VIII
Lo scivolone di Gavino
Sale & Figli
Opinione
pubblica, questa sconosciuta
Clamorosi scandali di immagine
"Statisti" No-global
Nò al radicalismo
I Perchè - Ritardi culturali
Analisi del Moderatismo
Super partes?
Guadagno
di funzione
Diceva Wilde
Questioni sociologiche
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Di P. Daniele, C. Marco, A.
Mattia e B. Adriano.
Ottobre 2006.
Sì, ottobre 2006,
avete capito benissimo.
Non si tratta dell' ottobre 1917.
Quante analogie, un signore con barbetta diede inizio ad una delle
avventure più romantiche ed
allo stesso tempo disumane della storia del novecento. Si chiamava
Lenin.
Nel presente, un signore anch' esso munito di barba ci ricorda di aver
posto alla testa del suo
movimento (IRS) la coerenza.
Una delle avventure più impegnative del nuovo millennio:
Coerenza nel rispolverare cadaveri ideologici seppelliti in un passato
da Partito Comunista
Italiano.
Nell' osservare con attenzione i dettagli, ci chiediamo se questo non
sia un autentico ritorno al
passato. Per via di quali motivi?
Il moderatismo, dinamica politica contemporanea, spinge all' angolo
dello scenario politico
qualsiasi elemento socio-culturale che stoni con il quieto vivere ed il
futurismo verso cui
l' opinione pubblica adora arrovellarsi.
Elementi quali il massimalismo, i laicisti (non i laici attenzione), le
obsolete simbolistiche, i
linguaggi conflittuali, la lotta al mondialismo, i portatori di
verità cospiratrici (vedi scie chimiche
da un lato e "complotti" sui recenti arresti da un' altro), i
piazzisti di facili slogan a zero
contenuti, addirittura alcuni abbigliamenti e formule di apparizione
pubblica. Etc.
Tutti elementi che, osservando con cura le ultime apparizioni di Gavino
Sale, ritroviamo
puntualmente.
Ma se l' opinione pubblica è avanzata per effetto di tale
dinamica politica nell' attribuire la sua
credibilità ad un dato movimento/partito politico, le nostre
classi dirigenti dov' erano?
Nel 1917 o nel 2006?
Noi abbiamo ragione di ritenere quale fosse la loro precisa posizione:
Giustificare
tali atti associando
il moderatismo ad una colonizzazione culturale italiana che ha
imposto
loro una visione di vedere il natzionalismo post-sessantottino in
maniera arcaica.
Per dirla in parole povere, i signori Gavino Sale, ma anche Bustianu
Cumpostu ed il loro
seguito dirigenziale sostengono che qualsiasi cosa stoni col loro modo
di fare è un prodotto
dell' imperialismo italiano, e di conseguenza bisogna opporsi a tale
imperialismo massificatore
distinguendosi da esso attraverso l' ostentazione della nostra cultura
(generando dunque
folklorismo) ed utilizzando l' unica maniera di fare politica che hanno
appreso in gioventù:
La lotta all' imperialismo di Nixon (Vedi presidenza USA 1969-1974).
Che cosa ci dice dunque la morbosa replicazione di tali politiche nel
2006?
Ci dice in maniera alquanto semplice che tali dirigenze indipendentiste
non sapendo come
diavolo innovare il modello politico che deve guidarci all'
indipendenza, preferiscono imbastire
la ridicola scusa che il moderatismo non è altro che
imperialismo italiano e quindi "non
possiamo farci nulla se non continuare questa lotta al sistema".
Balle.
Balle
di comodo
che celano incapacità riformistiche e volontà di
cullarsi sugli allori senza
assumersi responsabilità
per tali incapacità a costanti risultati zero.
Il moderatismo è una condizione politico-sociologica in
costante evoluzione dalla fine
dell' epoca bipolarista (USA-URSS) ad oggi, non solo in Italia: In
tutto il mondo moderno.
Come già riportato in precedenti scritti, il moderatismo
è dato dalla sintesi di una fascia
generica di elettorato che si discosta dalle appendici
estreme presenti nel panorama politico.
Spesso
il metro di unione è dato da più fattori che
puntano a convergere
in un dato soggetto
politico.
Alcuni
di questi fattori sono (ad esempio) il ripudio delle ideologie, delle tecniche di linguaggio
massimalistiche, con la conseguente ricerca di una stabilità sociale ed
economica basata su
una realpolitik contrapposta ad ideologie utopiche ed
impraticabili, sia a destra che a sinistra.
Ma il
bacino di questo fenomeno è in costante espansione, vanno inglobandosi svariati valori
generici, quali la tutela della famiglia, l' affermazione di una giustizia
sociale, etc.

"L' internazionale" isolazionista
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Oggi
chiunque può essere un soggetto politico cosidetto
"moderato", Forza
Italia, la Margherita,
Progetto Sardegna, Udeur, Socialisti Democratici, etc, sia laici che
cattolici, non esiste un
confine specifico.
L' errore
più grande è fare finta che il fenomeno non
esista o non ci riguardi.
Addirittura, notare bene, chi
ignora tale dinamica può ritenerla come "italianista" e
ritenere
ancora
che non vi sia nulla di "Sardo" nell' impostare l' indipendentismo
secondo tale criterio:
Pura
follia.
Noi dobbiamo rappresentare una seria alternativa politica alle forze
italiane, acquisire criteri
moderati e riformistici non è solo una grande rivoluzione
culturale in seno all' indipendentismo,
è altresì la dimostrazione, la
proiezione culturale e sociologica che instilleremo nella
pubblica
opinione a fare la differenza.
I Sardi oggi mantengono la loro identità e le loro
tradizioni nel quadro di una realtà storica
esattamente nè più ne meno come fanno tutte le
nazioni, la differenza è che da noi, la difesa di
tale peculiarità non deve essere confusa con la metodica di
presentare la nostra identità a livello
politico. (Il discorso sulla pubblica istruzione è un' altro
tema).
La società moderna è avanzata, con essa devono
avanzare i nostri modelli politici presentandosi
in linea con tutti i più attuali partiti politici.
Non retrocedere e rifugiarsi in tale peculiarità credendo
così di rappresentare "l' alternativa
originale della Natzione all' imposizione di standard politici esterni".
Non sono esterni, sono anche Sardi.
Solo
a tale condizione sarà possibile esaltare i contenuti della
nostra missione ed assogettare
alla
stessa (per la pubblica opinione), quello standard di prestigio e di
credibilità oggi assente.
Per
ulteriori specifiche sulla natura del folklorismo, vedi sezione
Democratzia - La Riforma.
Basta con politici Sardi
addobbati al passato, è l' era di un nuovo indipendentismo
in doppio
petto e cravatta che farà la differenza, non importando
modelli esterni ai Sardi, ma perchè tali
modelli sono anch' essi parte dei Sardi.
Noi Sardi siamo al passo della società contemporanea al pari
di tutte le nazioni.
Che cosa significano atti simili?:
(ANSA) Cagliari 1 luglio -
Sono arrivati con le maschere simbolo dell' identita' sarda (su Voe
Muliache, su Mamuthone e su
Componitori), la berritta in testa (tipico copricapo), bandiere e
striscioni e tanti pacchi bianchi ''per restituire al Governo italiano
i regali radioattivi'' che l' Isola
potrebbe ricevere: e' andanta in scena cosi' la protesta degli
indipendentisti di ''Chentu Berritas'',
stamattina a Cagliari, davanti alla sede di
rappresentanza del Governo. ''Attaccheremo Ciampi,
diffidandolo dal mettere piede in Sardegna finche'
il pericolo radioattivo non sara' allontanato".
Sardigna Natzione.
Questa
è una vergogna assoluta.
Questa sarebbe Difesa delle nostre peculiarità identitarie?
Questo è coprire di ridicolo non solo l' immagine di
sè stessi e del proprio movimento, peggio:
E' coprire di ridicolo l' intera esposizione di quell' alternativa che
dobbiamo offrire alla cittadinanza
rispetto ai modelli italiani.
Questo è demolire l' immagine della causa giorno per giorno.
I nostri lungimiranti "statisti" esaltano quel processo
disgregazionista antropologico della cultura
Sarda apportato dall' azione italiana, esponendo la nostra cultura in
termini risibili e vergognosi.
Cari Cumpostu, cari Sale:
Giù le mani dalla nostra cultura!
I
ritardi dell' indipendentismo pertanto, non sono solo
politici, in quanto il conservatorismo
ideologico
della succitata "lotta al sistema" cementifica incapacità di
apertura politica alle sfide
del
mondo in cui la nostra popolazione vive e vuole vivere, ma
altresì si tratta anche di ritardi
culturali,
in quanto i nostri dirigenti sulla base del ritardo politico spiegato,
non sono in grado di
capire
quale tipo di credibilità l' opinione pubblica contemporanea
attribuisce ad un dato soggetto
politico.
Ecco
quindi che ne consegue un' assoluta indifferenza nel dare la giusta
valenza alle
considerazioni
dell' opinione pubblica ritenendosi essi portatori di una
"verità natzionale" in
antitesi
alla "pubblica ignoranza" che li considera obsoleti ed isolazionisti.
Quante volte avrete sentito dai vostri dirigenti considerazioni
similari:
"Sè
aspettavo la gente..."; "Ma che ne sanno quelli"; "Non ce ne frega
nulla"; "Non vogliamo il
dialogo
con loro"; "Se non faccio così, più di
così che devo fare? Tanto non ci votano quelli";
"Ci sono persino i complotti..." E via discorrendo.
Nò.
Troppo comodo.
Non funziona così.
Qualsiasi moderno partito tiene conto della pubblica opinione ed assume
un' accortezza
tendente all' eccellenza per quanto riguarda la ponderazione, la
capacità di unire, la capacità di
evitare scivoloni, la capacità di non esporre atti, simboli
e linguaggi fuori luogo nel presente.
Uno dei motivi per cui ha fallito la nostra classe dirigente (Vedi
sezione Sa Natzione - Sardi
contro
Sardi).
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"......E'
la qualità più bella di un rivoluzionario"
Ernesto
Che Guevara
Dal sito Su
Rembombu - Associato a SNI
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Ci
si rende ridicoli ad ogni minima apparizione pubblica.
Non parliamo se dovessimo per ipotesi presenziare a qualche cerimonia
pubblica (Vedi
L'
opinione, parte nona).
Come
ci andremmo? Chentu berrittas, pugno chiuso e bandierine?
Non c' è da stupirsi per i magri risultati politici, chi
ritiene di partecipare ad una "scampagnata
tra amici" e non ad un danno inconcepibile di immagine non ha nessun
pudore nel trattare tale
problematica con assoluta indifferenza.
Regalando a mani larghe credibilità ad autonomismi unionisti
vari, alquanto più abili in termini
moderatistici.
Abbiamo
una dirigenza indipendentista assolutamente priva di Responsabilità
Natzionale.
Non abbiamo bisogno di dirigenti che si rincorrono per avere la prima
piazza dell' area no-global,
abbiamo bisogno di dirigenti che sappiano offrire chiare risposte di
sviluppo politico.
(Vedi
aree correlate: Democratzia - La Riforma; Società, parte
prima e seguenti; Area
Progressisti
- Innovazioni).
Perchè fare di tutta l' erba un fascio e non riprendere
singoli movimenti?
Perchè l' opinione pubblica vede l' indipendentismo come un
unico modello politico.
Il nostro gruppo, Responsabilità
Natzionale, che alimenta questo mezzo di comunicazione web,
si pone sempre e comunque come base del proprio pensiero, lo status e
le esigenze della
nostra cittadinanza contemporanea, identificando così pregi
e difetti (soprattutto difetti), di
questo indipendentismo destinato a morte certa.
Fate una somma del Gavino col pugno alzato sotto effigi comuniste al
Cumpostu che nei media
isolani parla di socialismo diffuso, uniteli alle manifestazioni di A
Manca pro s' Indipendentzia,
miscelate il tutto con qualche ostentazione identitaria (copricapi,
vestiari e simbolistiche varie)
ed osservate i risultati per l' opinione pubblica.
Non siamo avversi a politiche socialdemocratiche, ma se non si esce da
schemi novecenteschi,
l' indipendentismo non capirà mai che oggi buona parte dell'
elettorato Sardo, sia esso ascrivibile
al centrodestra che al centrosinistra, è moderato: L'
indipendentismo non può rimanere fermo al
radicalismo ideologico di sinistra (Vedi
Democratzia - La Riforma).
In tali ritardi, pesa spesso l' assenza di una compiuta strutturazione
interna di tipo partitico dei
movimenti, non vi è alcuna gerarchizzazione e congresso in
grado di esprimere candidati alla
testa dei movimenti in grado di premiare l' efficienza politica degli
stessi.
Tutto è demandato agli umori di poche elites dirigenziali
approssimativamente abili politicamente.
Cari Sardisti, se anche voi intendete veramente lavorare a dei
presupposti per il "terzo polo" e non
cedere a tendenze unioniste interne, avete bisogno dei nostri
indipendentisti.
Serve disciplina, sviluppo ed intransigenza nel e per l'
indipendentismo.
Una coerenza indipendentista che purtroppo non ci vedrà mai
tutti uniti, bianchi, rossi, neri o
gialli, poichè i ritardi culturali e politici di cui sopra
nei movimenti IRS e SNI sono troppo evidenti.
Signori Cumpostu e Sale, vi invitiamo a ridiscutere il ruolo di questi
modelli nel quadro della
società contemporanea ed a prendere provvedimenti, anche
impopolari per l' attuale ed
inconsistente base di militanza, onde colmare in misura celere tali
ritardi.
La vostra politica non innova, cristallizza e crea le basi per
ridicolizzare ulteriormente l' immagine
generale della causa.
Esiste un fenomeno in medicina che rispecchia alla perfezione questa
dinamica politica.
Quando
la cura risulta peggiore del male.
Durante la trattazione tumorale, la chemioterapia non apporta solo
benefici risultati, ma ha la
proprietà, in talune situazioni, di fungere da accelleratore
per processi distruttivi già in corso.
Questa controindicazione farmacocinetica viene definita "guadagno di funzione":
Esattamente ciò che produce la "cura" politica dei modelli
indipendentisti attuali in relazione al
processo disgregazionista italiano della nostra storia, della nostra
cultura e della nostra identità.
Sè pertanto l' Italia rappresenta il "male" (politicamente
parlando), questo indipendentismo
rappresenta la "cura erronea" che accellera quel "male" medesimo, in
quanto espone modelli
folkloristici e radicali in antitesi alla realtà del corpo
elettorale nel suo complesso, coadiuvando
l' azione italiana nel ridicolizzare agli occhi della pubblica opinione
la nostra stessa identità.
Non abbiamo bisogno di compagnie teatrali, ma di dirigenti muniti di
senso dello stato.
Quali modelli state portando avanti?
Modelli che non si occupano neppure di sviluppare rapporti con il
pianeta militare e ragionare
sulla nostra Difesa Natzionale nel futuro?
Modelli che si occupano di no-global, chiusure al mercato e scie
chimiche?
Modelli che si dimenticano il pluralismo ideologico della popolazione?
Modelli che si dimenticano la professione di fede della nostra Natzione?
A quale sottobosco di Sardi vi state rivolgendo?
Come si può pretendere l' unità natzionale con l'
enormità di tali limiti?
Non vediamo all' orizzonte alcun bacino elettorale in tal senso,
secondo i vostri modelli.
E' tempo di riformularli e ridisegnare l' assetto totale dell'
indipendentismo nel nuovo millennio.
Pesa l' assenza di senso dello stato.
L' incapacità di capire che la proiezione unitaria che
questi modelli danno di sè alla società non
rappresenta minimamente la Democratzia sociale Sarda.
Un dirigente indipendentista non deve ragionare unicamente in
qualità di esponente politico come
in ogni altro partito. Un dirigente indipendentista munito di senso
dello stato deve poter incarnare
altresì quella volontà super partes che solo una
Presidenza della Repubblica potrebbe dare.
Un Presidente della Repubblica è il garante ed il
coordinatore unitario della serietà, della
pacatezza, dell' Unione e della Responsabilità Natzionale
tra le forze politiche ed inoltre, deve
poter trasmettere all' opinione pubblica un ruolo ed un prestigio dato
dalla consapevolezza di
appartenere ad una unica e ben definita Democratzia pluralista, la
nostra.
L' ottica di una figura Presidenziale che i nostri dirigenti politici
dovrebbero potersi assumere, non
certo un Portale web di comunicazione politica quale URN Sardinnya.
Quando tuttavia non è possibile, dati gli esiti fallimentari
dei "fronti unitari monocolori" degli ultimi
anni, rappresentare tale figura super partes, è bene
lavorare alla costituzione di un soggetto
politico affine alle proprie formulazioni di pensiero (Vedi
Democratzia - La Riforma).
Secondo le considerazioni di alcuni membri di RN, attualmente non
esiste in Sardegna nessun
partito indipendentista, ciò giustificherebbe
paradossalmente addirittura la concessione del voto
a partiti italiani da parte di una fascia minoritaria "modernista"
presente in militanti sparsi di IRS
e SNI, poichè non si ritengono tali modelli politici
suscettibili di serietà al pari degli avversari
italiani, giustificando così una resa dell' indipendentismo
all' Italia.
In parole povere: "Con
questi non se ne esce..tantovale votare gli italiani".
La nostra linea non arriva tuttavia a tali considerazioni e
legittimiamo pertanto l' azione di questi
due movimenti politici, riconoscendoli come unici portatori del modello
indipendentista seppur a
risultati zero e manifeste incapacità politiche nel
rapportarsi ad armi pari (per concezione
riformista) alle formazioni italiane e, specialmente, alla nostra
popolazione.
E' tempo di superare la fase antoglobalizzazione, nonchè la
fase Bakuniana di questo utopico
indipendentismo e di occuparsi seriamente degli interventi da assumere
per crescere
politicamente.
"L'
Inghilterra ha realizzato un' unica cosa: Ha inventato ed
istituzionalizzato l' Opinione
Pubblica,
che
è un tentativo di organizzazione dell' ignoranza della
comunità e la sua elevazione alla dignità
di forza
fisica".
Da:
La Politica - Considerazione sulla Public Opinion; Il critico come
artista, di Oscar Wilde.
Cari
Sale e Cumpostu, stringetevi pubblicamente la mano, date l' esempio
giusto, ed iniziate un
nuovo percorso politico riformista, chiaro e definito.
Basta con la "guerra tra bande del '900".
La società ritiene superato questo indipendentismo, ma
sarà proprio da un mezzo avanzato quale
internet che partirà una nuova visione di impostare il
diritto statuario.
Non importa con quale successo, conta la consapevolezza di aver
interpretato un nuovo approccio
ai problemi del nostro indipendentismo.
I nostri lettori, chi Sardista, chi Mossianista, chi Lussianista, non
ci leggono in quanto cloni di
tali pensieri, ma perchè noi, a quasi dodici mesi
di attività, rappresentiamo un punto di eccellenza,
siamo un punto di riferimento ed i nostri standard di
serietà
rappresentano un modello.
Non siamo la replica o la ridefinizione di modelli terzi, Gandhi, De
Andrè, Mossa, Lussu, Gramsci,
non siamo quegli uomini, siamo solo Sardi che hanno voluto creare un
nuovo input, un nuovo
modello per i nostri lettori.
Per
difendere la Natzione, non serve distinguersi dal moderatismo, ma
dimostrare che anche
l'
indipendentismo sa competere con esso.
Usa
la
testa - Messaggio video sui presunti complotti - 2006 (Wmv).
Spot
Solidarietate terzu mundu (Wmv).
URN Sardinnya
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