
Domande
di P. Daniele; replica B. Adriano.
Gennaio 2006 - Agg. Aprile 2008.
- Ricordiamo, che cos'
è URN Sardinnya?
Un
gruppo di privati cittadini che ha dato forma ad un mezzo di
comunicazione
(politica e non) quale il presente Portale.
-
Con quali finalità?
Differenti
e concomitanti, intanto separare il confine tra faziosità e
valore
universale
del concetto di indipendenza, ovvero non negando a nessuno
la
sua legittima professione ideologica, ma ribadendo chiaramente e
senza
contraddizioni che un popolo è costituito da diverse
estrazioni di
pensiero.
-
Troppa sinistra?
Non vi sono dubbi, è un fisiologico retaggio storico. Ma il
problema non è
solo questo, ma di quale sinistra stiamo parlando, si tratta di una
sinistra ferma a concezioni radicali, questo pianeta indipendentista
affonda le sue radici in un ambito contestativo e no-global.
Non si è ancora avuto il passaggio verso una chiara visione
socialdemocratica aperta al mercato moderno e ad una chiara interazione
con la Comunità Internazionale.
Oltre che del proprio popolo, prevalentemente attraversato da dinamiche
moderate e riformiste.
-
Spieghiamo ai lettori, che cosa è il moderatismo?
Dobbiamo andare oltre la concezione filo-conservatrice:
Il moderatismo è dato dalla sintesi di una fascia
generica di elettorato che
si discosta dalle appendici estreme presenti nel panorama politico.
Spesso
il metro di unione è dato da più fattori che
puntano a convergere
in
un dato soggetto politico.
Alcuni
di questi fattori sono (ad esempio) il ripudio delle ideologie, delle
tecniche
di linguaggio massimalistiche, con la conseguente ricerca di una
stabilità sociale ed economica basata su una realpolitik
contrapposta ad
ideologie utopiche ed impraticabili, sia a destra che a sinistra.
Ma il
bacino di questo fenomeno è in costante espansione, vanno
inglobandosi
svariati valori generici, quali la tutela della famiglia,
l' affermazione di
una giustizia sociale, etc.
- Le dirigenze politiche
indipendentiste non ne sono al corrente?
Certamente sono avanti rispetto alla propria militanza, ma pur di
preservare irrisorie percentuali di bandiera, persistono con il classico
conservatorismo che lede l' immagine agli occhi della Pubblica Opinione
del concetto stesso di indipendenza, alienandosi di fatto dal panorama
politico e stabilizzandosi su margini elettorali esigui.
-
Proseguiamo con le finalità di URN Sardinnya.
Veicolare un volto riformista della causa, rivoluzionare l' immagine
demolendo i classici luoghi comuni, addirittura per simbolistiche.
Offrire spunti differenti, segnare un punto di rottura con tradizioni
del tutto
fallimentari.
Presentiamo inoltre approfondimenti e/o informazione, non solo
politica, ma
anche attualità, cronaca, esteri, costume, etc.
-
URN Sardinnya è di "destra o di sinistra"?
URN Sardinnya è un mezzo di comunicazione web imparziale,
denuncia
gli eccessi di radicalismo ideologico, promuove il pluralismo e sostiene
la nascita di un Fronte democratico formato da movimenti sia di destra
che di sinistra. Partendo proprio dall' auspicio che le forze politiche
identitarie di sinistra viaggino verso una soggettività
laburista.
-
Quindi nessun auspicio di partito unico?
Assolutamente nò, teoremi novecenteschi superati.
Solo un Fronte pluralista costituito da movimenti-specchio della
democrazia Sarda potranno rappresentare degnamente la Natzione.
-
Che cos' è il "Sardismo diffuso"?
L' intuizione di Mario Melis, celebre sardista. Tempo dopo disintegrata
dai
suoi stessi sostenitori con non poca eleganza.
-
Perchè?
Perchè si temeva e si teme di legittimare terzi "sardismi"
al di fuori
dell' azionismo, il chè mina le basi stesse del Partidu
Sardu.
Indirettamente, così facendo, si dà anche un
grande aiuto a chi intende
tenerci divisi ed incapaci di coordinarci in un Fronte.
-
Ma come dobbiamo interpretare dunque l' esistenza di diversi "sardismi"?
Il sardismo tradizionale, sorto e veicolato dall' intellighentzia
azionista è
spirato da tempo. Oggi ci ritroviamo niente di più che
contenitori politici
portatori di valori un tempo esclusivamente azionisti.
Noi abbiamo definito "Sociale" il sardismo diffuso poichè l'
esistenza di
svariate sigle sardiste non è una mera manovra politica,
presunta o reale,
ma se ha un così valido successo, evidentemente Melis fu il
precursore
del riconoscimento di un nuovo fenomeno:
Non
è altro che la proiezione culturale residua di un popolo in
forte crisi
di identità ma che non si riconosce compiutamente in una
identità italiana.
Il sardismo sociale quindi a livello politico è un processo
fondamentale da
studiare poichè la moltiplicazione di sigle in tal senso ha
dimostrato
l' esistenza di un considerevole bacino elettorale trasversalista
identitario.
- E
quelli che vedono come una favola tale fenomeno?
Si tratta degli "esorcisti".
-
Chi sarebbero?
Nel giornalismo italiano, Pansa definisce esorcisti coloro i quali nel
loro
ambito ideologico negano un fenomeno reale pur di tirare l'acqua al
proprio
mulino o circolo accademico, si tratta della stessa dinamica.
Sigle ad esempio come Fortza Paris non sono solo il sintomo di azioni
politiche unioniste, ma il costante consenso che riscuote presso una
fetta
di Sardi, ne dimostra una marcata valenza identitaria a cui tale fascia
sociale di popolo fa riferimento.
Il sardismo è dunque ormai evoluto al rango di enorme
contenitore
generico identitario, non più ascrivibile ai criteri ben
delimitati del PS d' Az.
-
Le formule del "tutti dentro" laico-progressiste ma aperte ai cattolici
non
pagano?
I fatti parlano da sè.
-
Chi sono i "cattolici"?
Fasce di popolazione identitarie trasversalmente presenti nella
società
Sarda contemporanea, prevalentemente ignorate dalla politica
identitaria.
-
Perchè?
Perchè gli storici potrebbero anche trovare logico che
formazioni politiche
avverse al Vaticano, pur dichiarandosi aperte al cattolicesimo, ma
storicamente antitetiche alla regia medesima dei valori cristiani non
risultino credibili in tale "apertura".
- I
valori cristiani possono oggi essere veicolati anche da formazioni
laiche.
Difficile spiegarlo agli elettori se ci si allea sempre con coalizioni
progressiste e/o si hanno scritti di movimento palesemente distonici dalla
regia
Vaticana. Senza peraltro averne di seri contatti con tale regia.
Chiunque può mettersi all' angolo di una strada e fare il
predicatore
solitario.
-
E' un bene la nascita di sigle quali Fortza Paris? Non creano
più
confusione
identitaria nel Paese replicando inoltre il gioco dell' unionismo?
Fortza Paris è un' esperienza politica recente di evidente stampo
democristiano.
Ma prima di essi, nella destra politica sarda non esisteva
alcunchè di
identitario. Non si capisce perchè essere infelici se il
sardismo ha
contaminato anche tale parte politica. Ben vengano, sono Sardi
esattamente come tutti gli altri. Finiamola col fare figli e figliastri
in
maniera sciocca ed antitetica al criterio della concordia natzionale.
La Natzione è la sintesi di più esperienze, la
base del nostro spirito
democratico.
- E
con il Sardismo diffuso/sociale, che fare?
Evitare giudizi accademici ridicoli ed aprire a seri studi di natura
sondaggistico-statistica, chissà che non ne vengano fuori
dati interessanti
per gli attuali movimenti da applicare per una seria riforma
concettuale e
comunicativa delle rispettive pertinenze.
-
Cos' è il Fronte Unitario?
Qualcosa che faremo quando tutti i movimenti capiranno la
necessità di
coordinarsi tra di essi, evitando ciascuno l' arroganza di poter
rappresentare
tutti i sardi, anche per i motivi sopra spiegati, acquisendo
così, vero "senso
dello stato".
Occorre legittimazione reciproca.
-
Cos' è la LSC?
La volontà di capire che se non si superano i campanilismi,
l' assenza di
una grammatica unitaria decreterà la fine della nostra
lingua.
-
Chi lo dice?
I dati delle Nazioni Unite, studiando i fenomeni che hanno determinato
negli ultimi decenni la scomparsa di vari idiomi a livello mondiale.
- E
le nostre varianti?
E chi le tocca? La parola d' ordine è integrare lo standard,
non sostituire
le varianti con lo standard medesimo.
Non esiste popolo senza lingua unitaria, politicamente e socialmente
parlando, s' intende.
-
Cos' è il colonialismo?
Un termine attuale per la nostra realtà in Sardegna, un
termine antiquato
per l' attuale dibattito politico.
-
Quindi?
Se vogliamo convincere i Sardi che il termine è attuale,
paradossalmente,
rischiamo di allontanarci sempre più da essi.
Non stà scritto da nessuna parte che per essere
indipendentisti oggi sia
necessario fare sfoggio di tali terminologie.
Niente ci vieta di tutelare il diritto all' indipendenza rimuovendo
aspetti
comunicativi distonici dal pensiero politico contermporaneo.
-
Cos' è l' indipendenza?
Un valore universale apolitico, ma attraversato da pensieri quali il
liberismo
ed il socialismo.
-
Non tutti la pensano così.
Non è indipendentista colui che non rispetta il pluralismo
ideologico del
popolo che intende rappresentare.
-
Ergo il "trasgressore" si dovrebbe limitare alla sua parte ideologica
di
riferimento?
Senza ombra di dubbio, anch' esso sarebbe un presupposto per un efficace
Fronte Unitario di rappresentatività popolare.
Coerenza, evitare il già citato "tutti dentro", "siamo
colà, ma aperti a...".
Per chi ci crede.
-
Le ripetute sconfitte elettorali non hanno insegnato nulla?
Nò, perchè i movimenti sono gestiti da monarchie
dirigenziali,
puntuali
nell' addebitare i propri fallimenti al "sistema" e/o sempre e comunque
agli avversari "servilisti".
Talvolta persino ai sardi stessi.
Monarchi tutt' altro che riformisti, ma grandi conservatori.
Ricordiamo
inoltre che l' indipendentismo non è un modello sociale, non
dobbiamo
imporre noi al popolo qualcosa, ma è il popolo che deve
essere
assecondato
politicamente dall' indipendentismo.
Un concetto che rende chiara la rottura con una tradizione di tipologia
comunista dell' indipendentismo, una ideologia autoritaria
tendente ad
imporre al popolo la sua visione sociale.
-
Qualcuno ritiene che oggi la lotta non sia più di "classe"
ma di "popolo",
che
ne pensa?
Che un popolo privo di coscienza non conduce nessuna lotta, men che
meno una "classe", di qualsivoglia attribuzione sia composta.
-
Come si sviluppa la coscienza di popolo?
Scoprendo l' acqua calda giorno per giorno, la politica deve adeguarsi
al
nuovo sardismo diffuso e solo allora, a seguito di concrete posizioni
governative raggiunte, restaurare gradualmente le nostre pertinenze
statuarie.
Il popolo deve assorbire per gradi i mutamenti e riconoscere per gradi
la
sua reale condizione alternativa a quella imposta ed ormai saldamente
acquisita in buona parte dei Sardi, del tutto italiani.
-
Siamo in minoranza quindi?
Ai mondiali di calcio 2006 abbiamo visto parecchi tricolori italiani sui
balconi.
-
Non è meglio accettare la resa?
Mai, la Natzione esiste ancora, finchè l' ultimo uomo
terrà in vita l' ultima
parola del Sardo, finchè qualcuno ricorderà la
nostra storia e la nostra
civiltà.
-
Cos' è il "folklorismo" in politica?
L' ostentazione identitaria unita talvolta all' eccesso ideologico,
causa
primaria di perdita di credibilità.
-
Dobbiamo pure vestirci come gli italiani?
Perchè i Sardi non usano giacca e cravatta?
-
Ma gli italiani ci hanno imposto usi e costumi non nostri.
Perchè distinguersi dal mondo moderno è un
riscatto "anti-imperialista"?
Sciocchezze che aiutano e coadiuvano l' azione italiana nel processo
disgregazionista e ridicolizzatore della nostra identità.
Anche i Sardi possono stare al passo con i tempi e tutelare la propria
cultura senza ricorrere a bieche comparsate controproducenti.
-
Cos' è l' Europa?
La nostra terra, così come la Sardegna.
-
Come aderirvi da indipendenti?
Quesiti che meriterebbero pagine su pagine di esplicazione, intanto
consigliamo ai nostri giovani militanti di rinunciare alla lotta
"no-global" al
sistema.
-
Come spiegano i dirigenti politici indipendentisti che almeno l'
apertura
verso
la socialdemocrazia è un presupposto basilare per accettare
il
mondo
moderno ed ottenere le chiavi per accedervi?
Non lo spiegano perchè è più comodo
agitare un numero fisso di militanti
che li votano, così se ne stanno buoni buoni nel loro
angolino a sognare
realtà socialiste del tutto fantasiose.
Lassù non esistono ideologie ragazzi, gli slogan stanno
fuori dalla porta.
Caria comprese questo fondamentale aspetto.
-
Chi era Emilio Lussu?
Il fondatore di un pezzo della storia di Sardegna, il PS d' Az.
Un grande autonomista, da ricordare, nonostante alcune ombre.
-
Che ne pensa URN Sardinnya quindi?
Che chi se ne và in Italia rischia di lasciare in patria
parecchi balocchi.
Un grande Sardo oltre che italiano, ma non era indipendentista.
Ma non possiamo proseguire nel nuovo millennio con tali sterili diatribe.
-
URN Sardinnya è "glocal"?
Noi siamo per la globalizzazione, per i nostri prodotti e la nostra
cultura
nei mercati
mondiali, ne abbiamo le capacità e le
disponibilità, non
solo
materiali.
Riteniamo chiaramente che sia necessario ridurre il divario tra
popolazione
mondiale ricca e povera, ma questo non ha nulla a che vedere con le
nostre aspirazioni di mercato, di sviluppo sociale e promozione delle
identità.
Teniamo distanti le iperboli intellettuali dalle scelte accorte e
decise di
politica economica, così come tutto il mondo moderno.
La nostra economia non ha tempo da perdere nei salotti culturali, ma ha
risorse da impiegare nelle asperità dei mercati.
Dobbiamo inoltre aprire al settore terziario, anche in relazione alle
esigenze
professionali dei nostri giovani, sviluppando un adeguato comparto
universitario.
Nei movimenti, i no-global in lotta "contro il sistema" non ci servono.
-
Ma il Partidu Sardu è finito?
Così come lo conosciamo oggi è evidente, deve
riformarsi ed accettare la
realtà di un sardismo evolutosi socialmente e politicamente,
ripartendo dal
concetto che a suo tempo espresse Mario Melis.
-
Finirà la "diaspora" sardista?
Non è mica un problema. Si voleva "sardizzare" il panorama
politico sardo?
Obiettivo raggiunto. Adesso che l' azionismo però perde l'
esclusiva, teme
per il suo stesso futuro e quindi fà marcia indietro
delegittimando tutti gli
altri sardismi.
-
Come si raggiunge l' indipendenza?
Sviluppando elementi strutturali di coesione sociale, ovvero pubblica
sicurezza, lingua, istruzione, etc.
Il federalismo insomma come chiave di volta, ma non un federalismo
basato su un mero appiattimento di natura regionalistica, ma sancito da
criteri di peculiarità identitaria, ovvero con il
riconoscimento formale e
sostanziale della Natzionalità Sarda.
Presupposto verso la piena e completa indipendenza dallo stato italiano.
Gli slogan dell' indipendentismo attuale non ci hanno ancora spiegato
nulla
su quale percorso intraprendere.

|
Al Generale Ampsicora,
Eroe
Natzionale.
Guidò
le armate di Sardegna
nell'
anno 215 a.c. contro
l'
invasore romano. |
|
-
Perchè Soru ad IRS ha ritenuto necessario prendere le
distanze da essi
nel 2006?
Perchè sà benissimo che immagine proietta oggi
sulla Pubblica Opinione
questo indipendentismo, ergo abbiamo da tempo chiari segnali della
necessità di riformare i nostri modelli identitari.
-
Cos' è il "Teorema Pisanu" e cosa ha prodotto la vicenda
degli arresti di
A
Manca pro s' Indipendentzia di metà 2006?
Il teorema Pisanu è una dicitura impropria, meglio definirlo
teorema
Bustianu.
La verità è che purtroppo il coordinatore di SNI,
nel blando ma lodevole
tentativo di unire l' indipendentismo, non ha fatto altro che unire il
radicalismo dello stesso, facendo così un enorme regalo ai
"congiurati", se
mai esistono.
-
Ovvero?
Le manifestazioni di unità, che noi avremmo preferito
caratterizzate da
simbologie universali, quali la bandiera Natzionale e/o Europea, hanno
in
realtà proiettato e consolidato l' immagine di un
indipendentismo radicale.
Ben saldato questi ai margini del panorama politico sardo.
Un ottimo lavoro di demolizione dell' immagine e del valore della causa.
-
Qualcuno disse: "Noi
crediamo che non la proprietà determini un certo
equilibrio sociale, ma l'uso di essa in termini collettivi. E, quando
diciamo
proprietà e uso di essa, non intendiamo la sola povera
terra, ma tutti i
beni e i mezzi di produzione che debbono essere gestiti dalla
collettività".
Spaventoso. Un chiaro pensiero di un mondo superato. E' aberrante oggi
solo mettere in discussione il concetto stesso di proprietà
privata.
Persino le moderne politiche socieldemocratiche occidentali riconoscono
il valore ed il diritto all' esistenza della proprietà
privata.
Si tratta di pensieri di derivazione statalista di grandi patrioti,
tuttavia oggi
inapplicabili e fuori contesto.
-
E' un peccato che Simon Mossa non abbia mai visto realizzato il suo
progetto
di CSS?
Certamente sì, con il senno di poi, avrebbe spiegato a qualche
indipendentista attuale le ragioni della disfatta.
-
Ovvero?
L' ingenuità di scindere il legame politica-sindacalismo, un
concetto che
determina soprattutto in Italia il potere contrattuale e clientelare
delle
forze operanti. Il sindacato è e deve essere il braccio
motore nel mondo del
lavoro della politica identitaria, cosa che invece, non è
mai avvenuta.
Magari anche per una eccessiva ideologizzazione del compito portato
avanti. Abbiamo sindacalisti che parlano più di Palestina e Chavez che
non di Sardegna.
-
Che cosa è stata la coalizione "Sardigna Libera"?
SNI e PS d' AZ: Un fiasco annunciato. Come diavolo si può
mettere
insieme un movimento no-global ad un partito diviso in federazioni che ieri
come
oggi non ha ancora superato le gravose incoerenze?
Le finalità comuni non sono sufficienti a muovere simili
manovre politiche.
Entrambi i movimenti necessitano oggi più di ieri di
concrete riforme.
Solo dopo potremmo parlare seriamente di unioni e fronti identitari.
-
Perchè tutti parlano di unità, ma spesso si fanno
dei distinguo?
Per
inciso, il PS d' Az si allea con SNI ma non riconosce Fortza Paris.
IRS
dal canto suo non riconosce nessun sardismo.
E da quando in quà qualcuno ha superato i campanilismi e si
interessa
sul serio all' unità ed alla concordia natzionale?
-
Che cos' è l' area Progressisti del Portale URN Sardinnya?
Un prototipo di moderno partito di massa di matrice indipendentista.
Realizzato per mostrare come in una bacheca il divario che separa gli
attuali movimenti da tale progetto.
Non è una "sfida" a nessuno, ma un esempio per tutti su cui
riflettere.
Lo amplieremo e ripuliremo da ogni sorta di contraddizione nelle prossime
edizioni.
-
Aberrante secondo alcuni, troppo moderato e globalizzato.
Vuol dire che siamo sulla strada giusta.
-
URN Esteri, non ci saranno troppe posizioni filo-occidentali?
Fino a prova contraria, la Sardegna è geograficamente sita
nel cuore
del Mediterraneo, la porta dell' Europa.
Non aspiriamo a divenire stati satelliti di Libia o altre micropotenze
nord-africane, oltre che divenire burattini, così come oggi,
dell' influenza
di Roma e magari un domani anche di Parigi.
Dobbiamo giocare con estrema attenzione la nostra posizione strategica
nel Mediterraneo con scelte ponderate di politica estera.
-
Non è prematuro trattare un' argomento simile?
Bisogna capire e far capire che l' indipendenza non è un
salto nel buio,
in questo senso, le posizioni di politica internazionale sono il sintomo
della rottura con tradizioni comuniste del tutto anti-occidentali e
tendenti
all' isolazionismo. Questo è ciò che il lettore
deve percepire.
Noi vogliamo stare nella Comunità Internazionale da attori,
al pari di tutti
gli stati moderni. Non solo, agevolando così anche la nostra
presenza sui
mercati. Questo non significa chiudere gli occhi rispetto ad atti non
condivisibili in cui sia previsto l' uso bellico per dirimere ogni
controversia in
seno ad altri popoli.
Non importa essere liberali o socialdemocratici, le Nazioni Unite hanno
una
sola voce.
Sul piano prettamente militare, nel capitolo allocazioni della Difesa,
abbiamo molto da imparare dall' esperienza di repubbliche quali Malta.
-
Si scorge in queste posizioni un triangolo di vedute alquanto variegato:
Caria,
Mario Melis, Onida, ma anche tanto altro, ben oltre la storia
politica
di Sardegna. Ad esempio: Scottish National Party, DPP e terzi.
Meglio non fare impropri paralleli con il contesto in cui operiamo.
La politica identitaria è il frutto e la sintesi di
più concezioni, ma stavolta
tendenti a propositi completamente nuovi e volti alla demolizione degli
errori
passati (e presenti) mediante una nuova interpretazione.
Urge una visione globale dall' alto, imparziale e munita di "senso
dello
stato".
Caria rappresenta la volontà di apertura politica e di
ripudio del
massimalismo, la base da cui è sorta la volontà
di sviluppare una
piattaforma laburista, non più obsoleta social-comunista
come purtroppo
ancora oggi appare.
Melis è il fautore ed il precursore del concetto di
"sardismo diffuso", così
come sopra motivato.
Onida è il cavallo di Troia che inocula il germe della
politica identitaria
nel ventre della destra isolana. Sono tutti tasselli fondamentali di un
lungo
democratico percorso.
-
Quale è quella politica identitaria che URN Sardinnya tratta
e pone sullo
stesso
piano?
Noi riteniamo che chiunque nel proprio statuto di partito/movimento,
riconosca l' esistenza della Natzione Sarda, sia ascrivibile a tale
denominazione. Da Fortza Paris fino ad A Manca pro s' indipendentzia,
unione natzionale significa intanto rispetto paritario.
-
Ma non è troppo semplice giudicare la politica identitaria e
chi vi lavora
ogni
giorno?
Per chi proviene da culture politiche autoritarie, può
essere ben difficile
digerire critiche provenienti da qualche "accolita di marrani" che si
è
permessa di mettere le mani in pasta a cose di "loro" competenza.
Noi riteniamo che la Democratzia sia prima di tutto la
facoltà del cittadino
elettore di esprimere giudizi.
I risultati politici ottenuti da buona parte della politica identitaria
ci danno
un' ottimo strumento di critica e capacità di esporre dubbi
e rilievi sul loro
operato. In questo senso, poco contano le critiche giunte a questo
Portale.
La Democratzia è il diritto di esprimere i propri dubbi
senza timori censori
ad opera di nessuno, ben farebbero alcuni "imbavagliatori" a tenerne
conto.
La musica è cambiata.
-
URN Sardinnya è composta da precursori del nuovo
indipendentismo?
E' composta da cittadini che hanno la volontà di voler
parlare liberamente
e senza tabù dei problemi della politica identitaria.
Una parte politica troverà disgraziati alcuni passaggi del
Question Time,
un' altra parte politica altrettanto su altri passaggi ancora.
Nel Portale trattiamo di tutti gli argomenti ivi sondati, e tanto altro.
Significa che c' è molto lavoro da fare.
Diranno che siamo "eretici" autoreferenziati e/o al saldo di qualche
"potenza" politica italianista.
Probabilmente le critiche arrivano proprio da chi dispone di un lauto
collare
da cui abbaiare senza ritegno.
Ma a noi che ce ne importa?
Messaggio video Cuncordia
Natzionale (Wmv).
U.R.N. Sardinnya
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