonio Ballero
Lo
sguardo fotografico del pittore
Città
Di Nuoro - Ex tribunale - Piazza Santa Maria della Neve
9
Dicembre 2007-30 marzo 2008
orario: 9.30 - 13.00 / 16.00 - 19.30
Lunedì chiuso - Ingresso libero
Locandina 
Istituto
Superiore Regionale Etnografico
Sardigna,
Marzo 2008. |
Cari
indipendentisti di U.R.N.,
ho
letto con attenzione alcuni vostri interventi, sinceramente su
alcune
critiche potrei anche trovarmi d’accordo, ma non su tutto il
contesto
che voi esaminate. Sono da bambino in politica, provengo da
una
famiglia di minatori social-comunisti, il mio curriculum politico
è
il
seguente: a 14 anni facevo parte della FGCI del Sulcis-Iglesiente,
lasciai
nel 1975-76, nel 1978 facevo parte de Su Populu Sardu, tra il
1980-81
facevo parte della Federazione del Sulcis del P.S.d’Az., nel
1989
ero Segretario Territoriale della CSS del Sulcis-Iglesiente.
All’
età
di circa 10 anni leggendo le Lettere dal carcere di Gramsci, capii
che il
PCI lo sorvegliava attraverso la cognata e che lo abbandonò
al
suo
destino. Nelle famose politiche metà anni ’70
(quelle del famoso
sorpasso
a sinistra mai avvenuto) lasciai definitivamente il PCI,
perché
un segretario del calibro di E. Berlinguer venne tenuto al
guinzaglio
dalla propria segreteria. Nel 1978 circa entrai a pieno in
Su
Populu Sardu, ve lo ricordate? Qualche anno più tardi si
compì,
secondo
me un grave errore, che fu quello di sciogliere il movimento
per
confluire nel P.S.d’Az. Pochi anni dopo Angelo Caria, e altri
indipendentisti
diedero vita a Sardigna Nazione, riproponendo il
progetto
indipendentista. Di seguito si ebbero gli anni del vento
sardista,
vento che divenne brezza quando i sardisti non ebbero il
coraggio
di portare avanti i loro famosi punti programmatici del
Congresso
di Carbonia. Il conseguente appiattimento a sinistra, le
fughe
di alcuni suoi dirigenti verso il centro, i soliti militanti che
portavano
avanti le battaglie per la lingua e la cultura (Mario Puddu).
In
quegli anni, nacque la CSS, dopo tanto lavoro alla base sardista e
non.
Ne divenni il Segretario territoriale, la battaglia sindacale che
ci
contraddistinse fu per l’ambiente, la salute e il lavoro, le
denunce
sulle
morti bianche a Portovesme e il degrado del territorio, la Zona
ad
Elevato Rischio di Crisi Ambientale. Ma non mancarono altri servizi
di
tutela dei lavoratori. Penso che i miei riferimenti politici siano
ancora
validi, vanno da Gramsci, a Lussu, a Mossa a quegli
indipendentisti
che negli anni ’80 lo stato italiano ha messo in galera
con
l’accusa di complotto separatista, ce n’eravamo
dimenticati di
questi
patrioti sardi?
Certamente
siamo dei naif! Non siamo professionisti della politica, ma
volerci
legare al 1968, al massimalismo, ai no global, non ci porta da
nessuna
parte! Se non ci prendiamo a cuore i problemi di popoli che
sono
in guerra per avere diritto ad uno stato, anche la CSS, non si
può
occupare
solo di diritti sindacali, senza esprimere solidarietà per
altri
lavoratori oppressi, se no voi che parlate pure di
socialdemocrazia,
il socialismo significa pure solidarietà verso il
prossimo,
o no? Nello statuto del sindacato sardo, anche se è stato
snaturato
nel corso dei congressi nazionali, vi sono ancora dei
contenuti
altissimi, a riguardo dell’uomo e dei propri diritti! Voi
citate
Voltair…
Possiamo
migliorare! Se ci abituassimo a ragionare un po di più e
concretizzare
meglio le nostre azioni, ne gioverebbe all’intera causa,
c’è
necessità che alcune personalità non
cristallizzino i movimenti,
che
devono essere una officina di idee e azioni politiche. Non bisogna
criminalizzare
nessuno per gli errori commessi in passato, bisogna che
la CSS
non sia prigioniera di qualche federazione e dei soliti noti,
bisogna
che ci diamo una sterzata, che questa sia riformista o no.
Bisogna
che ci diamo una regolata, se davvero si vuole arrivare al
traguardo
della liberazione nazionale, con linguaggio e segni anche
diversi
dagli attuali.
Marco
Cannas - SNI
Sardigna, Marzo 2008. |
Darwin Day a Cagliari: Invito
Conferenza
dibattito UAAR, Cagliari - 16 febbraio.
A cura
di Paolo Francalacci - Docente di genetica, università di
Sassari.
Alessio
Mameli
Sardigna,
Febbraio 2008.
|
A
volte mi chiedo verso che tipo di
società siamo prospettati, e più mi guardo
attorno e più vedo dei
peggioramenti significativi.
Sono sconcertato nel vedere in
particolare nei giovani che nessuno abbia voglia
ascoltare il suo
fratello in difficoltà, nessuno che abbia un briciolo di
solidarietà
verso chi soffre ed è emarginato, nessuno che abbia a cuore
le storie
di vita degli
altri ma che anzi, chiusi nell’io egoistico passano sopra
queste vicende che poi si
concludono nel peggiore delle ipotesi anche
con il suicidio.
Vedo che nei ragazzi in generale c’è una lacuna
profonda di valori che neanche la
scuola riesce a colmare. Vedo pure
che nella mentalità giovanile la spunta su tutti
una visione atea e
materialista della vita, mentre il sesso, i soldi, la droga e
l’alcool
la fanno da padrona nella mente di queste persone che volontariamente o
meno si
perdono nei meandri di una falsa luce e di una falsa gioia e
che poi domani saranno
la nostra società.
Io però a tutto ciò non ci sto e credo che sia
necessario un maggiore
intervento da
parte delle istituzioni, in particolare dalla scuola che
ormai pare aver perso il suo ruolo
fondamentale di crescita dei ragazzi
e anche dai parte dei genitori che perlopiù separati
o divorziati
sviano dalla via del bene i loro figli.
Non si può accettare
infatti di vedere delle ragazzine che escono in giro con
l’ombelico
di
fuori (quasi non sapessimo che anche loro ce l’hanno) e che
con degli
atteggiamenti
provocanti si strusciano nelle discoteche sui vari
ragazzi che capitano a tiro, fatto
esclusivamente per un proprio
piacere personale.
Davanti a tanta robaccia credo che sia
quantomeno ingrato non riconoscere che siamo
in una società dove c’è la
New Age relativista, dove tutti esprimono la propria idea
come nei vari
“Grande Fratello” o “Buona
Domenica” lanciando messaggi subliminali
ai
giovani e non andando a ricercare la verità che potrebbe
realmente
aiutarli a
vivere meglio. Tutto ciò porterebbe i giovani a trasformare
la loro età più bella in
un grande falò.
Pietro
Serra
Sorso,
Febbraio 2008. |
Ancora una volta in Italia si
è ricordata per tutta la giornata del 27
gennaio
con degli speciali alla televisione ed alla radio la cosiddetta
“giornata della
memoria”.
Sia
chiaro che io non ho nulla in
contrario al ricordo di questo efferato
sterminio verso il popolo ebreo
effettuato dal regime nazista, però credo
che sia doveroso aprire
un’altra parentesi sulle foibe.
Mi
sorprende che la giornata sia
chiamata appunto “della memoria” e si
ricordi soltanto una volta
all’anno mentre sull’uccisione di centinaia e
centinaia
di italiani,
accusati apertamente dal regime comunista jugoslavo di essere
dei
criminali, non vengano ricordati, e la loro memoria addirittura sepolta.
Abbiamo
dimenticato per oltre 50 anni una delle pagine più buie e
dolorose
della nostra storia, con dei vuoti incolmabili e dei silenzi
che lasciano un
senso di nausea nelle nostre coscienze.
Dimentichiamo,
o meglio non ci
hanno fatto conoscere, che dei nostri
connazionali sono stati
massacrati senza alcuna pietà e con un inaudita
ferocia da parte del
regime comunista di Tito. Gli stessi comunisti ora chiamati
partigiani
che fecero una grande disinformazione tacciando chi ne evocava la
memoria di essere “fascisti”. E anche qui
bisognerebbe specificare che
il regime
fascista guidato da Benito Mussolini, era alleato al tedesco
di Adolf Hitler solo
per scopi politici. Non mi risulta infatti, così
come non risulta nei testi storici
che Mussolini abbia ucciso alcuno se
non al massimo mandato al confino, a
causa delle aberranti leggi
razziali. Quindi anche su la resistenza bisognerebbe
approfondire bene
la storia. Non i nostri salvatori che hanno cacciato con
l’aiuto
americano il regime di Mussolini ma gli stessi che ora riteniamo tanto
democratici
da far cadere un regime e che essendo per loro natura anti
fascisti uccisero
anche donne e bambini fedeli al Duce.
Ma
tornando al tema, peso che
evidentemente la colpa degli italiani, era proprio
di esser nati nella
nostra Nazione e quindi essere costretti ad emigrare o a servire
la
patria straniera. Fortunatamente parte di loro vennero esiliati ma
accolti come
degli esseri inferiori e indesiderati.
Concludo
con
un ricordo particolare verso questi uomini che morirono,
così come
gli
ebrei e tutte le altre “razze” massacrate dai
regimi totalitari
auspicando che la
storia, per la maggior parte in mano alla sinistra,
venga ricordata con un’unica
giornata per la memoria che ricordi tutte
le vittime di tutti i regimi totalitari.
Pietro Serra
Sorso,
Gennaio 2008.
|
La cosidetta emergenza rifiuti
è ormai un fatto consolidato che in realtà si
tratta di una emergenza politica, infatti da 14 anni si
susseguono ben 9
commissari scelti dal governo italiano e pagati tra l’altro
ben 400.000 €
l’anno è costata finora dal 1994 al 2007 1,5 Mld
di €, non sono serviti ad
iniziare a risolvere il gravissimo problema di salute pubblica, se
è vero come
denunciato dall’Agenzia di Protezione Ambientale che i fuochi
appiccati ai
rifiuti per le strade sviluppano grandi quantità della
pericolsa e nociva –diossina-.
L’ex commissario Di Palma che attualmente guida la provincia
di Napoli, spese
725 mila € in quattro anni di telefonate, il sistema
informatico per spiegare ai
cittadini come comportarsi sui rifiuti ha realizzato un call-center con
100
dipendenti in carico alla Ericsonn e risultato inutilizzato:
è costato 4 Mln di €.
La Corte dei Conti ha condannato Bassolino a risarcire il danno
erariale per 3,2
Mln di €. Bassolino è chiamato a rispondere assieme
ad altri funzionari regionali
il 28 gennaio in tribunale di imputazioni quali abuso, frode e truffa.
Inoltre
vi sono varie interrogazioni di consiglieri regionali di opposizione,
sulle
stranezze che vedono coinvolto il suo consulente Soprano e Impregilo
(gruppo
Fiat) sulla gestione e costruzione di due termovalorizzatori in
Campania e 7 impianti
di cdr, per la produzione delle cosidette –ecoballe- si
tratta dei rifiuti selezionati per
essere inviati o al termovalorizzatore ouure in discarica controllata.
Lo smaltimento
dei rifiuti è un grande affare anche per le ferrovie infatti
la Ecolog ex società Fs che
ha un credito con il commissario per l’emergenza in Campania
per 54 Mln di €, il
commissario Bertolaso accertò che finora il servizio di
trasporto in Germania è
costato 563 Mln di €. Attualmente è
l’unico soggetto abilitato, e carica ogni giorno
fino a 1200 tonnellate di rifiuti dei 7000 prodotti in Campania, dove
vengono trasferiti
all’inceneritore di Bremerhaven e alla discarica di Lipsia.
Il costo è attualmente di 400 €
a tonnellata. Ogni giorno un treno costa 200 mila € che sono
la metà di tutto il fatturato
italiano della Fs division Ecolog. La Corte dei Conti ha
evidenziato che sostenere una
spesa per decine di migliaia di euro al mese in stoccaggi e
trasferimenti porti ad
arricchire la malavita che sta dietro al mercato dei rifiuti (dati
Sole-24 Ore) Avviene che
la società scelta dal commissario straordinario
probabilmente il noto De Gennaro
coadiuvato da un generale ha tanti pieni poteri (decreto non ancora
pubblico)da
sospendere le leggi italiane sulla VIA (valutazione d’impatto
ambientale).
Cosi si può riaprire la discarica –esaurita-
Pianura. Risulta che i primi camion
di rifiuti scaricati dalla nave a Cagliari sono della ditta Fibe spa
pluriinquisita e
proprietaria di diverse diascariche e al centro di varie inchieste
della magistratura.
Inoltre i camion provengono da due discariche, quella di Acerra,
gestita dalla Asia
Napoli Spa, l’altra dalla Pomigliano Ambiente Spa.
Quest’ultima risulta a totale
partecipazione del comune di Pomigliano, dunque il denaro dei
contribuenti sardi e
italiani finiscono nelle Casse Comunali di amministratori che non sanno
e non vogliono
sino a prova contraria ( da giudicare in sede giudiziaria) risolvere il
problema sul
proprio territorio (dati Giornale di Sardegna) così come
previsto dalle vigenti norme
(decreto Ronchi) che tutti dal signor Soru attualmente Governatore al
suo collega
Bassolino devono rispettare ed applicare(anche quando sono iscritti nei
registri degli
indagati di reati). Per chiudere l’analisi campana,
c’è da osservare che le famose
ecoballe che vengono trasferite attgualmente solo in Germania, per lo
smaltimento
costano 170-205 € in treno; costa solo in stoccaggio ben 500
€.Ma noi Sardi
possiamo smaltire bruciandoli o nelle discariche come ha dichiarato il
Governatore
tornato dall’incontro con Prodi, nel quale hanno deciso di
tenere segreto l’accordo
che annulla la validità della legge regionale del 2001 che
impone che non possano
transitare nella nostra isola rifiuti di altre regioni a qualunque
titolo, oltre a tenere
segreto il quantitativo e la qualità dei rifiuti (in Tv si
sono visti cumuli di sacchetti,
materassi,batterie di auto e di elettrodomestici) che dovrebbero essere
quelli
raccolti con le ruspe dalle strade (dunque non si tratta delle ecoballe
pronte per
essere spedite in Germania, come più volte detto nella
televisione).
La Commissione Europea ha dato un ultimatum scaduto il 24 dicembre per
nuove aperture di discariche, dato che ciò non è
accaduto, si è aperta la
procedura d’infrazione alle direttive europee.
L’emergenza sanitaria causata
da rifiuti organici e dai fuochi nelle strade che a detta del Ministero
dell'Ambiente
e dell’ARPAC, sviluppano il noto agente cancerogeno
–diossina- sono alla base
della cosidetta “emergenza rifiuti”. Dato lo
smaltimento già avvenuto nel
termodistruttore chiamato anche valorizzatore di Macchiareddu, il quale
da notizie
di stampa risulta non idoneo al controllo delle emissioni di diossina?
Ma il
Governatore sardo ha dichiarato più volte nella Tv sarda che
si tratta di “lattuga,
come i rifiuti che anche noi produciamo”. Ma tutti i sardi
hanno visto le ruspe scaricare
sui camion i rifiuti raccolti,senza nessuna cernita. Esattamente come
ha denunciato la
Commissione d’Inchiesta che ha rilevato la presenza anche di
gomme con tanto di
cerchione metallico, all’interno di una ecoballa, e sostanze
altamente tossiche (relazione
del 2006). Per ultimo ecco la clamorosa notizia che la
Presidente del Consiglio
Regionale partenopeo è stata sottoposta ad una carcerazione
domiciliare assieme
ad altri 20 imputati di vari reati connessi con
l’attività di raccolta dei rifiuti.
Ma
ecco un quadro parziale della situazione de sa Sardynnia, grazie al
lavoro
realizzato dagli enti locali, su sollecitazione di Province e Regione:
il livello della
raccolta differenziata dei rifiuti è cresciuto, abbiamo
comunque un’autonomia di
smaltimento fino al 2010, non è tanto, considerato che
restiamo un’isola e che i rifiuti
non si trasferiscono con internet, come si fa con il denaro, siamo
comunque la prima
regione del cosidetto “mezzogiorno
d’Italia” con il 20 % di raccolta. Produciamo 860
mila tonnellate all’anno e la provincia di Cagliari ha la
percentuale più alta con il
34 % e i cittadini cagliaritani sono tra i maggiori produttori con 503
kg a testa, e
per incapacità della attuale giunta non si effettua ancora
la raccolta differenziata
su tutto il territorio, superati solo dai comuni turistici
quali Stintino dover nel periodo
estivo si arriva a 2000 kg. Esistono solo due termodistruttori chiamati
“valorizzatori” in
quanto producono energia, dall’incenerimento. Sono gli
impianti di Macchiareddu e
Macomer e trattano il 25 % del totale. Lo smaltimento dei rifiuti
urbani costa
mediamente in Sardinnya, 105 €, la più alta
è la tariffa di Macchiareddu con
135 € a tonnellata. C’è il grave problema
che nella provincia di Oristano il sito
di Bau Craboni è esaurito e si continua a conferire nella
discarica grazie alle
proroghe regionali che ne sospendono la chiusura. Per marzo
è prevista la
definitiva chiusura, salvo la accettazione fatta da tutti i sindaci di
ampliare la
discarica per altri 50 mila metri cubi, in caso contrario i rifiuti
andrebbero conferiti
da altre parti, costringendo così i comuni ad aumentare le
tariffe, dato l’alto costo
per il trasporto e lo smaltimento.Ma c’è
già finanziato un progetto della provincia
di Oristano per la costruzione di un impianto di termovalorizzaqzione a
recupero
di energia, con tecnologia molto avanzata. Le attuali volumetrie in
Sardegna
garantiscono altri due anni di autonomia. Naturalmente se si estende
come
previsto la raccolta differenziata, viene a diminuire la
quantità da portare
definitivamente in discarica al posto delle ceneri e quella limitata
raccolta di
rifiuti non recupearabili altrimenti. Un ottimo esempio che dovrebbe
seguire la
Giunta comunale di Cagliari è dato dai comuni del Parteolla,
da tre anni effettuano
la selezione dei rifiuti Dolianova, Settimo, Soleminis, Barrali e
Donori, mentre
Serdiana ha iniziato la raccolta differenziata solo dopo la chiusura
(si spera
definitiva senza ulteriori proroghe dell’impianto della
Ecoserdiana, attualmente
l’umido viene trasferito a Villacidro, il secco residuale a
Macchiareddu, il vetro
e la plastica e la carta ad altri impianti specializzati. In questo
quadro positivo
s’inserisce il problema di voler realizzare un impianto di
termodistruttotre a
Ottana contro il parere dato da comuni e provincia, la giunta regionale
insiste
anche oggi nel 2008.
Le
ultime notizie raccontano che l’Assesore regionale
all’Ambiente della Sardegna,
ha rivelato che dobbiamo accogliere 5-6000 tonnellate di rifiuti, che
verranno
bruciati a Macchiareddu , in forma di non intralciare la
routine, noi sappiamo
che i rifiuti che arrivano dalla Campania, sono i cumuli abbandonati da
vari giorni nelle strade.
Associazione
patria sarda terra e populu
Giancarlo Nonis
Oristano,
Gennaio 2008.
|
Quanto avvenuto contro il
Pontefice a Roma è a dir poco ai limiti del
decente e della tolleranza.
Francamente
mi vergogno di esser un cittadino italiano e sollevo i miei
dubbi sulla democrazia di questo Stato in cui prevalgono delle frange
di
professori figli del ‘68 e da dei ragazzetti oscurantisti che
non
accettano
le idee altrui e vorrebbero imporre le loro (ammesso che
realmente ne
abbiano), avendo come unico obiettivo e scopo di vita un
becero illuminismo
laicistico ottocentesco.
Forse
ancora non sanno
che tale Università è stata fondata dalla stessa
volontà
del Papa
Bonifacio VIII, quindi non da un semplice clericale ma addirittura dal
Capo della Chiesa. Evidentemente non hanno capito che il vero
oscurantismo lo
fanno loro tacciando i cattolici e non il Santo Padre
poiché esso era pronto ad
un “confronto” nonostante dall’altra
parte
c’era una barriera invalicabile di
comunisti anti democratici.
Verrebbe
da riflettere sul fatto che vari Papi nel corso della storia
hanno potuto
parlare in stati comunisti come aveva fatto il Papa
precedente Giovanni Paolo II a
Cuba e in altri stati dove vigeva la
dittatura e non lo può fare a Roma, nella
sua città.
Siamo
in uno
Stato in cui si predica bene sulla laicità tanto ostentata
dalla
sinistra e dove non si vuole offendere le altre religioni, mentre nel
nome della
libertà di espressione è consentito sputare in
faccia a
Benedetto XVI dandogli
sui giornali del “pastore tedesco” e si vieta
agli italiani nelle scuole di portare
del salame se ci sono dei bambini
islamici.
Davanti
al mondo stiamo facendo la figura (vista anche
l’incresciosa situazione
dei rifiuti napoletani) dei maleducati, degli
irrispettosi, degli intolleranti e delle
persone prive di morale.
Peggio
che mai in questa situazione è stato il mondo politico che
ricorda i
farisei che con la bocca benedivano e col cuore maledivano
dando solidarietà
al Santo Padre e nel contempo aizzando in maniera del
tutto trasparente
questi giovanotti . E non posso dunque che dar
ragione a Pier Ferdinando
Casini, quando dice che se questi sono i
professori, dovremmo realmente
temere a cosa andranno incontro ai
nostri figli.
Mi
auguro vivamente che domenica Roma sia gremita da migliaia e
migliaia di persone per manifestare totale solidarietà al
Capo della
Chiesa
Cattolica e Vescovo di Roma come fatto dai giovani di Comunione
e Liberazione
durante l’udienza generale del mercoledì.
Pietro Serra
Sorso,
Gennaio 2008.
|
Vi
faccio i miei complimenti per il lavoro che state svolgendo con
URN
Sardinnya, condivido la vostra osservazione di dover
capitalizzare
il momento di debolezza della politica italiana in
questo
momento sull'isola criticando tutta la partitocrazia romana
per la
responsabilità del danno e non solo Soru.
Vargiu
Tempio,
Gennaio 2008. |
Quanto
avvenuto nel primo pomeriggio di
giovedì nel porto canale di Cagliari
credo che debba indurci tutti ed
in particolare ai sardi ad un'attenta e seria
riflessione sull'operato
del centro destra e degli indipendentisti all'interno
della nostra
isola.
Le scene di lotta corpo a
corpo con la Polizia credo che
siano stati solo un
misero tentativo politico e mediatico di mettersi
alla ribalta della cronaca pur
di accumulare nuovi voti.
In
particolare mi riferisco a gli indipendentisti iRS (indipendentzia
Repubrica de
Sardigna) che guidati dal loro leader in stile barbarico,
Gavino Sale, presidente di
tale partito e consigliere provinciale a
Sassari che aiutato dal suo ex presidente di
partito Bustianu Cumpostu
di Sardigna Natzione hanno fatto sì che insieme a
Mauro Pili di Forza
Italia ed altri membri di Alleanza Nazionale e Azione Giovani
s'impedisse l'attracco della nave con i rifiuti della Campania.
Mi meraviglia più
che altro che tali indipendentisti all'interno del
loro forum si
proclamino "nonviolenti" e peggio ancora solidali e
filo-gandhiani. Un esempio su
tutti credo che possa essere il suo
arresto che grazie alla cinquantina dei suoi
"compagni" è stato
letteralmente strappato dalle forze dell'ordine.
Chiudendo la
parentesi indipendentista, credo che sia doveroso aprirne un'altra sul
centro destra che ha fatto sì che gli indipendentisti
prevalessero e la
manifestazione
inizialmente pacifica si trasformasse in vera guerriglia
urbana, ai limiti del decente.
Stupisce anche che loro
provengono
dall'area conservatrice e che a loro, a cui
spetterebbe la salvaguardia
delle radici italiane si siano alleati a degli indipendentisti
che
tutto fanno (magari incosciamente) fuorchè voler bene la
Sardegna.
Dispiace però
il fatto che siano venuti meno anche all'unità nazionale
non aiutando i nostri
connazionali della Campania a gestire l'emergenza
in attesa di una soluzione e che
si siano alleati come dicevo prima a
gli indipendentisti.
Spero che questi fatti
gravissimi i sardi non li vedano come gesti
coraggiosi ma per
quello che realmente sono, cioè atti delinquenziali
di dimostranti che sembrano
provenire dai centri sociali.
Concludendo mi pongo una
domanda.
Queste persone sanno cosa
è realmente la solidarietà?
Pietro Serra
Sorso,
Gennaio 2008.
|
Allarme rosso, una nave carica
di 1500 tonnellate di
rifiuti sta partendo da Napoli per scaricare a Cagliari,
(rai 3 ore 19,45 mercoledi 9 ) probabile arrivo giovedi
pomeriggio o sera e probabile l'attracco nel Porto
Canale.
Mobilitiamoci per impedire che
ciò avvenga
Associazione Patria Sarda Terra e Populu
Oristano,
Gennaio 2008.
|
Lettera
di un italiano
Nel vedere certe immagini a
volte mi vergogno perfino di essere italiano.
Non
capisco come mai in una Nazione evoluta come la nostra che non
è
certo da Terzo Mondo ci siano ancora problemi sullo smaltimento dei
rifiuti
come sta drammaticamente avvenendo in queste ore non solo a
Napoli ma
anche nel resto della Campania.
E’
a dir poco deprimente
vedere immagini di persone che passeggiano in
mezzo a quella che ora è
un’immensa discarica a cielo aperto che fino a
pochissimi anni fa era
conosciuta non solo per l’eccezionale pizza e canzoni
ma anche per i
suoi artisti che hanno avuto una fama internazionale.
E’
sconcertante vedere e sapere anche che le discariche abusive aumentano
e
che la camorra prenda sempre più piede nella
città partenopea
nonostante il
Governo provi ora (inefficacemente) di trovare una
soluzione per questi rifiuti.
Non
credo in tutta onestà però
che la loro immondizia debba ricadere su di noi
e tantomeno in Sardegna
che par esser diventata la “pattumiera
d’Italia” da
quando questa
situazione è esplosa, già dai mesi scorsi.
Credo
che l’atto
dell’accettazione incondizionata da parte di Renato Soru
creerebbe un
grave precedente che si ripercuoterà in maniera inevitabile
sulla
nostra popolazione.
Se
la notizia fosse confermata dai fatti e non
solo dalle dichiarazioni d’intenti ci
ritroveremmo (e credetemi non è
un atto di campanilismo) ad essere considerati
come dicevo prima la
“pattumiera d’Italia”.
Pertanto
sarebbe opportuno rifiutare la
loro spazzatura nel caso le altre regioni non
collaborassero ma nel
contempo riterrei giusto accettarla qualora ci fossero le
condizioni
per poterla smaltire non solo nell’Isola ma anche nelle
restanti
regioni
italiane.
Pietro Serra
Sorso,
Gennaio 2008.
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COMUNICATO STAMPA
Del 08/01/2008
SUI RIFIUTI CAMPANI
Le recenti allarmanti notizie
sul pericolo che siano stoccati in Sardegna
i rifiuti campani induce il PSdAz a prendere una posizione netta e
intransigente.
La situazione campana ha
prodotto emergenza per via della collusione di troppe
amministrazioni con la camorra, dato che in oltre quindici anni nessuno
ha mai
voluto affrontare e risolvere un problema che altre regioni hanno
brillantemente risolto.
Non è tollerabile che
il frutto delle altrui collusioni, frutto di scelte politiche
deliberate
e scellerate, siano scaricati anche sulla Sardegna per via di una male
interpretata
solidarietà nazionale.
La solidarietà
è mancata, anche ultimamente, quando lo Stato, in evidente
collisione
con la UE, ha deciso di prolungare il monopolio della Tirrenia, che
tanti danni e
umiliazioni hanno prodotto alla popolazione sarda per via della mala
gestione campana.
Una cosa sono le emergenze
dovute a situazioni imprevedibili come alluvioni, terremoti,
calamità, altro è spacciare per emergenza
ciò che la Regione Campania ha il dovere di
risolvere con azioni amministrative conseguenti.
I Sindaci sardi non sono
disposti ad accogliere neppure un chilo di spazzatura prodotta
dalla camorra, altrimenti passerebbe il principio che chi dolosamente
non ottempera alle
leggi può contare sulla solidarietà altrui,
cioè può scaricare su altri i costi delle proprie
scelleratezze.
In nome della
solidarietà nazionale si comincino a smantellare i poligoni
sardi e li si
conferiscano altrove. Dopo che le servitù militari saranno
ridistribuite tra le altre Regioni,
e la Regione Campania sarà commissariata, allora si
potrà valutare se partecipare a
interventi che, per i sardisti, hanno il sapore amaro di una ennesima
beffa.
On.le
Giuseppe Atzeri
Sardista
Cagliari, Gennaio 2008.
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Conferenza Internazionale A
Tortoli' - Nuove Scoperte -
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L’Accademia
dei Nuraghi
La
Città di Tortolì
L’Assessorato
alla Cultura
La
Biblioteca Comunale L’Associazione Nura culture Mediterranee
di Parigi
Presentano:
1^
Conferenza Internazionale
“La
Sardegna Nuragica nella Storia delle navigazioni
Mediterranee”
Domenica
06 Gennaio 2008 ore 1600
Teatro
Comunale “ San Francesco” Piazza Fra Locci
Tortolì
Coordinatore:
Nino Melis ( Giornalista )
Inizio
Lavori ore 1600
Con la
partecipazione dei Relatori:
“
Navigazione antica nel Mediterraneo”
Dott.
Pierre Guy Vansis Stephanopoulos (Archeologo e giornalista scientifico
Greco — Francese).
“
L’ossidiana del Monte Arci e la sua diffusione nel
Mediterraneo”
Sig.
Giorgio Cannas (Presidente del Laboratorio di Archeologia Sperimentale
e
Ricerca di Terralba).
“Navi,
rotte e porti . ruolo dei nuragici nella navigazione antica”.
Comandante
di Lungo Corso Pisu GianGiacomo ( scrittore, presidente
onorario
dell’Accademia dei Nuraghi).
“I
segreti dei fondali Sardi.”
Prof.
Roberto Barbieri ( Biologo marino e ricercatore ).
“Conoscenza
dell’astronomia delle antiche genti Sarde”.
Prof.
GianNicola Cabizza ( Archeoastronomo )
“Cala
Del Vino Nuove Scoperte”
Sig.
Eugenio Muroni Sub Sovrintendenza Sassari/Nuoro
DIBATTITO
Nugorese
Nugoro, Gennaio
2008.
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| Arti - Conoscere la Sardegna |
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| Cinema - L' attrice
internazionale Sarda Caterina Murino |
Auguri
di buon anno!
Complimenti per il vostro lavoro.
Pascale
Thiniscole,
Gennaio 2008.
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